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Piccola incursione nel mondo di “Spotted: Bassano del Grappa”: pagina facebook per i messaggi di amore e di ammirazione nei confronti di persone incrociate per caso

Pubblicato il 02-04-2015
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“Volevo sapere il nome della tipa che oggi verso le 12.15 era appena dentro l'incrocio del centro studi (...) assieme a un'altra tipa, aveva gli stivaletti neri e i leggins tipo leopardati, se qualcuno sa mi dica il nome!”
“Cameriera del (...) piuttosto alta, mora, viso dolce e molto particolare, sempre con la coda: sono mesi che ti vedo ma non ho il coraggio di chiederti il nome. Sei carinissima!”
“Giovedì intorno alle 18.00 sono stata da (...) e sono rimasta colpita da un ragazzo moro con profondi occhi scuri che lavora lì. Qualcuno lo conosce?”

Sono solo tre interventi, presi a caso, e da cui abbiamo omesso i riferimenti diretti, tra quelli più recenti postati su “Spotted: Bassano del Grappa”. Ci sono arrivato per caso, smanettando sulla rete.
“Spotted” è una pagina facebook che, come si legge nella pagina medesima, serve “per rendere pubblici, inviando messaggi privati agli amministratori, dichiarazioni di amore o di astio verso qualcuno”. In realtà “dichiarazioni di astio” non se ne vedono. Solo dichiarazioni di ammirazione, a scopo di ulteriore conoscenza, verso un “lui” o una “lei” incrociato o incrociata per caso in qualche negozio, bar, pizzeria, ristorante o semplicemente per strada in città e nei dintorni.
Del resto, l'immagine che caratterizza il profilo è la foto della statua, collocata vicino al Ponte di Bassano, dell'alpino che bacia la sua ragazza. Inevitabile, quindi, che il tono dei messaggi sia improntato al www mi piaci tu.
E così, ecco che pullulano dichiarazioni e segnalazioni del tipo: “cercasi ragazza bionda, con maglietta nera e leggings grigio fumo, che era seduta al parco (...), ci siamo anche incrociati con lo sguardo” oppure, rivolgendosi alla “commessa castana” di un negozio di sport fashion, “sei molto carina vorrei sapere il tuo nome”. Una utente di fb cerca “ragazzo capelli castani...” incontrato in una discoteca di Bassano, rimpiangendo di non avergli “chiesto il numero subito”.
Quasi un romanzo il messaggio postato da un altro utente: “Sabato 8 marzo (...). Alla ragazza con i capelli castano scuro/neri lisci di lunghezza media, alta circa 1.70, occhiali con la montatura nera dalla forma appuntita in alto alle estremità, un po’ tipo goccia. Stavi camminando sul marciapiede (...), io camminavo in verso opposto. Ci siamo guardati negli occhi fino all’ultimo istante possibile, fino con la coda dell’occhio, e dopo una decina di passi ci siamo girati entrambi, contemporaneamente. Volevo dirti... grazie!!! Posso chiederti qual’è il tuo nome?”
Non tutti i post sono così gentili e carini. Altri - come è tipico della rete - rivolgono apprezzamenti molto più diretti e volgari. Ma, mediamente, i cuori palpitanti dell'universo Spotted esprimono sentimenti di sana e sincera ammirazione. Per tentare un contatto con colui o colei con il quale o la quale, al momento dell'incontro più o meno casuale, non si ha avuto il coraggio o la possibilità di attaccare bottone.
E' una tendenza che non ha preso piede solo a Bassano. Analoghe pagine Spotted sono presenti ovunque per altre comunità dei colpi di fulmine: per restare solo nella nostra provincia, “Spotted: Vicenza”, “Spotted: Thiene”, “Spotted: Schio”, “Spotted: Montecchio Maggiore”, “Spotted: Chiampo” e via tubando. Tutte con lo stessa mission indicata sulla home del profilo: “Hai visto qualcuno in giro per la città o in un locale a cui non riesci a smettere di pensare? Hai un segreto inconfessabile? Scriveteci e noi...”
E noi cosa? Lasciamo la fantasia al potere.
Se ci pensiamo bene, è la versione 2.0 di un'esperienza vecchia come l'uomo: quella dell'incontro passeggero con qualcuno o con qualcuna che si tramuta nella percezione di un'occasione mancata.
E' il sentimento che pervade lo straordinario testo di “Le passanti”, a mio modesto parere uno dei capolavori di Fabrizio De Andrè. Una canzone sui turbamenti in transito che si tramutano in ricordi (“si piangono le labbra assenti / di tutte le belle passanti / che non siamo riusciti a trattenere”) che sublima poeticamente l'antico detto secondo il quale “ogni lasciata è persa”.
Non necessariamente però, almeno in quest'era digitale. Perché ai tempi del grande Faber non c'erano ancora i social.

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