Alessandro Tich
Direttore responsabile
bassanonet.it
Pubblicato il 28-01-2015 21:38
in Cronaca | Visto 2.654 volte
 

“Batterio killer”, la smentita dell'Ulss

Non è riconducibile alla “Klebsiella Pneumoniae” il decesso al San Bassiano a seguito di polmonite di Paolo Giacobbo, dirigente 57enne della Vimar, sul quale è stata aperta un'inchiesta. La comunicazione dell'Ulss 3

“Batterio killer”, la smentita dell'Ulss

Foto: archivio Bassanonet

L'Azienda Ulss n.3 ha diffuso oggi una comunicazione alle redazioni in merito al decesso di Paolo Giacobbo, noto dirigente 57enne della Vimar Spa di Marostica, morto il 18 gennaio scorso all'Ospedale San Bassiano per complicazioni sopraggiunte nel corso del ricovero.
Il paziente, ricoverato il 12 gennaio per una pancreatite, è deceduto in conseguenza a una polmonite presumibilmente originata da pneumococco contratto in ambiente ospedaliero.
Sul caso la Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo d'inchiesta, disponendo l'autopsia e sequestrando la documentazione clinica, a seguito della denuncia presentata dalla famiglia che ha chiesto ai magistrati di accertare l'esatta causa del decesso.
A seguito di articoli di stampa che hanno avanzato l'ipotesi della ricomparsa in ospedale della Klebsiella Pneumoniae, il “batterio killer” che aveva provocato i decessi di tre pazienti al San Bassiano nel 2012 - sui quali è tuttora in corso un'inchiesta giudiziaria - l'Ulss 3 ha diramato i suoi chiarimenti nel comunicato che riportiamo di seguito:

COMUNICATO

In riferimento alla notizia comparsa su alcuni quotidiani in data odierna che attribuiscono alla Klebsiella Pneumoniae definita “Batterio Killer” il decesso di un paziente maschio di 57 anni presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale San Bassiano, la Direzione Sanitaria dell’ULSS 3 di Bassano del Grappa smentisce in modo assoluto che il germe in questione sia mai stato identificato come responsabile del quadro patologico nelle varie fasi del decorso clinico del paziente. Non si forniscono altre notizie in merito, nel doveroso rispetto della privacy della famiglia. Si esprime piena fiducia sull’operato della Magistratura nella convinzione che da parte dello staff medico dell’ospedale sia stato fatto tutto il possibile per l’inquadramento ed il trattamento terapeutico della patologia acuta di cui soffriva il paziente.