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Politica

La Rosanna furiosa

Tribunale: la senatrice Filippin risponde “furente” all'attacco rivolto nei suoi confronti dal presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bassano Francesco Savio. “Su di me accuse strumentali, su questa questione si è oltrepassato il limite”

Pubblicato il 14-09-2014
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In questi giorni Rosanna Filippin sta scalando le classifiche di presenza e di presenzialismo nelle cronache locali. Inevitabile, visto che il mirino delle lamentele per l'infelice esito della vicenda del Tribunale di Bassano è puntato soprattutto su di lei, “colpevole” agli occhi di alcuni influenti addetti ai lavori di non aver saputo adeguatamente rappresentare a Roma le istanze del territorio per il salvataggio del presidio di giustizia. E' la sintesi delle accuse lanciate nei suoi confronti su articoli di stampa dal presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bassano del Grappa Francesco Savio, che riconosce invece l'impegno, sul fronte dei tentativi di ripristinare il Tribunale bassanese, dei politici della Lega Nord.
Apriti cielo: per la Filippin si tratta di “accuse strumentali” che servono “solo ad accendere il dibattito per i prossimi appuntamenti elettorali”. Aggiungendo che “è vigliacco cercare un capro espiatorio sul Tribunale” e che “su questa questione si è oltrepassato il limite”. Questo ed altro nel comunicato stampa trasmesso dalla parlamentare in redazione, che pubblichiamo di seguito:

Rosanna Filippin: "Vigliacco cercare un capro espiatorio sul Tribunale" (fonte immagine: pdmarostica.blogspot.it)

COMUNICATO

SAVIO (PRESIDENTE AVVOCATI BASSANO) ATTACCA, FILIPPIN (PD) RISPONDE: «VIGLIACCO CERCARE UN CAPRO ESPIATORIO SUL TRIBUNALE. SU DI ME ACCUSE STRUMENTALI»

Alla fine i giochi si sono chiusi: Governo e Ministro della Giustizia non sono intervenuti a favore della riapertura del Tribunale di Bassano. La data del 13 settembre (termine ultimo per il Ministro di intervenire sulla legge delega sulla geografia giudiziaria) è alla fine arrivata e di decreti correttivi neanche l'ombra.
E dopo i duri attacchi del presidente degli avvocati Savio nei suoi confronti, la Senatrice bassanese del PD Rosanna Filippin decide di intervenire e lo fa proprio partendo da un ragionamento sulla legge delega: «In genere sono una persona paziente e tollerante, ma su questa questione si è oltrepassato il limite. Ancora una volta si nota quanta poca memoria politica hanno alcuni italiani, anche se pensavo che i signori dai quali ho ricevuto gli attacchi avessero un po' più di intelligenza per capire che le colpe non stanno da una parte sola. Certe persone si dimenticano che la legge che ha accorpato il Tribunale di Vicenza è stata votata da Lega e PdL indistintamente, quando ancora queste due forze politiche andavano a Roma a braccetto e facevano leggi che hanno rovinato l'Italia».
«Qual è la differenza tra una persona matura e una che non lo è? - chiede furente la senatrice bassanese - La prima si prende le proprie responsabilità, la seconda invece cerca di togliere la pagliuzza nell'occhio del vicino senza vedere la trave nel proprio! Io ammetto e ribadisco che il PD è in concorso di colpa per non aver salvato il Tribunale; non ho paura di dire che Orlando ha sbagliato a non prendere una decisione, ma provo rabbia verso chi mi attacca personalmente dicendo che "solo la Lega si è battuta"».
Accuse strumentali che la Senatrice dem rispedisce al mittente ricordando tutte le iniziative promosse dal PD bassanese e dalla sua parte politica.
«Dagli incontri con i cittadini alla petizione online, dall'incontro con Poletto e la Serracchiani all'incontro con Orlando a Vicenza quest'estate - ricorda Filippin - e se non ricordo male a quest'ultimo incontro ha partecipato lo stesso Savio. Si dice che solo la Lega ha fatto qualcosa? Io dico che proprio la Lega si è aggiunta in ritardo nella lotta a favore del Tribunale di Bassano: nessuno si ricorda infatti di un illustre politico cittadellese che affermò che "del Tribunale di Bassano non gliene fregava nulla (eufemismo)"».
«Ho la netta sensazione che le uscite di questi giorni contro di me siano strumentali e servano solo ad accendere il dibattito per i prossimi appuntamenti elettorali. Io che invece sono una persona seria tengo gli occhi fissi sulla palla e vado avanti (anche da sola se serve) con la mia battaglia: perché non finisce qui».

Il 28 gennaio

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