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Ancora attività abusive nel Bassanese: scoperti e chiusi dalla Guardia di Finanza un centro estetico e un salone di parrucchiera nei Comuni di Rosà e di Cassola. Le illecite attività condotte da due donne, ora oggetto di accertamenti fiscali
Pubblicato il 24 lug 2014
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Non solo i furbetti dello spinterogeno. Ci sono anche quelli - anzi, per meglio dire “quelle” - dei trattamenti viso-corpo e della messa in piega.
Dopo l'autofficina abusiva di Campagnari di Tezze sul Brenta, sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza di Bassano anche un centro estetico ubicato nel Comune di Rosà e un salone di parrucchiera a Cassola. Segni particolari: completamente abusivi, benché dotati di attrezzature evolute e di un'affezionata clientela come nel caso dell'officina di autoriparazione di Tezze.
Ne dà notizia un comunicato stampa trasmesso in redazione dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza, che riportiamo di seguito:
Il salone di parrucchiera in Comune di Cassola sequestrato e sigillato dalla Guardia di Finanza
COMUNICATO
Controlli della Guardia di Finanza di Bassano del Grappa. Chiuse attività commerciali abusive operanti nei settori dell'estetica e dei servizi di parrucchiere
Nei giorni scorsi i finanzieri della Compagnia di Bassano del Grappa, dopo una specifica attività investigativa finalizzata ad individuare attività commerciali abusive e sconosciute al fisco, hanno compiuto due interventi nei comuni di Rosa’ e Cassola nei confronti di due soggetti che operavano nel settore dell’estetica e dell’acconciatura per donna, senza le prescritte autorizzazioni comunali e licenze degli organi competenti, violando le normative fiscali, urbanistiche ed igienico-sanitarie.
In particolare i militari hanno apposto i sigilli ad un centro estetico ubicato in un appartamento del comune di Rosa’ e ad un salone di parrucchiera per donna ubicato al piano interrato di una palazzina sita nel comune di Cassola, proprio mentre erano nel pieno svolgimento le rispettive attività ed erano presenti all’interno dei locali varie clienti che beneficiavano delle prestazioni.
Particolarmente allestito si presentava il salone per parrucchiera di Cassola, organizzato e condotto da una giovane donna; un ambiente arredato con mobilio moderno e dotato di ogni comfort, munito di più postazioni di lavoro e delle più recenti ed evolute attrezzature professionali, tanto da far invidia ai più titolati e conosciuti locali del circondario.
I finanzieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno quindi sequestrato i locali, le attrezzature e i materiali utilizzati per l’esercizio abusivo delle attività e, in collaborazione con la locale U.L.S.S., sono state comminate sanzioni anche in materia di igiene e sanità per migliaia di euro.
Nei confronti delle due donne che conducevano le attività abusive sono stati avviati accertamenti fiscali finalizzati a ricostruire il reddito che negli anni hanno sottratto alla tassazione.
La predetta attività ispettiva segue quella svolta dagli stessi finanzieri di Bassano del Grappa nei primi di giorni di questo mese, allorquando è stata individuata un’attrezzatissima officina abusiva di autoriparazione di veicoli che esercitava illegalmente l’attività nel comune di Tezze sul Brenta. Anche in tale circostanza è stato operato il sequestro del locale, di 160 mq, ove veniva esercitata l’attività abusiva, unitamente all’intera attrezzatura.
Nei giorni scorsi anche la Compagnia di Vicenza, sempre nell’ambito dell’azione volta a contrastare ogni forma di illegalità e di sommerso d’azienda, ha intrapreso una verifica fiscale nei confronti un salone di parrucchiera per donna, che, pur esercitando l’attività nel rispetto delle norme regolamentari locali, aveva impiegato un lavoratore in nero. Il titolare della predetta ditta individuale per una annualità (2010) non ha presentato le previste dichiarazioni fiscali.
I suddetti risultati operativi sono il frutto di una intensificazione dell’attività investigativa posta in essere dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza per contrastare l’abusivismo commerciale nei vari settori economici della provincia, al fine individuare coloro che, ponendosi al di fuori della legalità, creano effetti distorsivi del libero mercato. Questi soggetti, infatti, non pagando le imposte e non rispettando le disposizioni regolamentari locali, si pongono sul mercato a prezzi più favorevoli rispetto a quelli praticati dai commercianti onesti, realizzando così una forma di concorrenza sleale. Va sottolineato, inoltre, che le prestazioni di servizio di cui sopra svolte in modo abusivo possono anche risultare nocive per la salute dei consumatori, atteso che nei relativi locali, sconosciuti alle autorità, non vengono esercitati i relativi controlli igienico sanitari.
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