Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 15-05-2014 12:00
in Politica | Visto 2.547 volte
 

Tempio Ossario: “I dubbi sono più sani delle certezze”

Il preside del Brocchi e candidato di “Bassano Futura” Gianni Zen sulla richiesta in chiave elettorale di riapertura del sacro edificio: “Un fatto-simbolo a cui si aggrappa chi ha poco da dire”

Tempio Ossario: “I dubbi sono più sani delle certezze”

Il dirigente scolastico del Liceo Brocchi e candidato della civica "Bassano Futura" Gianni Zen (foto Alessandro Tich)

Anche a Bassano del Grappa - come in tutte le città - sono molti i problemi da affrontare a sostegno del tessuto sociale ed economico e per migliorare la vita della comunità, e la campagna elettorale è la giusta occasione per evidenziarli e per proporre metodi e programmi per la loro soluzione.
Ma una questione non strettamente legata alle esigenze quotidiane della cittadinanza, per quanto di indubbia rilevanza simbolica e di richiamo turistico - e cioè la riapertura del Tempio Ossario -, sembra catalizzare più di altre il dibattito in corso sui temi della città in vista dell'appuntamento con le urne del 25 maggio.
Al punto che la questione della riapertura del sacro edificio - previa ultimazione dei restauri e in concomitanza col triennio delle celebrazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale - potrebbe diventare una delle discriminanti del consenso popolare alle amministrative, come accadde cinque anni fa per le Torri di Portoghesi.
Ferma restando l'assoluta necessità di trovare una soluzione all'impasse istituzionale che fino ad oggi ha tenuto chiusi i portoni del Tempio e di recuperare alla pubblica pietà la memoria degli oltre 5500 caduti che vi riposano; tenuto conto delle informazioni fornite distintamente dal sindaco Cimatti e dal parroco di Santa Maria in Colle mons. Tomasi sui “perché” e sui “come” la vicenda sia arrivata all'attuale situazione di stallo e considerando - cosa che non sempre si tende a ricordare - che il Tempio Ossario non è un bene di proprietà comunale e che sul destino del sacrario gioca una parte preponderante il ruolo dello Stato, ovvero del Commissariato Onor Caduti del Ministero della Difesa, resta il dato di fatto che l'argomento sta alimentando le polemiche del confronto politico di questi giorni in città.
La coalizione di centrodestra, e la lista “Impegno per Bassano” in particolare, pone la riapertura del Tempio Ossario tra i punti cardine del proprio programma.
Martedì scorso inoltre, come riferiremo in un altro articolo, si è svolta la cerimonia commemorativa dell'ottantesimo anniversario dell'inaugurazione della chiesa che ha dato luogo, contestualmente, alla costituzione del Comitato “Riapriamo il Tempio Ossario” voluto e presieduto dall'assessore regionale Elena Donazzan.
E così, più di altre questioni, il destino del Tempio - ovvero la fattibilità della sua riapertura e le accuse lanciate all'Amministrazione uscente di avere abbandonato la chiesa a sé stessa - sta rinfocolando i botta e risposta, le prese di posizione e i distinguo dei diversi schieramenti, anche non direttamente coinvolti nella corsa al voto comunale.
E' di ieri, come riportato nel precedente articolo, l'intervento del componente dell'assemblea nazionale del Nuovo Centrodestra Marco Bernardi che si dissocia dalla posizione sulle presunte responsabilità della chiusura del Tempio dell'assessore regionale Donazzan e della candidata della coalizione di centrodestra Serena Dalla Valle.
E oggi sulla questione interviene Gianni Zen, preside del Liceo Brocchi e candidato nella lista “Bassano Futura” pro candidato sindaco Dario Bernardi, con un comunicato stampa trasmesso in redazione che pubblichiamo di seguito:

COMUNICATO

“I dubbi sono più sani delle certezze”, ha più volte ripetuto don Luigi Ciotti, durante l’incontro con gli studenti del Brocchi lo scorso 13 maggio.

Ed i dubbi non possono non nascere spontanei, se diamo solo un’occhiata ad alcuni temi di questa campagna elettorale. Penso qui da un lato alla richiesta di riapertura del Tempio Ossario (a 80 anni dalla sua inaugurazione), e dall’altro alle stanche, oramai, polemiche sul ventilato taglio degli alberi di via Scalabrini. Due fatti-simbolo, che dicono che ci si aggrappa a questi fatti-simbolo forse per dire che, in fondo, si ha poco da dire. In termini di domanda di futuro per la nostra Città di Bassano.

Ma ciò che sorprende, prima ancora, è una sorta di peccato d’origine del modo odierno di vedere e giudicare le cose: si parla troppo per sentito dire, senza verificare “ma come stanno veramente le cose?”. Si vive per sentito dire, non per scelta, non andando a fondo di se stessi e dei problemi che si incontrano.

Sul Tempio Ossario, ad esempio. Il sindaco Cimatti e l’abate don Tomasi hanno chiarito bene come stanno le cose. Ma sembra che questo non sia bastato ad alcuni.

Che l’apertura del Tempio sia ottima iniziativa è fuor di dubbio, il problema è la sua strumentalizzazione.

Ma il Tempio Ossario ci rimanda alla seconda Grande Guerra: ricordo ad esempio che l’8 febbraio 1945 un grappolo di bombe cadde davanti alla facciata scoperchiando molti loculi.

Vedremo, dunque, a settembre 2014, tanto per capirci, se questo interesse verrà ripetuto. Perché siamo nel 2014, e quest’anno ricorrono non solo gli 80 anni del Tempio Ossario, ma anche i 70 anni dal rastrellamento del Grappa. Sarà anche questa, alla pari, una occasione importante per, finalmente, una “memoria condivisa”, come riconoscimento del valore di libertà della Resistenza, visto che Bassano è medaglia d’oro?

Vedremo tanto attivismo da più parti per questa “condivisione”, oppure ci saranno dei silenzi rumorosi da parte della Donazzan, di Zaia, di chi vive solo di strumentalizzazioni?

Per chiudere, riprendo il monito che un grande storico, Emilio Gentile, ha rivolto agli studenti del Brocchi una settimana fa: “la Grande Guerra chiede non di essere celebrata, ma di essere compresa”.

Vorrei aggiungere: non solo la Grande Guerra, non solo i fatti della storia, grande e piccola. Ma, prima ancora, i fatti della nostra vita quotidiana. Della nostra storia quotidiana, personale e sociale.

Gianni Zen