Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 22-01-2014 15:36
in Politica | Visto 4.744 volte

Centrosinistra, primarie per il candidato sindaco a Bassano

Io corro da solo: la grande voglia di PD e dintorni di presentarsi autonomamente alle prossime amministrative bassanesi. E il candidato sindaco sarà deciso dagli elettori. I renziani: “Ci saremo anche noi”

Centrosinistra, primarie per il candidato sindaco a Bassano

L'ingresso del seggio di Sala Tolio a Bassano per le recenti primarie per l'elezione del segretario del Partito Democratico. Foto: archivio Bassanonet

Oramai anche a Bassano ci hanno preso gusto. E così, dopo la consultazione per il candidato premier della coalizione di centrosinistra (vinse Bersani, ve lo ricordate? Ma al primo turno nella città del Grappa si impose Renzi), dopo le meno attraenti “primariette” per la scelta dei candidati del PD da mettere in lista alle elezioni politiche e dopo il più recente richiamo agli elettori per indicare il nome del segretario del Partito Democratico (Renzi contro tutti, 3 a 0 e palla al centro), i due seggi cittadini di Sala Tolio e di Sala Angarano torneranno sugli scudi per l'ennesima tornata di elezioni primarie aperte in questa occasione a tutti i residenti in città, non solo elettori di centrosinistra.
Questa volta la posta in palio sarà nuovamente di quelle strong: in gioco, infatti, sarà il nome del candidato sindaco dell'area PD e dintorni alle elezioni amministrative di Bassano del Grappa della prossima primavera.
Non sarà esclusivamente un candidato del Partito Democratico: i nomi da votare sulla scheda - tutti, ovviamente, ancora da ufficializzare - saranno espressione di una più ampia “convergenza d'area” che si riconosce in linea di principio nei valori del centrosinistra.
Le primarie comunali, peraltro ampiamente annunciate, sono state decise ieri sera nel corso di una riunione del direttivo del circolo PD di Bassano.
“Ci saremo anche noi” - dichiara a Bassanonet Denis Foffano, membro della direzione provinciale del partito, nonché uno dei volti di punta dei renziani bassanesi. I quali, dopo il trionfo di Matteo Renzi (72% di preferenze ottenute a Bassano) nella corsa alla segreteria democratica, hanno subito sottolineato nei commenti a caldo “il segnale forte e chiaro sulla necessità di un ricambio della classe dirigente” che dovrà “per forza essere ascoltato e accolto dal direttivo del PD bassanese, in vista del prossimo appuntamento con le amministrative di primavera 2014”.
Sarà però la base, e cioè il popolo elettore, a decidere se il probabile candidato di area renziana sarà degno dell'investitura della candidatura a sindaco.
Anche perché la vecchia guardia del partito locale, in realtà mai doma, non starà a guardare: e in prima fila per una “nomination” sulla scheda fa capolino ancora il nome di Carlo Ferraro, che negli ultimi cinque anni ha studiato da vice sindaco i meccanismi del Palazzo. Ma dietro l'angolo - mai dire mai, soprattutto di questi tempi - potrebbe ancora spuntare l'eterno Mauro Beraldin, uomo di tessere e di consensi porta a porta, autentico highlander della sinistra bassanese.
Nell'area extra partito - congelata al momento l'ipotesi Fabio Comunello, uomo-immagine del progetto Conca d'Oro ed ex assessore comunale al Sociale - si fa strada la figura di Riccardo Poletto, consigliere comunale uscente in quota “Un'altra Bassano”, un nome potenzialmente ben visto da ampie fasce del volontariato sociale e dell'elettorato giovane.
Comunque vada, e chiunque saranno i papabili da votare sulla scheda, emerge un dato politico di fondo: scegliendo di ricorrere alle primarie, il PD o chi per esso lancia il chiaro messaggio di voler correre in solitario con un proprio candidato alla poltrona più alta di via Matteotti.
Cinque anni fa non fu così: dopo un pieno decennio di Amministrazione Bizzotto, il Partito Democratico - sicuramente non favorito in caso di presentazione di una lista autonoma - strinse l'accordo con Stefano Cimatti, affiancandolo con una campagna elettorale “di basso profilo”, e gli andò bene.
Adesso, dopo cinque anni trascorsi per la prima volta nella stanza dei bottoni, con tutti i mal di pancia e i colpi di scena ben noti ai nostri lettori, lo stato maggiore democratico ritiene di poter fare da solo. Almeno al primo turno.
In quanto invece ad apparentamenti o possibili alleanze per un ipotetico ballottaggio, è ancora presto per tracciare scenari che al momento sarebbero puro esercizio di fantasia: perché in politica tutto, e il contrario di tutto, è ormai possibile. Anche a Bassano, città dove per decenni - e fino al 2009 - la parola “sinistra” ha indicato solamente una delle due rive del Brenta.

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