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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 27-07-2012 13:15
in Attualità | Visto 2.546 volte

Tribunale alla vicentina

Prove tecniche di soppressione del Tribunale di Bassano: avvocati bassanesi in colonna fino al Tribunale di Vicenza. Dove trovano chiuso l'ufficio cancelleria dei decreti ingiuntivi e sentenze “a causa indisponibilità del personale”

Tribunale alla vicentina

“Con Bassano il Tribunale di Vicenza imploderebbe”. Lo dichiara, in una nota inviata in redazione, l'avv. Nereo Merlo: uno degli avvocati bassanesi, partiti di buon'ora questa mattina dalla nostra città, che sono giunti in colonna al Tribunale di Vicenza per “sperimentare” i tempi e i disagi dello spostamento nel capoluogo che diventerà prassi in caso di soppressione del Tribunale e della Procura di Bassano.
Le toghe in trasferta si sono infatti subito imbattute nel cartello riprodotto nella foto: “A causa indisponibilità del personale oggi l’ufficio cancelleria dei decreti ingiuntivi e sentenze rimane chiuso…”.
“Il Tribunale di Vicenza, anche senza l’accorpamento di Schio - dichiara l'avv. Merlo -, non è in grado di offrire un servizio importante come quello dei decreti ingiuntivi.
Non è nemmeno in grado di distaccare un cancelliere e/o un collaboratore di cancelleria per tenere aperto un ufficio.”
“A Vicenza oggi - continua il professionista forense - non solo per ottenere una sentenza si devono attendere 6/7 anni; non solo per accedere alla cancellerie bisogna fare la fila, come una volta si faceva davanti alla “mutua”, e prendere un numero del “supermercato giustizia”, che di prima mattina ieri erano già esauriti, per poi attendere ore e ore in fila, senza la certezza di arrivare in tempo al cospetto del cancelliere prima dell’orario di chiusura. Cosa succederebbe quindi se anche Bassano venisse accorpato a Vicenza? Pare ovvio che per tutto il nostro territorio il servizio giustizia sarebbe bello che sepolto.”
“Solo una parte ottusa della magistratura romana, interessata solo a coltivare interessi e privilegi di casta, e una parte, seppur minoritaria, degli avvocati vicentini - conclude l'avv. Merlo - si ostina a non aprire gli occhi di fronte a questa che, ai più, appare come una semplice quanto drammatica realtà.”

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