Ultimora
Attualità
27 giu 2026
Caldo record sulla Pedemontana: attese massime fino a 40 gradi nel fine settimana
Geopolitica
27 giu 2026
Il Pentagono presenta una nuova richiesta di fondi per la guerra contro l'Iran
27 Jun 2026 20:08
Venezia: dal Lech Poznan arriva Lisman
27 Jun 2026 16:25
Francesca Michielin ha sposato Davide Spigarolo, poi giro in Vespa
27 Jun 2026 14:35
Al via nel Veneziano il Mirano Summer Festival fino al 18 luglio
27 Jun 2026 13:36
Donna aggredita nel Veneziano, uomo le getta addosso dell'acido
28 Jun 2026 08:43
Medio Oriente, sale la tensione ad Hormuz. Bahrein, attaccati da missili e droni iraniani
28 Jun 2026 07:41
Proseguono le ricerche del marito della ministra Roccella disperso nel lago di Vico
25 Jun 2026 20:31
Festival dei Popoli celebra storia del punk con omaggio a Lech Kowalski
28 Jun 2026 06:24
Show di Bellingham, l'Inghilterra vola ai sedicesimi
Costantemente “fuori dalle orbite”
I Radiohead all'ottava prova, The King of Limbs. Un'uscita improvvisa, tra sperimentazione e dubstep.
Pubblicato il 24 feb 2011
Visto 3.367 volte
Senza preavviso, senza comunicati stampa, senza singoli in radio né interviste. I Radiohead compaiono dal nulla con un disco nuovo in download digitale (questa volta a pagamento, però).
The King of Limbs è creatura magmatica, complessa, e ambigua. Che apre un'infinità di domande, fa discutere, e conferma – se non altro, ancora una volta – la statura mondiale di una band che ha tradizionalmente messo d'accordo grande pubblico e critica d'élite.
La copertina di "The King of Limbs".
La prima sensazione, fortissima, è l'allontanamento dalla forma-canzone semplice e pulita del predecessore In Rainbows. Si sente l'eco, più lieve e meno rivoluzionario, della svolta di undici anni fa: l'accoppiata Kid A / Amnesiac costringeva a ripensare dalla base il concetto di musica rock. “Ice age coming”, cantava Thom Yorke. Qui invece c'è uno scarto, un passaggio fuori pista. L'intimismo del disco rimasto nella storia per il download gratuito con la formula “It's up to you” (“Dipende da te”), viene quindi rimescolato in pesanti influenze elettroniche e in testi tornati enigmatici e visionari (“I'm moving out of orbit”, dalla prima traccia, Bloom).
È forte l'influenza di certa musica elettronica del sottobosco urbano londinese, soprattutto il dubstep di Burial, e lo si sente soprattutto nelle scelte ritmiche: il lavoro su strutture sincopate e frammentarie delle percussioni, acustiche ed elettroniche, è davvero importante (in Morning Mr. Magpie sembra che i Radiohead di The Bends siano stati processati da una drum-machine impazzita, mentre Feral è quasi un tributo al dubstep). Ma non solo il talentuoso William Bevan; anche l'enfant-prodige James Blake, il solito Four Tet, e i richiami all'ambient '70 di Brian Eno e soci si possono rintracciare nelle pieghe dell'album.
È d'altro canto un disco in cui certamente, più che nei capitoli precedenti, si fa decisa e a tratti ingombrante la mano di Thom Yorke: troppo simili alcuni momenti di The King of Limbs al suo disco solista di cinque anni fa, The Eraser (Little by little, su tutti, molto affine a Blonde Redhead e Portishead).
Tra Feral, la traccia più spinta, sperimentale, e perciò vicina alle atmosfere di Amnesiac e Kid A, e la splendida Lotus Flower – senza alcun dubbio l'episodio più convincente del disco: melancolia electro in purissimo stile Radiohead – si naviga insomma in acque torbide, dove lo sperimentalismo è di casa e non c'è né la voglia, né l'esigenza (i maliziosi potrebbero aggiungere: né l'ispirazione) di dare una struttura classica alle canzoni. The King of Limbs è un flusso di coscienza che provoca l'ascoltatore, lo confonde e lo ipnotizza.
Codex apre così la sezione conclusiva del disco: la ritmica nervosa e scomposta dei brani precedenti si liquefa in un battito lentissimo e costante a far da sfondo al piano e alla voce (davvero tra le più belle di questo secolo) di Yorke. Ballad eterea sullo stile di Pyramid Song.
Per chi scrive, è con Give up the Ghost che si ha l'unica netta inflessione del lavoro. Un intervallo acustico inaspettato e un po' troppo ripetitivo. Separator chiude infine i battenti con una soluzione ritmica particolarmente ispirata e un'atmosfera decisamente più positiva: “If you think this is over / then you're wrong” (“Se pensi sia finita, ti stai sbagliando”: che ci sia da aspettarsi un seguito come fu per la doppietta Kid A / Amnesiac?).
Va masticato con calma, dunque, l'ottavo capitolo della saga Radiohead. Si tengano alla larga i facili detrattori del primo ascolto: da queste parti ci si può permettere ancora di spiazzare pubblico e critica dopo tre anni di silenzio. A prescindere che si sia di fronte al più libero sperimentalismo o a una tiepida ispirazione, ancora un chapeau per la band di Oxford.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
22 giu 2026
Bassano sotto le stelle, cinque mercoledì di eventi per riaccendere il centro storico
Visto 20.192 volte
Geopolitica
23 giu 2026
Il ruolo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in Iraq e nel Golfo
Visto 17.960 volte
Attualità
22 giu 2026
Nel palazzo del Municipio apre la "Baby Little Home": uno spazio per l'allattamento in centro storico
Visto 17.947 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 17.257 volte
Magazine
22 giu 2026
Sguardi e visioni d'autore, attorno a Villa Angaran San Giuseppe
Visto 10.447 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 8.558 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.539 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.573 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.305 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.198 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.120 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.771 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.546 volte
Geopolitica
11 giu 2026
Lo Stretto di Malacca: uno dei colli di bottiglia più importanti al mondo
Visto 20.517 volte
Attualità
18 giu 2026
La grande estate di Bassano: sei notti mondiali nel polmone verde della città
Visto 20.464 volte