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Le scatole di cioccolatini sono ormai vuote, le rose rosse si son già raggrinzite, il livello di zucchero nell’aria è ritornato quello di sempre.. ebbene sì, San Valentino è passato anche quest’anno. Questo mese però abbiamo voluto festeggiare un pochino anche noi di Bassanonet e abbiamo deciso di incontrare una “coppia di creativi”(che tra l’altro di San Valentino non ne vuole sapere) non tanto per immischiarci nella loro vita privata, ma per celebrare la condivisione degli interessi, la voglia di fare “insieme”, di girare le città (ed il mondo) con una persona che coltiva le tue stesse passioni e che insieme a te costruisce e lavora. Loro sono Julie La Bulle, al secolo Giulia Dolci, e il suo compagno Alessandro Barbieri, per gli amici “Deva”, lei graphic designer e illustratrice, lui street artist e progettista grafico, che davanti ad un caffè e una torta alle noci ci hanno raccontato dei loro lavori, dei loro progetti e di una strada in progressiva ascesa nel mondo del design, della grafica e dell’illustrazione.
Julie LaBulle e Deva
Ciao Julie, Ciao Deva, benvenuti a Bassanonet! Presentatevi ai nostri lettori.
Julie: Sono semplicemente una ragazza che, dopo essersi laureata presso la facoltà di Disegno Industriale dell'Università IUAV, ha deciso di provare ad investire su dei progetti personali, senza legarsi ad uno studio professionale. Anche se per definirmi forse è ancora una parola grossa, potrei dire di essere una graphic designer ed illustratrice freelance. In molti dei miei progetti collaboro con Ale che, oltre ad essere il mio ragazzo, è anche un buon collega di lavoro e una persona con cui mi trovo bene a discutere e confrontare idee.
Deva: Io invece sono fresco di laurea. Ho frequentato anch’io lo IUAV ed ora lavoro come grafico freelance. Ho militato diversi anni nell’ambiente dei graffiti e tuttora continuo a dipingere su muro. Sono una figura che sta a metà tra il mondo dell’arte visiva, della grafica e dell’illustrazione, ma che non appartiene realmente a nessuna di esse.
L'arte e il design occupano solo un piccolo spazio della vostra vita di coppia o sono parte integrante del vostro rapporto?
Julie: Siamo convinti che quando si cresce e si investe nel proprio futuro attraverso lo studio e i sacrifici sia importante ed indispensabile avere accanto una persona che possa capire il tuo stato d'animo e ciò che ti emoziona. L'arte ci ha fatti conoscere e l'arte è il filo che ci avvolge. Una costante quotidiana che muove i pensieri e nutre lo spirito.
- Nel lavoro, a volte, le strade si dividono: Julie tu hai avuto delle collaborazioni nell'ambito della moda, mentre tu Deva hai partecipato a numerosi eventi riguardanti il mondo dei graffiti.
Qual è il vostro percorso artistico personale?
Julie: Parallelamente ai progetti grafici realizzo illustrazioni che l'anno scorso ho tentato di trasportare su supporti diversi rispetto al tradizionale cartaceo. Ho iniziato così a decorare a mano T-Shirt in cotone, realizzando disegni che rendevano il capo personalizzato e unico. L'idea è piaciuta a Replay che a novembre mi ha contattata per preparare una serie di T-shirt dipinte a mano in edizione limitata. Il progetto è terminato con un evento presso il Replay Store di Roma, in cui ho potuto lavorare dal vivo alla decorazione delle maglie. È stata sicuramente un'esperienza piacevole e gratificante. Ora però vorrei continuare nell'ambito della grafica e tornare a lavorare sulla carta, anche se forse c'è qualche nuovo progetto nell'aria che coinvolgerà nuovamente il capo sartoriale.
Deva: Io ho continuato il mio percorso di ricerca stilistica nell’ambito dei graffiti lavorando, per un lungo periodo, su una serie di opere realizzate semplicemente a penna. Da qui è nata una nuova simbologia che ho trasportato sui miei lavori su parete e questo mi ha permesso di partecipare quest’anno ad importanti eventi di livello internazionale in diverse città Italiane.
A prescindere da tutti gli aggettivi che provano a definirvi, ci tenete a sottolineare che siete prima di tutto “Illustratori”, Deva ci parli della tua tesi di laurea, sfociata poi in un progetto che tutt’ora ti impegna?
Deva: Noi siamo figure eterogenee che si muovono nei diversi ambiti appartenenti al mondo della cultura visiva, siano essi arte, grafica, fotografia... Prendiamo spunto da ciò che essi portano con sè e lo traduciamo attraverso il disegno. Per questo siamo prima di tutto illustratori.
Io, personalmente, ho deciso di promuovere questo mondo e, in occasione della tesi di laurea, ho creato un progetto editoriale on line, a metà tra una rivista ed un blog. In Veneto sta nascendo un grande fermento artistico e culturale in cui si trovano moltissimi artisti di talento. La cosa che manca è un punto di riferimento che li unisca. “Grafite”, vorrebbe essere questo: un punto di riferimento per chi appartiene all’ambiente dell’illustrazione e un’occasione per approfondire i lavori di questi artisti.
“Young Designer”, mostra organizzata nell’ambito della tre-giorni d’oro di Vicenza “Vie di Fuga”, vi ha voluti vicini ad altri designer italiani importanti. In che modo vi ha segnati questa esperienza?
Julie: È stata sicuramente un'esperienza interessante: abbiamo avuto la possibilità di conoscere molti giovani che come noi vivono di passione, duro lavoro e sacrifici, ognuno nel suo ambito creativo.
È stato, inoltre, un modo per far conoscere il nostro lavoro e la nostra identità. La risposta da parte di coloro che hanno visitato la mostra è stata positiva anche se forse c'è ancora una curiosità mista a scetticismo nell'aria. Nel territorio vicentino e della provincia le persone non sono abituate a convivere con la realtà creativa del posto. È importante che queste manifestazioni continuino ad esistere e a presentarsi con una frequente periodicità al fine di coinvolgere non solo gli appassionati ma anche la gente comune che ha bisogno di nuovi stimoli per sviluppare un pensiero più moderno, libero da pregiudizi e chiusure mentali.
Vicenza è casa vostra ma… c’è nell’aria il profumo di un biglietto aereo doppio. Prenderete il volo?
Deva: Si, penso proprio di si! Da tempo pensavamo di trasferirci all’estero per un periodo. Vorremmo vivere in una grande città, in grado di offrirci nuovi stimoli, nuove situazioni, nuove idee. Sarà una maniera per capire meglio noi stessi e tornare in Italia con una coscienza diversa, più matura, più critica. Ora stiamo cercando un impiego nel nostro ambito a Londra e, nel frattempo, stiamo concludendo gli ultimi progetti qui in Italia. Ultimamente abbiamo collaborato con persone veramente speciali e dispiace andarsene proprio ora. Ma d’altra parte anche loro ci invitano a partire, quindi lasciamo l'Italia sereni e con la speranza che andrà tutto per il meglio!
E noi non possiamo far altro che augurarvi tutta la fortuna del mondo, perchè siete giovani svegli e avete un dono, il talento!
www.julielabulle.com
www.alessandrobarbieri.net
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