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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Paolo Benvegnù: sarà stato inutile, parlare d'amore?
Sabato 16 marzo, Marostica ospiterà il concerto del cantautore milanese e la presentazione del suo nuovo disco
Pubblicato il 09 mar 2024
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Sabato 16 marzo, la sala polivalente dell’oratorio “Don Bosco” di Marostica ospiterà il cantautore Paolo Benvegnù in concerto, unica data per ora prevista in Veneto del suo tour legato all’uscita del nuovo album di inediti, che porta il titolo: È inutile parlare d’amore. Un gradito ritorno nel Bassanese, reso possibile grazie alla collaborazione fra l’associazione di promozione sociale Uglydogs e la rassegna culturale itinerante “Le Notti de Il Bandito”.
Una carriera ormai trentennale, quella dell’artista milanese. Nel 1993 ha dato vita al progetto Scisma, come compositore, chitarrista e cantante. In questo contesto sono nati tre album (Bombardano Cortina nel 1995, Rosemary Plexiglas nel 1997, vincitore del Premio Ciampi, e Armstrong nel 1999), sono seguiti molti concerti in tutta Italia e in Europa.
Paolo Benvegnù (foto Mauro Talamonti)
A partire dal 2000, Benvegnù si è dedicato a diverse attività artistiche: si è esibito come attore e musicista a teatro, è stato produttore per artisti italiani ed europei, autore e compositore tra gli altri per Mina, Irene Grandi, Marina Rei; la sua attività dal vivo ha visto collaborazioni importanti, con Marco Parente, gli statunitensi Tuxedomoon, il gruppo fiorentino Otto’P’Notri. Nel 2004 ha esordito con un progetto solista, pubblicando il primo album: Piccoli Fragilissimi Film. Negli anni successivi ha pubblicato otto dischi e diversi Ep, opere che gli hanno fatto attribuire la candidatura come finalista alla Targa Tenco per cinque volte. Restando agli ultimi lavori, nel 2020 è uscito l’album Dell’odio dell’innocenza, nel 2021 Delle inutili premonizioni vol. 1, raccolta in chiave acustica di alcuni tra i brani più significativi del suo repertorio; l’anno successivo è seguito Delle inutili premonizioni vol. 2, disco dove si trovano rivisitate alcune delle tracce più emblematiche della New Wave degli anni Ottanta.
A Marostica, Benvegnù sarà protagonista di un concerto dal vivo in duo in cui presenterà i brani del suo nuovo lavoro, uscito per l’etichetta discografica aretina Woodworm e distribuito da Universal Music Italia. Pubblicato lo scorso gennaio in digitale, cd e vinile, l’album contiene due collaborazioni speciali, con il cantautore e polistrumentista Brunori Sas nel brano intitolato L’oceano e con Neri Marcorè, in 27/12.
L’uscita dell’album è stata anticipata dal lancio del singolo Canzoni brutte, e dell’Ep Solo fiori, lavoro che è valso a Benvegnù il plauso della critica e la presenza nella cinquina di finalisti delle Targhe Tenco 2023 nella categoria “migliore canzone singola”. Se l’Ep rappresenta, come avviene di consueto, una sorta di raccolta di racconti anticipatori, di cortometraggio, il nuovo album «è un vero e proprio romanzo di formazione, la sceneggiatura di un film che nessuno girerà e di cui nessuno sentiva il bisogno: ogni atto di costruzione gratuito, del resto, in un mondo intriso di pragmatismo e di volontà di posizione, è un atto inutile, tutto ciò che non è visto è inutile», ha spiegato Benvegnù.
Ogni essere umano si muove esclusivamente per amore, nelle sue varie forme e declinazioni, che virano, come i colori dei fiori, da candidi pallori ai toni cupi del nero. In questo disco si afferma che “amare è sovversivo, rivoluzionario, antistorico, meravigliosamente arcaico e modernissimo. Forse l'unica libertà rimasta, presente e futura”.
Il titolo dell’opera di Benvegnù è preso da un verso dell’ultima traccia, Alla disobbedienza, una sorta di manifesto dall’introduzione orientaleggiante arricchita presto dall’elettronica e nella seconda parte da una veste orchestrale. Vi si afferma la gloria del tutto immateriale, quindi poco terrena, di “colui che tutto move”, che fa rima con cuore nelle Canzoni brutte — una riuscita parodia in canto di prodotti preconfezionati da microonde alla sanremese, ma non solo, proni insomma alle leggi del mercato. Tra sonar che scandagliano profondità abissali e lanci di sguardi a cieli dagli occhi blu, i testi raccontano di andate e ritorni sul pianeta dell’amore, un amore di volta in volta passionale e nero, rock e incendiario, che va “dritto nelle vene” (in L’origine dell’uomo) o che è diventato indifferente, che si è perso e torna vivo solo di notte “come gli assassini” (ne Il nostro amore indifferente); da qualche parte splende una luna fittamente popolata di donne speciali che non sanno “se liberarsi, vendicarsi, donarsi”, nominata Marlene Dietrich; in Libero si approda su basi spaziali sconosciute, la rotta indicata dalla parola “fine” che compare come i titoli di coda quando tra due persone “scompaiono i sorrisi”.
La propensione umana allo stupore combatte con gli stati di apnea che si incontreranno via via strada facendo per mano, momenti raccontati con poesia in Oceano, più ritmata, e in Pescatori di perle, canzone cullata con dolcezza dal pianoforte. “Il desiderio di non essere soli”, i versi in cui prevale la dipendenza da qualcuno sono coni d’ombra che creano altre storie, non quelle d’amore che sarà anche inutile, ma rimane bello ascoltare.
L’appuntamento con il concerto di sabato 16 è fissato alle ore 21.30. I biglietti sono disponibili sul circuito DICE (o in cassa la sera dell'evento, in caso di disponibilità residua). L’ingresso è riservato ai soci Uglydogs possessori della tessera 2024. Per informazioni: info@uglydogs.it.
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