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Cose in Comune

Un sospiro di sollievo

Inaugurato a Romano d'Ezzelino il Centro Sollievo per le persone con fragilità cognitive. Nel territorio dell'ex Ulss 3 sono circa 1300 i pazienti di Alzheimer, con una media di 300 nuovi casi ogni anno

Pubblicato il 18 gen 2018
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La fisarmonica, il violino, i canti, i balli, il prosecco, le tartine, le torte e le crostate fatte in casa. All'inaugurazione del nuovo Centro Sollievo “La Torre” di Romano d'Ezzelino per le persone con fragilità di memoria, ovvero per i malati di Alzheimer, non manca veramente nulla. La struttura è ospitata nella grande sala al piano terra dell'edificio del distretto sanitario e del consultorio familiare in via Giardino 2, messa a disposizione dall'Amministrazione comunale. L'amministratore pubblico di riferimento è il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Lorenzo Zen, ma nell'occasione spetta al sindaco Simone Bontorin, affiancato anche dagli altri componenti di giunta, fare gli onori di casa.
Il Centro funzionerà grazie al fondamentale apporto del volontariato: è infatti l'AMAD (Associazione Malattia Alzheimer e altre Demenze) a garantire la gestione delle attività in programma, dopo avere formato allo scopo un nuovo gruppo di volontari.
Con quello di Romano i Centri Sollievo per i pazienti Alzheimer e le loro famiglie presenti nel territorio del Distretto 1 dell'Ulss 7 sono in tutto cinque: analoghe strutture sono infatti già attive ad Asiago, Bassano del Grappa, Marostica e Tezze sul Brenta con il coinvolgimento, compreso il nuovo Centro “La Torre”, di una cinquantina di operatori volontari. L'attività viene svolta in stretta sinergia con i dipartimenti dell'Azienda Socio Sanitaria preposti al trattamento delle fragilità cognitive nella popolazione anziana.

L'inaugurazione del Centro Sollievo La Torre (foto Alessandro Tich)

E non a caso l'Ulss 7 Pedemontana è presente in forze all'inaugurazione con l'intervento del direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale Alessandro Pigatto, del neuropsicologo e responsabile del nucleo di Neuropsicologia Clinica Adulti e Anziani Mario Zerilli, della direttrice del Distretto Sanitario n. 1 Francesca Busa e del medico geriatra, consulente per le patologie cognitive senili, Fabio Lorico.
Non manca all'appuntamento inaugurale - a cui partecipa un folto pubblico di familiari, volontari e persone che utilizzeranno i servizi del Centro - anche il presidente dell'Associazione Familiari AMAD Lino Bordignon.
Come spiega il suo stesso nome, Il Centro Sollievo è un punto di incontro attivo che per alcune ore alla settimana sgrava le famiglie dalla presa in carico degli anziani con deficit di cognizione o di memoria, in particolare nella fase lieve o moderata della malattia, per coinvolgerli in attività mirate alla stimolazione delle capacità cognitive residue: musicoterapia, ginnastica dolce, yoga della risata e quant'altro.
La struttura sarà complessivamente frequentata da una settantina di persone che oltre a beneficiare del lavoro di stimolazione cognitiva godranno anche di un'importante occasione di socializzazione e di ruolo attivo nella comunità.
Come emerge dagli interventi inaugurali, non si tratta di una questione secondaria nell'ambito dell'assistenza socio sanitaria territoriale. Ogni anno infatti, come informa il dottor Zerilli, le strutture dell'Ulss accolgono mediamente 300 nuovi casi di Alzheimer mentre i pazienti totali sono circa 1300.
E si tratta di un numero in difetto, che non tiene conto delle patologie cognitive che insorgono negli ultra-85enni. Il fattore di rischio è l'età e insorgenza del decadimento cognitivo avviene mediamente dai 75 anni in su.
Fondamentale, oltre al trattamento terapeutico, è quindi l'approccio “stimolativo” delle cellule cerebrali con adeguate scelte di impegno attivo della cognizione e della memoria: come leggere, imparare una nuova lingua, andare a teatro, ballare, fare moderata attività di movimento aerobico. “Use it or lose it”, “o lo usi o lo perdi”, si è soliti dire riguardo al cervello, la cui capacità di crescita in termini di sviluppo della corteccia cerebrale secondo studi recenti arriva fino agli 80-90 anni.
In questo senso, il supporto di servizi di riferimento come il nuovo Centro di Romano d'Ezzelino rappresenta davvero un sospiro di sollievo.

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