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Marco Polo

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Calcio

Il Bassano si aggrappa a Berrettoni

Giallorossi sotto di due gol già al 16°. Il numero dieci sale in cattedra, accorcia le distanze e trascina i compagni. Il 2-2 finale è opera di Zubin.

Pubblicato il 10 nov 2008
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Santa pazienza. È quella che devono portare i tifosi accorsi oggi al “Mercante” per veder ripartire definitivamente la squadra cittadina dopo il blitz di Rovigo. Tutto rinviato a tempi migliori. Il Soccer Team non riesce a prevalere sul Gubbio e, anzi, rischia forte di capitolare. Sono la forza dei nervi e il talento di Emanuele Berrettoni a risollevare la truppa. Il pareggio è raggiunto in inferiorità numerica, per l’espulsione di Rondon, a pochi minuti dal termine.

Statici davanti. L’avvio è illusorio. L’approccio alla gara sembra dire che il Bassano è concentrato sul pezzo e pronto a dar battaglia per i tre punti. A prevalere, invece, è l’organizzazione tattica del Gubbio: pessimo cliente, per nulla intenzionato a giocare la partita a viso aperto. Tutti gli effettivi del 4-5-1 impostato da mister Beoni, con l’esclusione del bomber Corallo, si posizionano dietro la linea del pallone con l’intento di intasare gli spazi e ripartire. La tattica funziona, aiutata dal fatto che i giallorossi tendono più a giocare di fioretto anziché estrarre l’ascia, e dà i suoi frutti al 10°: il cross di Corallo s’impenna e Borgogni è il più lesto di tutti a schiacciare, di testa, in rete per il vantaggio umbro. Strategia vincente non si cambia, il Gubbio continua ad aspettare, continua a ripartire e, come in un incubo per i bassanesi, segnare. Quattro minuti più tardi, un rapido capovolgimento di fronte mette nelle condizioni Zacchei di fare secco Grillo con una rasoiata sul secondo palo. È il 16° e il Bassano è sotto di due gol. Una mazzata da stordire un bisonte. Tanto più che quel bisonte è già in difficoltà di suo e non riesce a esprimersi come dovrebbe. È lampante la difficoltà nella costruzione del gioco. Berrettoni a parte, gli avanti giallorossi, nella fattispecie Cesca, Lorenzini e Turetta, sono troppo statici, non si fanno trovare smarcati e faticano pure ad aiutare in fase difensiva. È impensabile affrontare una squadra schierata con tutte le punte ferme. Lo è ancor di più se il modulo prevede quattro attaccanti. In quest’ottica s’inserisce l’intervento di Ezio Glerean, al 23°, che richiama in panchina un nervoso Ale Cesca, che se ne va scuotendo la testa, per Gianni Fabiano. L’ingresso dell’ala milanese porta più vivacità in fase offensiva dove il solo Berrettoni fino a quel momento, come un novello profeta, predicava nel deserto.

Berrettoni, contro il Gubbio, si è caricato la squadra sulle spalle (foto Andrea Martinello)


Trascinatore. Smaltita la sbornia dei due ceffoni presi a bruciapelo, la formazione bassanese prova a riaffacciarsi dalle parti di Vivian, ma senza la necessaria incisività. L’unico giocatore che ha nel dna il colpo, la giocata, la classe necessaria a raddrizzare il match è Emanuele Berrettoni. È lui, da leader indiscusso di questa squadra, a creare le occasioni migliori, è lui a servire a dovere i compagni e non poteva essere che lui, con un bolide all’incrocio dei pali, a riportare il Bassano in carreggiata giusto in chiusura di primo tempo. Una vera e propria standing ovation del pubblico accompagna il suo ritorno negli spogliatoi.

Il cuore non basta. Il Soccer Team si ripresenta sul terreno di gioco con delle importanti modifiche nell’assetto tattico. Favret si posizione sull’out difensivo destro, Basso scala al centro della difesa con Mazzoleni riportato nel suo naturale ruolo di centrocampista per dar man forte in fase d’impostazione a De Simone. L’impegno e la volontà ci sono ma non riescono a essere incanalati nei binari dei furibondi attacchi che l’anno scorso piegavano le gambe a qualsiasi avversario. Bisogna attendere fino al quarto d’ora della ripresa per assistere alla prima conclusione verso la porta dei rossoblù quando un colpo di testa in avvitamento di Lorenzini esce di pochissimo. Il momento è propizio, al 17°, sugli sviluppi di un corner Berrettoni mette in mezzo un rasoterra velenoso che Fabiano non trasforma in gol di un soffio. Potrebbe essere l’inizio dell’assedio ma al 24° il Bassano resta in dieci perché l’arbitro valuta da cartellino rosso un movimento scoordinato di Rondon, appena entrato per Turetta, ai danni di Martinetti. Il Gubbio potrebbe addirittura chiudere la partita al 31° quando un errato disimpegno di De Simone favorisce un contropiede due contro uno sprecato malamente da Zacchei che spara a lato davanti alla porta difesa da Grillo. Scampato il pericolo Glerean getta nella mischia Zubin per De Simone, per dare ulteriore peso offensivo alla sua squadra. La partita diventa ancor più vivace perché il Gubbio forte della superiorità numerica abbandona le postazioni difensive e inizia ad osare di più. Questo cambio d’atteggiamento degli ospiti ha, paradossalmente, l’effetto di favorire i ragazzi in maglia giallorossa che trovano maggiori spazi in avanti e, orchestrati dal magistero di Berrettoni, si fanno più insidiosi. Il pareggio è fortemente voluto e si materializza al 39°: al terzo corner consecutivo è la zampata di Zubin a mettere la sfera nel sacco. Il gol segnato dà ulteriore carica alla banda di Glerean che, sebbene in debito d’ossigeno e con la sola forza dei nervi, tenta l’assalto all’arma bianca. La vittoria non arriva ma per oggi può bastare così.

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