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“Ammassati sul treno Bassano-Padova”

Ennesima odissea per i pendolari della linea ferroviaria, assiepati in un solo vagone. La testimonianza di un nostro lettore

Pubblicato il 03 nov 2010
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Non è una novità, ma ogni volta è una ferita che continua a riaprirsi.
I disagi a cui sono sottoposti i viaggiatori sulle linee ferroviarie che partono da o per Bassano del Grappa sono purtroppo ancora e sempre all'ordine del giorno. Un nostro lettore, l'ing. Giacomo Lazzarotto, ci ha trasmesso al riguardo una testimonianza, che pubblichiamo integralmente:

“Continuano i disagi sulla linea Bassano-Padova. Siamo alle solite, verrebbe da dire, non fosse che ormai non se ne può davvero più.
A colpire stavolta, per mano di FS, è la mazzata del treno delle 8.09, che ogni mattina effettua la tratta in maniera “veloce”, ovvero saltando la maggior parte delle fermate (10 totali) e sostando solo a Cittadella e Camposampiero. Un treno ad alta, se non altissima frequentazione, che arriva da Trento: parecchi lavoratori pendolari e moltissimi studenti, tutti attirati dalla rapidità, teorica, del treno, che dovrebbe compiere il proprio percorso in “soli” 45 minuti circa, ogni giorno lo scelgono per compiere il tragitto verso Padova, lungo 45 chilometri.
Peccato che da più di un mese a questa parte FS non faccia il proprio dovere: il treno è spesso in ritardo (la tanto ambita rapidità viene quindi sciupata a causa di ignoti “problemi tecnici al materiale rotabile”), Ma, cosa ancora peggiore perché denota menefreghismo verso i propri clienti, il treno è composto da un solo vagone. L’ammassamento in pieno stile carro bestiame è servito.
Le presenze, solo alla stazione di Bassano, sono quasi un centinaio, pertanto già in partenza diverse decine di persone sono in piedi; a Cittadella si fatica ad entrare; a Camposampiero bisogna spingere o conviene prendere il treno successivo. Senza parlare della sicurezza in viaggio…
Il tutto per non si sa qual motivo, anche perché costerebbe cosi poco lavoro e denaro aggiungere un vagone: si puo’ rinunciarvi ad agosto dove l’università è chiusa e molti hanno le ferie, ma mesi di fuoco come ottobre, dove iniziano i corsi e riprende il completo tran-tran lavorativo, sono mesi in cui non è ammissibile veder arrivare dalla Valsugana un misero vagoncino.
E comunque, nel resto dell’anno, a quell’ora le presenze son sempre molto alte proprio a causa del tempo di percorrenza ridotto promesso, ma non sempre mantenuto.
Qualche minuto di ritardo è concesso, ma farsi prendere in giro da chi è pagato per un servizio e trovarsi schiacciati e in piedi per l’intero viaggio davvero è troppo.”

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