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Mamma li turchi!

L'euro-onorevole Mara Bizzotto contesta il Parlamento Europeo, favorevole allo sviluppo dei rapporti con la Turchia. Nuova puntata della crociata contro il “pericolo di islamizzazione” in Europa

Pubblicato il 29-09-2010
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"La Turchia non entrerà mai in Europa né dalla porta, né tantomeno dalla finestra, nemmeno sotto le mentite spoglie delle relazioni economiche”.
A dichiararlo è l'on. Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord, a commento del voto del Parlamento Europeo a favore dello sviluppo dei rapporti economici e commerciali tra UE e Turchia.
"I rapporti commerciali con la Turchia - afferma ancora l'euro-onorevole - non possono a nessun titolo costituire il cavallo di Troia per facilitare l´ingresso in Europa di questo Paese di 70 milioni di musulmani. Le nostre radici cristiane, la libertà e la pace che danno un senso al progetto europeo non possono essere sacrificati per aumentare il volume degli scambi".

L'on. Mara Bizzotto: "Nessun cavallo di Troia per facilitare l'ingresso in Europa di questo paese di 70 milioni di musulmani"

“La Turchia - continua l'esponente leghista - é un Paese che si sta pericolosamente re-islamizzando, e che nulla ha a che fare con l’Europa. Quello turco è un Paese in cui i cristiani vivono nella paura di attacchi da parte di estremisti islamici, basti ricordare il brutale omicidio di Monsignor Padovese, e dove nel solo 2009 più di 1500 donne sono state uccise, vittime della violenza domestica e del delitto d´onore di ispirazione coranica”.
“Discutiamo pure di politica commerciale - conclude la Bizzotto -, ma bisogna stare bene attenti al pericolo incombente della concorrenza sleale e della nuova ondata di merce contraffatta proveniente dalla Turchia, oltre ai potenziali danni che sarebbero arrecati alla nostra agricoltura. Per tutto il resto occorre una posizione di chiusura totale: l’Europa non può accogliere tra se un Paese islamico che sta coltivando, oltretutto, rapporti di pericolosa amicizia con l’Iran e i gruppi terroristici di Hamas”.
I più recenti interventi della “green lady” del Bassanese, riferiti alla politica di Strasburgo, rientrano in quella che può ormai considerarsi una sua personale crociata - limitata, per il momento, ai comunicati stampa - contro il “pericolo di islamizzazione” in Europa.
Nelle ultime settimane la Bizzotto, sull'esempio del divieto al velo islamico imposto dalla Francia, ha dichiarato che si deve “sfrattare il radicalismo islamico dal nostro continente”, annunciando l'intenzione di chiedere alla Commissione Europea di bandire l'uso del burqa e del velo integrale in Europa.
A Bruxelles, partecipando ad una fiaccolata per Sakineh, ha rincarato la dose affermando che “l'Islam mostra ancora una volta il volto feroce e disumano”.
Senza dimenticare il regalino di Natale - un crocifisso e un manuale di storia del Cristianesimo - fatto recapitare dalla Bizzotto lo scorso dicembre ai giudici della Corte europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, firmatari della contestata sentenza che vietava la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.

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