Laura Vicenzi
bassanonet.it
Pubblicato il 16-09-2010 18:21
in Attualità | Visto 1.839 volte
 

Digitare vicino a “scuola”: sponsor, mance...

Le parole del futuro nel motore di ricerca della scuola della Riforma

Digitare vicino a “scuola”: sponsor, mance...
Iniziato il nuovo anno scolastico le scuole pubbliche del territorio, in buona compagnia del resto, si adoperano per far quadrare i conti ma arrancano con i bilanci e chiedono fondi al Comune, alla Provincia, alla Regione, al MIUR, all’Europa tutta. Ovunque si progettano iniziative remunerative (corsi, mercatini,... ) e adesioni a concorsi, possibilmente a premi. Le amministrazioni scolastiche sono costrette loro malgrado a chiedere contributi sempre più consistenti alle famiglie e anche a prodigarsi per la ricerca di sponsor, come prospettava qualche attento osservatore in tempi non sospetti già qualche anno fa. Per il funzionamento, addirittura per i lavori di manutenzione ordinaria (anche nel bassanese come altrove sono reclutate e pronte squadre di genitori disponibili ad occuparsi di piccoli lavori artigianali), e poi per portare avanti progetti di qualità, si fa sempre più ricorso al volontariato, anche di docenti davvero poco incentivati. Con fiducia nel futuro, la scuola prova a fare del suo meglio e ad andare avanti. Del resto la situazione è comune a tutto comparto, o forse no? Ebbene no, potrebbero anche arrivare dal “Cielo”... le mance. Il termine suona stonato, da sottolineatura rossa, invece non è inopportuno. L’ha portato alla ribalta una notizia che ha suscitato un bel polverone estivo. Nulla di nuovo quindi, ma forse è opportuno dare rilievo all’informazione e rilanciarla per qualche commento anche a livello locale:
«La Libera Scuola dei Popoli Padani di Bosina, in provincia di Varese, scuola della moglie del leader della Lega Nord, Umberto Bossi ha ricevuto dal Governo 800000 euro di finanziamento. Il contributo in questione deriva da fondi decisi con un provvedimento del governo nella cosiddetta “legge mancia”, una legge che distribuisce fondi a pioggia. Il senatore della Lega Fabio Rizzi ha dichiarato in proposito -Non è stato un dono dello Stato a Lady Bossi ma un regalo dei senatori della Lega alla nostra scuola. Ce lo permette il famoso “decreto marchette”, che si può discutere quanto vogliamo, ma che ci ha permesso di avere i finanziamenti di cui avevamo bisogno-».
La scuola in questione è stata fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, maestra, moglie di Umberto Bossi e attuale socia della cooperativa che la gestisce. Entrare nel merito della questione politica è superfluo, i fatti parlano da soli. Trarre insegnamento dal confronto e dall’esperienza, saggia prassi per ogni educatore, pare una strada altrettanto preclusa alla scuola pubblica. “Mance”, “marchette”,... ferve la discussione nell’ambiente: che sia opportuno che gli operatori della scuola di fronte a certi insegnamenti si siedano in ultimo banco e provino a... non imparare?