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L’Iliade
Antenna Iliad in costruzione in piazza Paolo VI, il piazzale delle poste: i residenti denunciano la deturpazione estetica e paesaggistica e ne chiedono il mascheramento. “Il Comune può farlo con gli introiti del canone di affitto”
Pubblicato il 05 ott 2025
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Ma guarda un po’: mi tocca fare anche l’Omero della Pedemontana e scrivere l’Iliade di Bassano del Grappa.
Vi rassicuro subito, però: non sarà un poema. Solo un normale articolo sulla questione dell’antenna telefonica Iliad la cui costruzione è in corso d’opera nel piazzale delle poste centrali, alias piazza Paolo VI, proprio davanti al Tempio Ossario.
Sarà una mega pertica di 32 metri di altezza - tra l’altro anche nelle vicinanze della scuola dell’infanzia Monumento ai Caduti - e alcuni residenti della zona, per la forma che avrà ma probabilmente anche per la fregatura avvertita nel vedersela comparire davanti a casa, la chiamano già “il suppostone”. Ogni riferimento all’immagine che viene evocata da un soprannome del genere è puramente casuale.
Simulazione grafica con ChatGPT dell’antenna Iliad in costruzione in piazza Paolo VI
Dal punto di vista ufficial-burocratico, come si legge nel cartello e negli avvisi di cantiere, si tratta di una stazione radio base per telefonia cellulare di tipologia “raw-land”, di proprietà del committente Iliad Italia Spa e in fase di realizzazione da parte delle imprese Site Spa (esecutrice) e M.L. Costruzioni e Iet Service (subappaltatrici).
Il termine “raw-land” (letteralmente: “terra cruda” o “terra grezza”) significa che l’impianto viene costruito su un sito a terra, dove cioè la stazione radio base è costituita da un palo o da un traliccio con fondazioni sul terreno.
Quel terreno è però suolo pubblico perché di proprietà del Comune di Bassano del Grappa.
Iliad Italia (gestore sia del palo che delle antenne che vi saranno installate) ha presentato al Comune l’istanza per la realizzazione della nuova stazione radio base in data 29 luglio 2024 con procedura semplificata Suap, Sportello unico attività produttive.
L’antennone che farà da tecnologico contraltare ai due campanili gemelli del Tempio Ossario viene pertanto costruito a seguito di autorizzazione del Suap comunale.
Ma come vedrete in una delle immagini pubblicate nella galleria fotografica in calce a questo articolo, sul cartello di cantiere le indicazioni “Permesso di costruire n°…in data…” e “denuncia inizio attività n°…in data…” sono assenti.
Per la serie: l’importanza di essere trasparenti.
C’è però la data di inizio lavori: 4 agosto 2025.
Come spesso accade nel nostro Bel Paese, molte “sorprese” vengono confezionate nel cuore dell’estate, quando la gran parte della gente è fuori città ed è comunque meno attenta all’attualità che la circonda.
Ed è anche il caso di questa sgradita raccomandata espresso a forma di gigantesco asparago radio base che sarà eretta nel piazzale delle poste.
Dire che i residenti della zona siano “sul piede di guerra” contro l’antenna sarebbe improprio perché l’antenna, purtroppo, è un nemico contro cui non si può combattere, a seguito dell’ordinanza n. 367 del 3 agosto 2025 del Comune di Bassano del Grappa che ne autorizza l’installazione, nonostante l’opposizione dei residenti stessi e del consiglio di quartiere Centro Storico.
Ma sono fortemente intenzionati a limitarne i danni.
Chi non vuole mollare la presa in questo senso è un gruppo spontaneo di cittadini che abitano nel condominio di viale XI Febbraio situato sul lato opposto dell’ufficio delle poste centrali. Quello sopra il bar, tanto per intenderci.
I quali hanno innanzitutto diffuso una comunicazione che dal loro punto di vista elenca i motivi contro il posizionamento dell’antenna in questo punto della città.
Il primo è l’impatto storico e simbolico nell’area prospiciente il Tempio Ossario:
“La piazza e il Tempio costituiscono un unicum identitario per Bassano: collocare un traliccio metallico a pochi metri significa profanare un luogo di raccoglimento e memoria collettiva.”
Il secondo è la deturpazione estetica e paesaggistica:
“L’antenna risulterebbe fuori scala rispetto al contesto architettonico e urbanistico. Il profilo del Tempio con le torri campanarie verrebbe irrimediabilmente compromesso dalla presenza di un traliccio metallico invasivo. La vista panoramica, tanto cara a cittadini e turisti, verrebbe deturpata da un elemento estraneo e incoerente.”
Poi c’è l’incompatibilità con il centro storico:
“La piazza si trova in prossimità del cuore storico di Bassano, con vincoli paesaggistici e urbanistici. L’inserimento di infrastrutture tecnologiche di così forte impatto visivo contrasta con i criteri di tutela del patrimonio architettonico e culturale.”
Un quarto motivo è la scelta urbanistica discutibile:
“Ci sono certamente aree alternative e meno sensibili dove posizionare un’antenna di questo tipo (zone industriali, periferiche o già compromesse paesaggisticamente).”
E ancora il contrasto con la vocazione turistica e culturale della città:
“Bassano vive anche di turismo culturale: il Tempio Ossario e il centro sono tappe fondamentali. Un traliccio visibile in tutte le foto danneggia l’immagine della città.”
Infine - ma è un motivo altamente significativo -, la mancanza di trasparenza e partecipazione:
“I cittadini sono stati messi di fronte al fatto compiuto, senza consultazione o informazione preventiva. Decisioni che incidono sul paesaggio urbano e sul patrimonio simbolico andrebbero condivise con la comunità. E questo non è accaduto.”
E allora, visto che questo utile obbrobrio (utile soprattutto per gli utenti Iliad) sorgerà inevitabilmente, che cosa si può fare?
È quello che mi spiegano alcuni componenti del gruppo spontaneo dei residenti, che incontro vicino alla rete di recinzione del cantiere dell’antenna.
“Noi non abbiamo molte possibilità perché questa antenna è stata programmata dal Piano Antenne del 2022 che è stato approvato - dichiara Paola Marras, portavoce del gruppo -. E quindi una volta che è stato approvato, essendo una legge nazionale, non c’è la possibilità di opporsi. Quello che noi adesso vorremmo chiedere è che si rispetti comunque il decoro di questa piazza e di questi spazi con un’antenna che venga rivestita e cioè che sia camuffata in maniera che non sia proprio “l’antennone” di 32 metri in metallo.”
“La nostra non è una protesta che ha un senso politico nei confronti di qualsiasi amministrazione - prosegue -. È una questione proprio di decoro in una realtà, come Bassano, che è una perla. Questa zona è particolarmente importante e mettere un’antenna di questo genere di fianco al Tempio Ossario è una cosa brutta.”
Ma come si può “camuffare” un’antenna per la telefonia mobile?
“Ci sono dei camuffamenti possibili - spiega la portavoce -. Ci sono delle imprese italiane specializzate in questo, che lavorano in tutto il mondo e che fanno delle cose bellissime che potrebbero rendere più decoroso questo oggetto che per noi è importante, perché poi tutti noi usiamo il telefono e vogliamo il 5G, eccetera. Però cercando di mantenere un decoro del centro storico.”
Ma cosa potrebbe diventare questa antenna, se camuffata? Un obelisco, o che cosa?
“Potrebbe essere un obelisco, oppure un’installazione di tipo artistico - risponde Paola Marras - Ci sono mille modi, basta cercare e guardare su internet. Sono soluzioni che consentono a questa modernità tecnologica di essere però inserita in un contesto con rispetto del luogo.”
“Noi non siamo contro la modernità - conclude -. Siamo contro una modernità che non riesce a rispettare il luogo in cui siamo.”
Ricapitolando: per i residenti, visto che l’antenna Iliad davanti al Tempio Ossario non si può eliminare, l’unica soluzione possibile per recuperare almeno una sorta di decenza visiva è quella di mascherarla.
Gli esempi non mancano e basta digitare su Google “mascheramento antenne” per vedere quanto già realizzato dalle ditte specializzate: antenne telefoniche che a seconda della tipologia di luogo in cui vengono installate diventano finti camini, obelischi, campanili, torri medievali, totem pubblicitari, strutture di arredo urbano e quant’altro. Un palo per telecomunicazioni installato in un’area costiera italiana è stato addirittura camuffato in un pino marittimo.
“L’ultima delibera comunale faceva cenno proprio al fatto che questo tipo di installazione deve rispettare anche il decoro urbano, pubblico e storico - osserva Dario Bizzotto, un altro componente del gruppo di residenti -. È quello che chiediamo noi. Se si tratta di un’antenna di 32 metri, che da qualcuno di noi è stata definita una “grande supposta”, per la quale l’unico decoro sembra sia legato a una colorazione azzurra-blu, ci pare che questo non sia proprio assolutamente decoroso.”
“Il Comune, giustamente, acquisisce un canone dai proprietari dell’antenna - aggiunge Bizzotto -. E allora che il canone venga utilizzato per il mascheramento di questa struttura. Noi crediamo che Bassano e la storia di Bassano meritino questo.”
Ordunque: qualora in futuro venisse realizzato l’auspicato mascheramento del “suppostone” di piazza Paolo VI (come dice il saggio: mai dire mai), riuscirà a mitigarne l’effetto da pugno nell’occhio, in proporzione al quale Mike Tyson diventa un educando del seminario dei Benedettini?
L’Iliade bassanese non ha ancora scritto il suo ultimo capitolo.
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