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Ho visto cose: la chiesa di San Giovanni trasformata in discoteca per “DJ Show”, lo spettacolo conclusivo di B.Motion di Operaestate Festival. Protagonista il pubblico, impegnato dalla compagnia Sotterraneo a “riflettere” con danze scatenate

Pubblicato il 01 set 2025
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Ho visto cose: lo scrivo spesso e continuo a scriverlo.
E ne avranno viste senz’altro, nel corso dei secoli, anche le statue dell’altare della chiesa di San Giovanni a Bassano del Grappa.
Ma sia io che loro non avremmo mai immaginato di vedere quello che ha preso vita ieri sera all’interno del tempio in piazza Libertà: la chiesa letteralmente trasformata in una discoteca, con la musica a palla, i DJ alla consolle, effetti-luce ed effetti-fumo in stile Studio 54 o meglio ancora in stile Limelight (celebre discoteca ubicata in una ex chiesa) di New York e il pubblico scatenato nelle danze, dall’inizio alla fine.

Foto Alessandro Tich

Ma tutto, e anche il contrario di tutto, può succedere quando si parla di B.Motion: la rassegna dei linguaggi del contemporaneo nelle arti performative - premiata quest’anno da un particolare successo di pubblico - che chiude tradizionalmente il cartellone di luglio-agosto di Operaestate Festival.
Il nuovo esempio di “ho visto cose che noi umani…” è dunque rappresentato dallo spettacolo che in una tranquilla serata di domenica di fine estate ha tramutato San Giovanni in una inedita dance room per un folto gruppo di tarantolati e tarantolate di tutte le età.
Ovvero “DJ Show” (sottotitolo “Twentysomething Edition”) della compagnia Sotterraneo: esperimento intermedio tra DJ set e teatro, che definire solamente “originale” sarebbe riduttivo, e insieme festa conclusiva di B.Motion 2025.
Si è trattato di una performance con un obiettivo chiaro, apparentemente semplice: far ballare un pubblico dentro una drammaturgia.
La danza, cioè, come reazione liberatoria ai “fantasmi” della nostra mente e del nostro tempo, ma anche del tempo dei decenni passati, evocati al microfono, in mezzo alla musica, dai due attori e animatori della strana festa Sara Bonaventura e Claudio Cirri, a cui si devono anche l’ideazione e la regia della rappresentazione, assieme a Daniele Villa.
Una playlist di canzoni di ogni genere ed epoca - aperta da Freestyler di Bomfunk MC’s per sciogliere subito muscoli ed articolazioni e sfociata nella techno che più techno non si può, ma passando anche per il boogie ed il twist dei tempi che furono - è stata così intervallata da azioni rapide, testi brevi, domande a quiz e visioni di passaggio su questioni e provocazioni culturali che fanno pensare.
L’invito rivolto al pubblico da “DJ Show” è stato quello di continuare a riflettere sulle questioni presentate, ma senza mai smettere di ballare.
Un modo per smaltire le tossine del corpo e insieme anche dello spirito.
Un rovesciamento di prospettiva, quindi, dove il vero spettacolo è il pubblico che danza e dove il divertimento non distrae e il pensiero non interrompe la festa.
Anzi: tutto si mescola in una dinamica di gruppo attraverso l’emulsionante della musica.
Ne è così scaturito - visto anche e soprattutto il luogo in cui ciò è avvenuto - un rituale collettivo a dir poco trasgressivo, in perfetta modalità Dirty Dancing.
Alla fine, meritati applausi per gli artisti di Sotterraneo, compagnia che proprio in questo 2025 celebra i suoi vent’anni di attività.
È stata un’autentica standing ovation: anche perché da un’ora abbondante, a forza di ballare e di pensare in contemporanea, il pubblico era già tutto in piedi.

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