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Tribunale alla carbonara
Incontro a porte chiuse in municipio col sottosegretario Ostellari sul Tribunale della Pedemontana. Stampa autorizzata all’ingresso solo a riunione conclusa. “Questa è un’opera che serve non solo a Bassano ma all’intero popolo veneto”
Pubblicato il 27 gen 2025
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Dice il saggio: c’è sempre una prima volta.
Fino adesso le visite a Bassano del Grappa del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari per la causa del Tribunale della Pedemontana (sono state ben quattro, nel 2023, lasciando fuori la sua trasferta elettorale pro Nicola Finco nel 2024) erano sempre state annunciate ai media dall’amministrazione comunale, con tanto di orari e programma. E nel caso di riunioni riservate, come è avvenuto per i tre incontri con i portatori d’interesse del territorio nella sala Chilesotti del Museo Civico, anche di indicazioni del momento opportuno per le interviste.
Questa volta, invece, è diverso.
Foto Alessandro Tich
Che questa mattina ci fosse l’incontro, voluto dal sindaco Finco, del “numero due” del Ministero della Giustizia con i rappresentanti del cosiddetto Comitato del Sì e delle categorie economiche del Bassanese, era una cosa risaputa ma generica, ovvero priva di dettagli.
Nessuna comunicazione preliminare alle redazioni da parte del Comune, nessun invito, niente di niente.
Per sapere a che ora è stato convocato l’incontro e dove, ho dovuto chiederlo ieri al presidente di una associazione di categoria: alle 10.30 in municipio.
È come se l’argomento della riunione di oggi fosse un Tribunale carbonaro, o se preferite alla carbonara, lontano da occhi e da orecchie indiscrete.
Questa mattina, non arrivando in redazione alcun aggiornamento in merito, ho pertanto chiesto nella chat dell’ufficio stampa del Comune di Bassano se fosse previsto un briefing di Ostellari con i giornalisti.
L’ufficio stampa mi ha gentilmente risposto che “in questo momento non è stato fissato, ma se desiderate riprendere con video, o scattare foto, sarà possibile farlo alla fine dell’incontro, indicativamente verso le 12”.
E allora ok e va bene per riprese e foto verso le ore 12.
Ma ci mancherebbe che tutti noi cronisti convenuti all’orario prefissato non approfittassimo dell’occasione per fare il solito e classico assalto alla baionetta per ottenere le dichiarazioni del sottosegretario.
La qual cosa regolarmente avviene, anche se sulle scale che portano alla sala Ferracina, sede dell’incontro appena concluso, dobbiamo superare l’ultima barriera del cordone esterno di Polizia predisposto per la sicurezza dell’esponente di Governo, mentre all’interno della sala altri addetti della security di Stato vigilano attentamente su di noi, non addetti ai lavori.
Non oso pensare che apparato di sicurezza governativa verrebbe allestito se venisse il ministro Nordio.
Entriamo dunque e finalmente in sala per fare le foto e le riprese concordate.
Tutti sono rimasti seduti attorno al grande tavolo ovale, come se l’incontro fosse ancora in corso.
Oltre al sindaco e al sottosegretario, c’è qualche politico (l’europarlamentare Sergio Berlato, la deputata Rosanna Filippin e la senatrice Mara Bizzotto), assieme ad alcuni sindaci e consiglieri comunali, ai referenti delle categorie e agli avvocati del Comitato per il Tribunale della Pedemontana.
Un bel gruppo compatto, per usare un termine ciclistico.
Poi avviene il “rompete le righe” e il sottosegretario alla Giustizia si concede ai taccuini e ai microfoni di stampa e Tv, a telefonini accesi e a reti unificate.
“Io oggi sono venuto perché sono stato invitato dal sindaco Finco a partecipare a questo Comitato - dichiara Ostellari -. Devo dire che io in questo momento ho sentito tante ragioni che sostengono il “sì” a quest’opera. E credo che la Regione del Veneto meriti di essere rappresentata fino in fondo in questa realizzazione che non è rivolta al territorio di Bassano ma è un’opera che serve all’intero popolo veneto e anche a chi ci vuole continuare a lavorare e vuole continuare ad investire. Anche a tutte quelle imprese che chiedono di venire in questo territorio ad investire.”
“Quindi colgo con favore quello che è il lavoro del Comitato - prosegue -. Lascio ovviamente a loro rappresentare quelle che sono anche le ragioni che sostengono il “sì” alla presentazione del testo di legge che abbiamo già annunciato come Governo. Voi lo sapete, abbiamo già detto come la pensiamo e qual è la nostra volontà. Però è giusto che siano i territori a dire quanto quest’opera serve e qual è la strada che deve portare alla realizzazione dell’opera.”
“Ricordiamo che nel nostro Paese ci sono Regioni come la Sicilia che hanno quattro Corti d’Appello e la nostra ne ha una sola - osserva il sottosegretario -. Per questo non stiamo facendo una nuova geografia giudiziaria che toglie qualcosa agli altri, ma che aggiunge, per un nuovo sogno guardando anche al tema autonomia e giustizia.”
Quali sono adesso i tempi per concretizzare quanto promesso? Risposta interlocutoria:
“Ora il nostro lavoro è stato completato. Il testo di legge è stato rappresentato come notizia nella risposta che il Governo ha dato ufficialmente. Quindi non ci torniamo più sopra a quella che è già una nostra intenzione. Credo che oggi vada dato rilievo al lavoro che vuole fare il sindaco Finco assieme a tutta questa grande forza per rappresentare fino in fondo a tutti i cittadini quelle che sono le ragioni che sostengono questo grande progetto.”
Ma, Houston, abbiamo come sempre un problema.
Anzi, ne abbiamo due.
Il primo è il movimento fortemente contrario all’istituzione del Tribunale della Pedemontana, radicatosi in seno al sistema della giustizia (magistratura e avvocatura) del Veneto ed emerso all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario di sabato scorso a Venezia.
Il secondo è il duro comunicato del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, a seguito dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, che ha bollato il Tribunale della Pedemontana come “un progetto inutile, anacronistico e dannoso” e “uno spreco inaccettabile di risorse”.
Cosa replica Ostellari al riguardo?
“Chiedetelo a loro - risponde -. Nelle grandi opere c’è sempre chi le sostiene e chi non le sostiene. Dobbiamo guardare qual è la maggioranza. Voi lo sapete meglio di me, qui è da parecchi anni che si parla di questo progetto e io nei vari incontri ho sempre avuto una larghissima maggioranza che ha sostenuto l’azione. E chiedete adesso anche a questo territorio se il Veneto vuole investire ancora oppure no.”
Ci sarebbero altre domande da fare al sottosegretario.
Ad esempio, gli si potrebbe chiedere (ed è la domanda che ho in canna) come mai nella relazione del Ministero sull’amministrazione della giustizia per l’anno 2024 non c’è una riga dedicata alla revisione della geografia giudiziaria e nella fattispecie al Tribunale della Pedemontana.
Ma all’improvviso le due arcigne guardie del corpo dell’esponente di Governo ce lo estirpano dai registratori telefonici e dai microfoni.
“Grazie, deve andare”, ci dicono con tono sbrigativo e lo accompagnano fuori dal capannello dei cronisti e quindi dalla sala.
Anche questa è una “prima volta”: a Bassano con Ostellari non era mai accaduto.
E allora Goodbye sottosegretario, alla prossima.
Passiamo al sindaco Nicola Finco.
“Oggi abbiamo ribadito l’importanza di continuare la battaglia per l’apertura del Tribunale della Pedemontana - afferma il sindaco di Bassano -. Ma soprattutto oggi noi vogliamo ripartire da Bassano per rispondere alle accuse che ci sono state fatte nelle ultime settimane. Si è mosso il fronte del “no”, fortunatamente il fronte del “sì” è molto più numeroso ma è troppo silenzioso. Quindi ho chiesto a tutte le categorie economiche, ma anche a tutte le parti politiche di intervenire e di mantenere alta l’attenzione sul tema del Tribunale della Pedemontana perché non siamo mai arrivati a questo punto dell’avere un testo che è pronto ad entrare all’interno del Consiglio dei Ministri.”
“Ovviamente noi faremo pressioni presso il ministro Nordio, la patata bollente adesso ce l’ha in mano lui e quindi chiediamo anche ai rappresentanti del Veneto di portare avanti questa battaglia - continua -. Perché è vero che c’è il fronte del “no”, ma ricordiamo che oggi abbiamo più di 70 Comuni che rappresentano quasi 550mila abitanti, uno dei territori più importanti dal punto di vista economico e produttivo.
E dopo questo non sarebbe un “tribunalino” perché sarebbe alla pari di altre realtà che abbiamo sia a livello regionale che nazionale. Chiediamo solamente che ci venga data attenzione, ma che venga data anche dignità a questo territorio.”
“A breve, inoltre, abbiamo intenzione di riconvocare la riunione con tutti i sindaci del territorio, categorie e ordini - annuncia Finco -. Andrò a chiedere la presenza del governatore Zaia per avere anche da parte sua un impegno diretto e apriremo il Tribunale alle visite dei cittadini. Quindi metteremo a conoscenza dell’opinione pubblica dell’importanza di avere oggi un presidio di giustizia sul nostro territorio che serve ai cittadini, alle imprese e all’economia tutta.”
“La nostra è una battaglia che andrà avanti e adesso da parte del ministro Nordio noi ci aspettiamo tanto - rimarca il sindaco -. C’è una maggioranza solida a livello governativo, il territorio è compatto, noi continueremo a battere il ferro e loro ci dovranno dare una risposta.”
Attenzione, egregi lettori: “loro ci dovranno dare una risposta”.
Ciò significa che all’incontro di oggi una risposta non è ancora arrivata.
E se montagna non andrà da Finco, Finco andrà alla montagna:
“Noi inviteremo a breve il ministro Nordio a Bassano del Grappa. E se non verrà a Bassano, andremo noi a trovarlo a Roma con una rappresentanza di sindaci del territorio e delle attività produttive.”
Fine, Ende, The End.
Siamo arrivati a mezzogiorno e venti e aleggia un clima da pausa pranzo.
È quasi l’ora della carbonara, quella vera.
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