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Superstrada Pedemontana Veneta: la Corte dei Conti bacchetta la Regione sui ritardi nell'esecuzione dell'opera e sull'incertezza delle stime di traffico
Pubblicato il 21 dic 2020
Visto 4.746 volte
Eccola qua: pronta per essere delicatamente posata sotto l'albero di Natale. È la “Relazione della Corte dei Conti sull'andamento nel 2020 di Pedemontana Veneta”.
Il documento (un malloppone di una settantina di pagine) è stato trasmesso in data odierna alla Regione Veneto dalla Sezione Regionale di Controllo per il Veneto della magistratura contabile e l'atto costituisce il referto della Corte sullo stato di avanzamento e di esecuzione dei lavori per la costruzione della SPV.
La relazione parte con la valutazione del TAC: che è l'acronimo di “Terzo Atto Convenzionale”, vale a dire il contratto di concessione siglato nel 2017 tra la Regione Veneto e la società concessionaria Superstrada Veneta SpA. La Corte riconosce che con il Terzo Atto Convenzionale si sono realizzati diversi effetti economici e finanziari di vantaggio rispetto alla situazione pregressa .Tra questi: lo sblocco del “closing finanziario” per il concessionario “con la connessa accelerazione dei tempi di esecuzione dei lavori”, il miglioramento dei saldi finanziari derivanti dal contratto, il complessivo equilibrio economico-finanziario del partenariato pubblico-privato e la definizione e il pagamento degli espropri.
Uno scorcio del tratto della SPV tra Bassano Ovest e Breganze (foto Alessandro Tich)
“Tuttavia - rilevano i magistrati contabili -, dall'analisi della documentazione acquisita nella medesima attività istruttoria sono emerse molteplici aree di criticità gestionale.” Da qui l'enunciazione di quattro raccomandazioni rivolte all'amministrazione e alla struttura regionale. E la prima riguarda i tempi contrattuali nella esecuzione delle opere.
“Nonostante la rilevante accelerazione dei tempi di esecuzione contrattuale dei lavori, a superamento della pregressa situazione di stallo - ammonisce la Corte -, alla data dell'11 settembre 2020 è scaduto il termine di conclusione delle opere previsto nel TAC e la Pedemontana Veneta non è ancora completata in tutte le sue parti.” Un problema non da poco dal momento che, come si ricorda, “le vigenti previsioni negoziali prevedono l'applicazione di sanzioni pecuniarie da computare sul periodo di ritardo”.
La CDC rammenta che nell'ultimo crono-programma il concessionario ha indicato il termine per il completamento dell'infrastruttura al 6 febbraio 2022 e che “nonostante il complessivo ritardo contrattuale” dal mese di giugno 2019 sono state aperte tre tratte funzionali della superstrada a padaggio, l'ultima delle quali tra Bassano Ovest e Breganze.
La Sezione raccomanda pertanto all'amministrazione regionale di rafforzare la vigilanza sul rispetto dei tempi di esecuzione dei lavori e quindi di applicare eventuali penali al concessionario per ritardi nell'adempimento contrattuale, salvo che non si riscontrino motivazioni a favore dello stesso. “La Struttura di Progetto della SPV - informa al riguardo un comunicato stampa della giunta regionale - sta già provvedendo in merito, analizzando da tempo ogni causa di possibile ritardo, attendendo la fine dei lavori per trarre le dovute conclusioni.”
La seconda raccomandazione è invece relativa alla congruità economica dell'atto di concessione, collegata all'attendibilità dei flussi di traffico previsti.
In questo ambito la Corte individua “alcuni fattori che conferiscono instabilità e incertezza alle stime di traffico allegate al TAC”. In primis lo sfasamento temporale tra il completamento della Pedemontana e il suo innesto sulla A4, progetto quest'ultimo gestito direttamente dalla società concessionaria dell'autostrada Brescia-Padova. Si aggiunge “la sospensione dal quadro economico di alcune opere complementari, le quali pertanto sono allo stato degli oneri contrattuali escluse dal complessi dei lavori di realizzazione della “Pedemontana Veneta” in corso di realizzazione”. Inoltre si rileva la mancata modifica della velocità di percorrenza da 110 km/h a 130 km/h, che renderebbe omogenea la SPV con la circostante rete autostradale. “Su tali aree di criticità afferenti alla congruità economica del TAC e all'attendibilità del piano traffico - afferma il documento -, la Sezione esprime in raccomandazione un attento e puntuale monitoraggio di tutte le condizioni in itinere, che assumono rilevanza incidente sull'assetto negoziale.”
Il linguaggio è altamente burocratico, ma la tirata d'orecchie è lampante.
Le due successive raccomandazioni della Corte riguardano infine gli adempimenti amministrativi, peraltro già avviati dalla Regione, relativi alla rendicontazione dell'introito dei pedaggi per le tratte già in esercizio e il recupero dell'IVA pagata sul contributo dal commissario al concessionario e successivamente versata all'Agenzia delle Entrate.
La magistratura contabile, dunque, mette in guardia sugli elementi “di incertezza” che ancora oggi si riscontrano nell'infinita vicenda della superstrada in costruzione.
Dal canto suo, la Struttura di Progetto per la SPV replica richiamando l'attenzione “su alcuni fatti noti alla Regione da tempo, su cui si è già intervenuti al fine di adottare tutte le strategie utili per prevenire, risolvere o attenuare gli effetti”.
Sui “tempi diversi” tra la costruzione della superstrada a pedaggio e la realizzazione del suo innesto sulla A4 Brescia-Padova, si afferma che “la Regione, dopo essersi candidata ad eseguire direttamente il progetto dell'innesto, purtroppo con esito negativo, sta monitorando direttamente con il MIT, A4 e RFI affinché lo sfasamento temporale possa essere ridotto al minimo”. Sull'aumento della velocità massima di percorrenza da 110 km/h (dovuta alla classificazione a superstrada) a 130 km/h, “la Regione ha già interlocuzioni con il MIT al fine di individuare il procedimento per rendere l'infrastruttura omogenea con tutte le autostrade interconnesse”. Per quanto riguarda invece “la verifica della completezza delle opere complementari di adduzione dei flussi di traffico a Pedemontana”, la Regione “ha già commissionato uno studio per rilevare eventuali problematiche, che ad oggi, per la caplillarità della viabilità derivante dall'elevato numero di caselli, non appare preoccupante”.
La chicca finale la riserviamo alla questione delle stime di traffico della SPV.
“Con la seconda raccomandazione - osserva il comunicato stampa della giunta regionale - la Corte suggerisce alla Regione di adottare ogni possibile forma per verificare l’attendibilità nel tempo delle stime dei flussi di traffico poste alla base del Terzo Atto Convenzionale, anche per poter registrare ogni possibile modificazione dei presupposti che possano portare a diversi risultati ed essere pertanto pronti a riconoscere eventuali variazioni nei bilanci di previsione.” “Ovviamente - prosegue la nota - si parla sempre di stime, da qui a 39 anni, che si basano su dati la cui raccolta ed elaborazione non è codificata da alcun atto normativo, nemmeno di indirizzo, o autorità di validazione o vigilanza, ed i risultati sono pertanto lasciati alla sola perizia di professionisti del settore.”
Anche in questo caso il linguaggio è complesso e, in quanto tale, prevalentemente comprensibile dagli addetti ai lavori. Ma può essere riassunto con due semplici parole: “Speriamo bene”.
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