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Na Zonta e na ponta
Dopo il ritiro delle deleghe a Morena Martini, il sindaco di Rossano Veneto Marco Zonta nomina il nuovo vicesindaco: è l’assessore Paolo Trentin. Intanto la Martini continua a sfogarsi sui social e a parlare di “menzogne” nei suoi riguardi
Pubblicato il 10 ott 2024
Visto 10.786 volte
Na Zonta e na ponta. Nuova puntata della Rossanovela.
Da una parte un vicesindaco che se ne va, defenestrato dal sindaco Marco Zonta, dall’altra un vicesindaco che arriva in sua sostituzione.
A Rossano Veneto, dove continuano le scosse di assestamento del sisma politico scoppiato da due giorni a questa parte, il rimpasto di giunta conseguente all’improvviso licenziamento del vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Morena Martini è cosa fatta.
Il sindaco di Rossano Veneto Marco Zonta (foto da Facebook / Marco Zonta)
Con un nuovo decreto, emesso in data odierna, il sindaco Zonta ha nominato il nuovo vicesindaco: è l’assessore Paolo Trentin.
La giunta comunale rossanese scende da cinque a quattro componenti e oltre al primo cittadino è così composta:
Paolo Trentin, vicesindaco e assessore ai Rapporti con i Quartieri, allo Sport, all’Ecologia e alla Sicurezza.
Helga Battaglin, assessore all’Istruzione, alla Disabilità, all’Infanzia e alle Politiche Giovanili, alle Politiche per gli Anziani, alle Pari Opportunità e alla Gentilezza.
Giorgio Zen (assessore esterno), assessore al Bilancio, agli Affari Generali e al Personale.
Così, nero su bianco, sul decreto firmato dal primo cittadino.
Salta subito all’occhio, all’osservatore attento, che due referati “di peso” come l’Urbanistica e i Lavori Pubblici, che prima facevano capo a Morena Martini, non risultano tra le deleghe conferite agli assessori.
Non è scritto nell’atto di nomina, ma è evidente che le due materie, prese in carico ad interim da Zonta dopo il siluramento della Martini, siano rimaste sotto la diretta competenza del sindaco.
La nuova giunta comunale rossanese, dunque, è fatta.
Il problema è quello di vedere se ci saranno le condizioni per farla lavorare.
L’attuale situazione del sindaco Zonta è infatti quella dell’equilibrista sul filo: basterebbe una folata di vento per farlo cadere.
Dell’attuale gruppo di maggioranza in consiglio comunale fanno parte Morena Martini, che rimane consigliere, e anche i cinque consiglieri che ieri hanno trasmesso un comunicato congiunto di solidarietà nei suoi riguardi e di forte critica nei confronti del comportamento e della gestione amministrativa del sindaco.
Sono Cristina Bianchin (che del consiglio comunale è il presidente), Adris Marchiorello, Michele Campagnolo, Gianni Faggion e Carlo Lando.
Sommati ai quattro consiglieri di minoranza del gruppo “Prima Rossano! Berton Sindaco” (Davide Berton, Paola Ganassin, Enrico Brotto e Lorenzo Bisinella) fanno 10 componenti del consiglio comunale - su un totale di 12, più il sindaco - che coalizzandosi numericamente sarebbero in grado di sfiduciare l’amministrazione, facendola decadere.
Il primo anno di amministrazione comunale ha già comunque riservato dei colpi di scena, segnali di una convivenza piuttosto turbolenta in seno all’amministrazione.
Ad appena 16 giorni dalla nomina l’assessore Denis Marsan aveva clamorosamente rassegnato le dimissioni, mentre lo scorso novembre si era dimesso il consigliere di maggioranza Robert Carlo Sartore, a cui è subentrato Carlo Lando.
Adesso lo stesso sindaco Zonta è ben cosciente del fatto di camminare sul filo, avendo dichiarato nel suo comunicato stampa relativo al ritiro delle deleghe a Morena Martini quanto segue:
“Pur essendo consapevole che questo mio atto potrebbe portare comunque alla conclusione di questa amministrazione e, di conseguenza, alla fine del mio mandato come sindaco, ho ritenuto doveroso anteporre il bene della comunità rossanese alle mie prospettive personali.”
Va osservato che il concetto espresso dal sindaco dell’“anteporre il bene della comunità rossanese” è stato ribadito, nelle sue varianti, da tutti i protagonisti, co-protagonisti e antagonisti della vicenda.
Comunicato dei cinque consiglieri di maggioranza: “Consapevoli della difficile situazione che si è venuta a creare, è imperativo tutelare Rossano Veneto e l’Ente da qualsiasi agire che ne possa ledere gli interessi.”
Comunicato di Morena Martini: “Per me politica è servizio, lo è sempre stato, e servizio sia per i rossanesi e per la mia gente fino alla fine.”
Comunicato dei consiglieri di minoranza di “Prima Rossano!”: “Sicuramente agiremo come sempre con la dovuta responsabilità e amore nei confronti di Rossano Veneto che per noi sta sempre al primo posto.”
Cosa significa, in termini di atti concreti, “tutelare Rossano Veneto e l’Ente da qualsiasi agire che ne possa ledere gli interessi”, “servizio sia per i rossanesi fino alla fine” e “agire con la dovuta responsabilità e amore nei confronti di Rossano Veneto”?
Dipende da cosa si intende, dal punto di vista della tempistica che potrebbe anche essere molto vicina, per quel “fino alla fine”.
Dal canto suo, nel frattempo, la non più vicesindaca Morena Martini continua la sua personale campagna mediatica e nella fattispecie social per uscire senza le ossa rotte dal suo siluramento.
“L’ho voluto come mio assessore per 10 anni - scrive la Martini in un post pubblicato oggi nel suo profilo Facebook riferendosi al sindaco Zonta -, e lui ha votato sempre a favore qualsiasi delibera di giunta e di consiglio. Sapeva, dunque, come lavoravo.”
“Mi ha voluto come vicesindaco, un onore che ho assolto nel miglior modo possibile, sempre riferendogli tutto quello che facevo, sia a lui che alla maggioranza”, continua la Morena defenestrata sottolineando come non partecipasse volutamente alle cerimonie pubbliche “per lasciargli tutta la visibilità che un nuovo sindaco merita di avere”.
“Non so cosa sia successo a Zonta per pugnalarmi alle spalle senza mai parlarmene, senza mai un minimo accenno a me o alla maggioranza dei consiglieri - è un altro passaggio del post -. Maggioranza che ha sempre snobbato. Per il bene di Rossano, per permettermi di definire tecnicamente gli atti per terminare la piazza. Proprio quando si sono definiti e c’è stato l’incarico alla ditta che finità i lavori, Zonta mi vomita in faccia una valanga di menzogne in un comunicato stampa vergognoso.”
Salto tutto il resto. Sintetizzo dicendo solamente che quello della Martini è uno sfogo pesantissimo, anche nei termini usati, soprattutto in conclusione, e che qui non riporto.
Dal Comune dei lunghi coltelli per il momento è tutto.
E per fortuna che a Rossano Veneto c’è un assessorato alla Gentilezza.
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