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Press Tour
Visita curiosa a Pove del Grappa, il Comune che non aveva la raccolta porta a porta e che già da dieci anni ha installato i press container per i rifiuti. Il sindaco Dalmonte: “Una soluzione buona e bene accolta dalla popolazione”
Pubblicato il 20 set 2024
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C’era una volta un Comune che non aveva la raccolta porta a porta e le diverse tipologie di rifiuti venivano conferite dai residenti negli appositi cassonetti.
Poi, già dieci anni fa, quel Comune ha rovesciato il sistema di conferimento e ha installato tre diversi compattatori per l’indifferenziato e la differenziata: il primo per il secco, il secondo per la carta ed il terzo per la plastica.
Si tratta di Pove del Grappa, dove mi reco in visita curiosa non per ammirare gli ulivi ma per un confronto sul campo in tema di press container, l’argomento che per le note e contrastate vicissitudini dei quartieri San Vito e XXV Aprile sta monopolizzando da settimane le cronache della limitrofa Bassano del Grappa.
Il sindaco di Pove del Grappa Francesco Dalmonte (foto Alessandro Tich)
I tre compattatori vennero per l’appunto inaugurati nel 2014, sotto l’amministrazione del sindaco Orio Mocellin e su particolare impulso dell’allora assessore Rita De Marco.
Sono impianti di un decennio fa e quindi presumibilmente diversi da quelli che sorgeranno nei due quartieri di Bassano, ma il principio di utilizzo è lo stesso.
Di quella giunta comunale che dieci anni fa introdusse il nuovo sistema faceva parte anche l’attuale sindaco Francesco Dalmonte, che mi accompagna in un inedito press tour alla scoperta dei press container.
Va subito detto, per evitare di fare dei paralleli impropri, che diversamente da San Vito e dal XXV Aprile i tre compattatori sono decentrati rispetto alle principali aree residenziali.
Sono collocati in via Calentiga, la Scoass Street di Pove, di fianco all’ingresso del Centro di Raccolta comunale per il conferimento di tutto il resto dei rifiuti (ingombranti, verde e ramaglie, legno, RAEE eccetera), pure inaugurato nel 2014, e accanto alle campane per il vetro, nei pressi del cimitero.
Curioso: anche nella confinante Solagna il vecchio ecocentro, attualmente chiuso per i lavori di trasformazione in Centro di Raccolta H24 da parte di Etra, è ubicato vicino al cimitero.
Deve essere stata una fissa, peraltro non priva di logica, degli urbanisti del passato.
L’uso dei compattatori è molto semplice, anche per chi non ha dimestichezza con le moderne tecnologie.
Lo riscontro osservando all’opera la signora Maria e il signor Bepi della situazione, che vedete di spalle nella foto pubblicata in calce a questo articolo e che eseguono l’operazione senza alcun problema.
Si appoggia l’ecocard sopra il lettore, automaticamente si apre lo sportello dell’impianto e vi si conferisce dentro il rifiuto che poi viene compattato all’interno della macchina. Fine.
Lo sportello poi si chiuderà da solo o si può anticiparne la chiusura premendo un bottone. Tutto qua.
A Pove del Grappa rispetto al passato è rimasta invariata solo la raccolta dell’umido, che continua ad essere conferito nei contenitori stradali.
”Io sono dell’idea che ogni Comune, ogni frazione, ha esigenze diverse - dichiara il sindaco Francesco Dalmonte -. Al tempo c’era evidentemente l’esigenza di normare i vari bidoni sparsi nel paese e c’è stata la decisione, secondo me buona, di fare un unico centro dove tutta la popolazione, in qualsiasi ora del giorno, va a conferire il materiale.”
”Con l’ecocard - aggiunge - ogni cittadino, ogni famiglia ha la sua tesserina, passa la tesserina, mette dentro il suo materiale nei vari press container e quindi smaltisce l’immondizia così.”
Chiedo al primo cittadino se riguardo alla novità dei compattatori ci sia stata nel suo Comune qualche espressione di dissenso o protesta.
“Assolutamente no perché, come dicevo, al tempo c’era un po’ l’esigenza di normare il recupero dell’immondizia - risponde -. È stato attuato questo metodo che, secondo me, rispetto al classico porta a porta ha il vantaggio che soprattutto a Pove, col vento che c’è, non porta in giro i sacchetti per strada. Qui un porta a porta col secco sarebbe abbastanza deleterio.”
“È stato fatto anche un ragionamento di utilità, di migliore cosa utile per il paese - prosegue -. È chiaro che però va bene per il nostro paese, non deve essere un modello da esportare “copia e incolla” perché ogni Comune ha sicuramente le proprie e diverse esigenze. Al tempo c’era questa idea, l’abbiamo portata avanti e lamentele non ce ne sono state.”
“Dopo è ovvio che in un paese piccolo come il nostro cerchiamo anche di andare incontro alle esigenze del cittadino che magari non riesce a portare l’immondizia ai compattatori per un periodo di tempo o per un qualsiasi motivo - conclude il sindaco Dalmonte -. C’è abbastanza rete, quindi ogni persona, o tramite l’amministrazione o tramite qualcun altro, si è sempre arrangiata e ho visto che difficoltà non ce ne sono state.”
Benvenuti a Pove del Grappa, Comune che dista una manciata di chilometri da quartiere San Vito a Bassano, ma in realtà lontano anni luce.
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