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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Politica

Di tutto, di più

Il candidato sindaco Roberto Campagnolo presenta il suo “claim” elettorale, anticipa un altro punto del suo programma e critica l’esposizione delle bandiere di partito sul Ponte Vecchio alla presentazione della coalizione di Elena Pavan

Pubblicato il 08-04-2024
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Roberto Campagnolo Sindaco

Rieccola qua, la conferenza stampa “terapeutica” del candidato sindaco del centrosinistra (Partito Democratico, Bassano Passione Comune, Più Europa, Movimento 5 Stelle) Roberto Campagnolo.
Aveva inventato questo “format curativo”, finalizzato a lenire i sintomi da stress dei cronisti impegnati a seguire la politica bassanese, nell’incontro con i media di annuncio dell’accordo coi 5 Stelle, tenutosi il giorno successivo alla presentazione della candidatura a sindaco di Nicola Finco, gran chef dell’insalata mista composta da Lega, Forza Italia, Democrazia Cristiana e Italia Viva.
“Visto il tenore delle conferenze stampa a cui siete stati invitati nei giorni scorsi - aveva dichiarato -, la nostra vuole avere degli effetti quasi terapeutici. Si torna a parlare di politica secondo canoni sensati, legati al valore delle cose che si dicono.”

Il candidato sindaco Roberto Campagnolo con il suo ‘claim’ elettorale (foto Alessandro Tich)

In quella occasione avevo scherzosamente annunciato nel mio articolo l’uscita di un nuovo farmaco contro lo stress e il mal di testa da confusione da pre-campagna elettorale: il Campagnolox, tipo Maalox o robe del genere.
Ma oggi, neanche a farlo apposta, presso la sede dell’associazione Focus in via Marco Sasso in città si tiene la nuova conferenza stampa convocata dal consigliere di minoranza uscente e già vicesindaco dell’amministrazione Poletto.
La quale segue di pochi giorni il caotico e nervoso incontro con i giornalisti dell’associazione Idea X Bassano di Ilaria Brunelli & Friends, di cui al mio articolo “Gimme Five”.
“Il Campagnolox non può più esserci, perché la X appartiene ad altri - ironizza il candidato sindaco -. Propongo un nuovo farmaco: il Campagnolin.”
Una cosa tipo Aulin o Augmentin, insomma.
E ancora una volta, visto l’orario di convocazione dell’incontro con la stampa (12.15), lo assumo prima dei pasti.

Pc, Power Point e monitor a favore di pubblico: per dire le sue cose, supportate dalle immagini sul video, Campagnolo si è preparato bene.
“Bassano ha un enorme valore inespresso e deve ritrovare ambizione e capacità per essere protagonista nel futuro - esordisce -. Un potenziale inespresso che in questi cinque anni ha toccato il minimo storico.”
“Per chi ha l’onere di governare la città non devono esserci divisioni - aggiunge -. Un elemento che ha penalizzato non poco l’ultimo mandato, con situazioni anche paradossali.”
Un modo per dire, dal punto di vista dell’aspirante primo cittadino, che Bassano “merita di più”.
Da qui il “claim” - come si dice parlando figo - di Campagnolo Sindaco, che altro non è che il suo motto elettorale, annunciato per l’occasione: “Bassano è di più”.
Si aggiunge anche il logo, che è un segno “più” stilizzato, con i numeri 24 e 29, corrispondenti all’anno di inizio e all’anno conclusivo del prossimo mandato amministrativo.
Sono pronti anche i manifesti elettorali con la fotona del candidato sindaco affiancata dal “claim” e dal logo di cui sopra, che vengono svelati in anteprima da due solerti valletti che spostano i pannelli di cartone collocati alle spalle di Campagnolo, facendo apparire il poster da collezione.
Non c’è che dire: di tutto, di più.

Roberto Campagnolo coglie l’attimo anche per anticipare un altro punto del suo programma, dopo il primo round dedicato alla proposta del referendum consultivo obbligatorio, rivolto ai cittadini per le grandi questioni che emergono nel corso del mandato e non sono state previste dal programma elettorale.
Si tratta dell’“autobus a chiamata” o se preferite, sempre per parlare figo, dell’“autobus on demand”.
È un sistema di trasporto pubblico a richiesta, per l’appunto, che è già operativo in città come Trieste ed è in fase sperimentale a Verona.
Il candidato sindaco parte dal dato di fatto che, fatta eccezione per le corse legate agli orari di apertura e di chiusura delle scuole, le numerose rimanenti corse vedono gli autobus viaggiare in città praticamente vuoti.
Il costo del trasporto pubblico urbano si aggira mediamente su 1 milione e 200mila euro all’anno, di cui appena il 30% è coperto dalla bigliettazione mentre il restante 70% da fondi pubblici, nazionali e comunali.
Da qui il progetto “ChiAMA l’Autobus”: tramite una specifica App sullo smartphone (ma anche con chiamata telefonica), il cittadino-utente invia una richiesta in tempo reale per garantirsi entro un tempo medio di 20 minuti il passaggio di un bus pubblico alla fermata più vicina, per essere trasportato verso una fermata prefissata.
L’autista del bus è dotato di un dispositivo touch-screen con il quale riceve le richieste e si sposta con il suo mezzo di conseguenza.
“L’obiettivo - afferma Campagnolo - è quello di superare l’attuale limite del trasporto pubblico locale che ha corse troppo distanziate e di razionalizzare l’utilizzo delle risorse che vengono gestite in maniera flessibile.”
Tempo previsto per attivare la fase sperimentale del servizio: circa 8 mesi dall’insediamento dell’amministrazione comunale.
Data prevista dell’avvio del servizio sperimentale dell’autobus a chiamata: settembre 2025.

L’ultima parte della conferenza stampa del candidato sindaco di centrosinistra è invece di natura prettamente politica.
Campagnolo punta il mirino sulla presentazione della coalizione a sostegno del candidato sindaco Elena Pavan, svoltasi sabato scorso sul Ponte di Bassano:
“Sono state esposte sul Ponte delle bandiere con simboli di partito e credo che sia stata la prima volta.”
Riprende un articolo del Giornale di Vicenza del 2014 che ripercorre la storia del Ponte Vecchio fatto esplodere il 15 febbraio 1945 da una quindicina di combattenti della formazione partigiana Martiri del Grappa al comando del prof. Primo Visentin “Masaccio”, per impedire il passaggio dei tedeschi in ritirata.
L’azione di sabotaggio fu la prima grande azione partigiana dopo il rastrellamento nazifascista sul Grappa e l’impiccagione di oltre trenta giovani lungo l’attuale viale dei Martiri.
Campagnolo ricorda come l’azione del gruppo di Masaccio fosse stata messa in atto a metà del Ponte e osserva come la presentazione della coalizione pro Pavan, con l’esibizione delle bandiere di partito, si sia svolta “proprio nello stesso punto”.
Tra le bandiere con simboli di partito esibite nell’occasione c’era anche quella di Fratelli d’Italia.
Quindi il candidato sindaco cita Wikipedia: “Fratelli d’Italia è descritto come un partito nazional-conservatore, nazionalista, populista di destra, reazionario, conservatore in campo sociale e post-fascista.”
“È incredibile come tutto questo strida con l’immagine del Ponte ferito per la resistenza al nazifascismo - tuona Campagnolo -. Questa cosa, per Bassano e rispetto al Ponte Vecchio, è inaccettabile.”
Poi il candidato sindaco ce ne ha anche per Idea X Bassano.
Rivela di non avere ancora ricevuto il documento con i cinque punti che l’associazione di Ilaria Brunelli & Friends ha dichiarato di voler trasmettere a tutti i candidati sindaci di Bassano del Grappa, ma di averne già appreso i contenuti dall’articolo di Bassanonet.
“Non saremo i loro rappresentanti - è la sua frecciata -. Se vogliono, risparmino di stampare un foglio A4 per consegnarcelo, facciamo il bene dell’ambiente.”

Concludo con un particolare curioso: sul tavolo da cui parla Roberto Campagnolo è appoggiato un megafono.
È il megafono che viene utilizzato per l’organizzazione sul posto delle “passeggiate nei quartieri”: la formula on the road di incontro diretto del candidato sindaco e della sua coalizione con i cittadini, inaugurata qualche giorno fa con la prima passeggiata elettorale in quartiere San Vito.
“Il megafono è a disposizione anche del cittadino - spiega -, se qualcuno vuole dire qualcosa ad alta voce.”
E già mi immagino Campagnolo che si affaccia alla finestra di casa e, come nella celeberrima scena di Totò, invita gli elettori al megafono:
“Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio.”
Anzi, pardon: “Vota Roberto.”

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