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Marechiaro fa chiarezza

Vendita attività pizzeria Marechiaro-Aquila: dopo il nostro articolo di ieri arrivano le precisazioni della proprietà. “È stato firmato solo un pre-contratto, non c’è ancora nulla di definitivo”

Pubblicato il 04 gen 2024
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Marechiaro fa chiarezza.
Ha suscitato scalpore in città il nostro articolo di ieri sulla vendita dell’attività della pizzeria Marechiaro-Aquila, la prima e quindi la più storica pizzeria di Bassano del Grappa, dopo che questa ha chiuso definitivamente i battenti.
Tuttavia, fonti vicine alla proprietà ci hanno interpellato per fornire alcune doverose precisazioni in merito a quanto dichiarato ieri a chi vi scrive dal co-fondatore del locale, presente a Bassano dal 1963, Giuseppe Di Rosa.

Foto Alessandro Tich

E andiamo subito al dunque.
Abbiamo innanzitutto ricevuto la conferma che ad essere interessati a rilevare l’attività sono degli imprenditori cinesi, ma la proprietà chiarisce che “non è stato firmato alcun contratto di affitto”.
“È stato firmato solo un pre-contratto, non c’è ancora nulla di definitivo - specificano i referenti di Marechiaro-Aquila -. È in atto una trattativa, un’opzione. Andranno verificate alcune cose e solo dopo la verifica si deciderà se il contratto si fa oppure no.”
Le precisazioni riguardano anche le motivazioni della messa in vendita dell’attività della pizzeria a gestione famigliare.
La questione non riguarda in alcun modo, come abbiamo indicato tra le possibili ipotesi, possibili o presunti problemi di gestione economica.
La proprietà smentisce inoltre a tal riguardo quanto affermato da Di Rosa e cioè che i suoi figli, che principalmente portavano avanti l’attività della pizzeria Marechiaro-Aquila negli ultimi anni, “non ne vogliono più sapere”.
Nulla a che fare con i costi di conduzione del locale, con la spesa per le materie prime, con gli esborsi per le bollette dell’energia, con un sovraccarico di oneri o con qualsiasi altro motivo di natura economico-finanziaria.
“Noi abbiamo chiuso - rivelano le nostre fonti - perché non c’erano più le condizioni famigliari per andare avanti.”
A motivare la sofferta decisione di chiudere lo storico pubblico esercizio dopo 60 anni di attività è stata insomma una sorta di gap generazionale nella visione imprenditoriale di conduzione dello stesso.
L’unica cosa al momento certa è che l’Aquila, in quanto pizzeria gestita dalla famiglia Di Rosa che è anche la proprietaria dei muri del locale, non esiste più.
Ora si volta comunque pagina, in attesa delle firme definitive sugli atti e degli sviluppi ufficiali della vicenda.

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