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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Politica

Consiglio d’Istituto

Ristrutturare la Scuola Mazzini? Costa 10 milioni di euro. La rivelazione dell’assessore Zonta in consiglio comunale. “Ma prima di progettare la ristrutturazione, dobbiamo capire cosa farne”. E poi, sull’Isacc…

Pubblicato il 26-09-2023
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Bassano è di piùBallottaggio

Non ci avevo ancora pensato, fino ad oggi.
Ma mi è venuto in mente, presenziando questo tardo pomeriggio alla prima parte dei lavori del consiglio comunale, che il mandato di un’amministrazione comunale e il ciclo della scuola primaria hanno la stessa durata: cinque anni.
Ed ecco che scatta la mia solita molla da associazione di idee.

Foto Alessandro Tich

Penso infatti a un ideale bambino (o bambina) che dopo l’insediamento dell’amministrazione Pavan nel 2019 entra con emozione in classe per il suo primo giorno di prima elementare.
Ora siamo al quinto e ultimo anno dell’amministrazione Pavan e quel bambino o bambina è ormai pronto/pronta per il passaggio, dal settembre prossimo, alla scuola media.
Eppure, in tutto questo tempo, necessario a far crescere un alunno dall’età successiva all’asilo a quella del ciclo secondario inferiore di studi, una soluzione per la nuova destinazione d’uso della Scuola Mazzini non è stata ancora trovata.
Ne scrivo perché è l’argomento della prima interrogazione consiliare delle minoranze posta all’ordine del giorno, presentata dalla consigliera Anna Taras ed avente per appunto ad oggetto la Scuola Mazzini.
Ne ho già scritto nel mio precedente articolo “Municipios Cinemas” ma ne ripeto i contenuti. L’interrogazione riporta la dichiarazione a mezzo stampa del 31 agosto del sindaco Pavan secondo la quale “era stato disposto uno studio al fine di chiarire la situazione dell’immobile ex Scuola Elementare Mazzini”.
Il testo rileva inoltre “che nel corso del presente mandato questa Giunta ha commissionato più consulenze al fine di definire la situazione della Scuola Elementare Mazzini”.
L’interrogazione chiede pertanto a sindaco e giunta “quali e quante consulenze professionali siano state disposte per la valutazione per la valutazione della situazione dell’immobile Scuola Elementare Mazzini, compresi gli studi di fattibilità per nuova e/o diversa destinazione dell’immobile”.
E ancora “il costo complessivo delle suddette consulenze professionali, sia quanto ad oggi erogato, sia quanto ad oggi deliberato a titolo di costo”.
Infine, “perché ad oggi, dopo la chiusura urgente della scuola elementare per il grave stato di deperimento dell’immobile non è stato effettuato alcun intervento di manutenzione”.

Nella sua risposta, l’assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco Andrea Zonta afferma che “per la Scuola Mazzini non c’è stata nessuna consulenza”.
Nel senso che, notoriamente, sono stati affidati in passato due studi di fattibilità, che oltre alla Mazzini comprendevano le aree dell’ex Polo Santa Chiara e del Giardino Parolini, ma non si tratta di “consulenze”.
L’assessore ripercorre quindi i due incarichi, il primo a Mesa Srl per il “concept” progettuale del Polo Urbano dell’Innovazione e il secondo a GrisDainese Srl per la proposta architettonica, ricordando anche le cifre corrisposte dal Comune.
”Sulla Mazzini non sono stati spesi altri soldi e neanche sono in previsione di spesa”, afferma, smentendo di fatto la dichiarazione a mezzo stampa del sindaco.
La parte più interessante della replica del vicesindaco arriva però in risposta al perché, dopo la chiusura della Mazzini, non sia stato effettuato alcun intervento di manutenzione.
“L’edificio non è stato affidato alla manutenzione perché la manutenzione riguarda la sua interezza - sono le sue testuali parole -. La Mazzini ha problemi strutturali e ha bisogno di una ristrutturazione.”
Ed ecco la rivelazione: ”La ristrutturazione comporta però un’ingente spesa: 10 milioni di euro. Ma per progettare come ristrutturarla, dobbiamo prima valorizzare quello che all’interno si può fare.”
“Ci sono già 100.000 euro stanziati per la progettazione, ma so già che non basteranno - prosegue Zonta -. Dobbiamo prima capire la destinazione d’uso, discutendone anche in commissione, e poi fare il progetto di ristrutturazione dell’intero stabile.”
“Dopo oltre quattro anni di questa amministrazione, sulla Mazzini non c’è mai stata condivisione - controreplica la consigliera Taras -. Non c’è un’idea su questo immobile e su cosa è possibile fare di questo immobile. Questa amministrazione è priva di idee. È grave che sulla progettazione per il Santa Chiara e la Mazzini non ci sia mai stata un’apertura di dibattito. Il progetto Genius Center è stato presentato senza una discussione né in sede di commissione, né nei confronti della città.”
Fine del Consiglio d’Istituto.

La prima parte del consiglio comunale, ancora presieduto dal facente funzioni Riccardo Poletto dopo le dimissioni dall’incarico di Stefano Facchin, riserva ancora qualche appunto degno di nota per il bloc notes del cronista.
A cominciare dal primo punto all’ordine del giorno.
Vale a dire la surroga della consigliera comunale dimissionaria del PD Chiara Campana e il subentro al suo posto del segretario politico del PD cittadino Luigi Tasca, che viene approvato dall’assemblea ma coi due voti di astensione di Roberto Gerin, capogruppo Lega e di Gianluca Pietrosante di #Pavan Sindaco, ma in realtà di Fratelli d’Italia.
Per la serie: se il buongiorno si vede dal mattino.
C’è anche la seconda rivelazione dell’assessore Zonta, in modalità Fatima, rispondendo alla domanda dell’interpellanza su lavori del Ponte Nuovo che chiedeva perché siano stati prorogati fino al 19 gennaio.
Dopo avere spiegato il perché della proroga, sostanzialmente legata alle alchimie burocratiche del contratto di appalto, annuncia per la gioia di tutti i droni del mondo:
“La ditta esecutrice mi ha anticipato che tra il 12 e il 20 ottobre sarà aperta una corsia per il transito ciclopedonale e che tra il 15 e il 20 novembre ci sarà la riapertura del Ponte, quindi molto prima di Natale.”
“Sempre che non ci siano imprevisti - aggiunge -, che gli austriaci non ritardino nella consegna dei lampioni, eccetera.”
Gli austriaci che consegnano i lampioni? Caspita: qui l’intrigo diventa internazionale.
“Dopodiché - ribatte Zonta riferendosi alle polemiche di questo periodo - i lavori sul Ponte non se li ricorderà più nessuno.”
Amnesy International.

Un altro appunto sul mio taccuino riguarda l’interrogazione delle minoranze, presentata dalla consigliera Erica Fontana, sul perché dallo scorso febbraio non siano stati ancora surrogati i due consiglieri dimissionari del CdA di Isacc, l’istituto che gestisce la Casa di Riposo.
Nella sua risposta il sindaco Pavan ricorda il consiglio comunale del 28 febbraio con la mozione di sfiducia nei confronti del CdA di Isacc, votata sia dalla maggioranza che dalle minoranze, fatta eccezione per Marina Bizzotto di Impegno per Bassano.
“Non abbiamo proceduto con la surroga - dichiara il sindaco - perché rimanendo i tre superstiti nel CdA la funzionalità dell’organo è comunque garantita. I due consiglieri in surroga sarebbero stati comunque in minoranza rispetto ai tre superstiti.”
“Non abbiamo nominato i due nuovi consiglieri nel CdA per rispetto alla volontà e alla decisione presa in quest’aula - prosegue la prima cittadina -. Sarebbe stato come legittimare l’operato dei tre membri superstiti che sono stati invece sfiduciati in quest’aula.”
“Una cosa molto grave, sembra una scusante per non toccare un CdA che vi fa comodo per il Piano Mar - replica la consigliera Fontana -. La sfiducia del CdA da parte della maggioranza è stata una manfrina.”
E passo adesso, per concludere, agli argomenti superstiti.

Uno in particolare: l’atto di indirizzo per l’intitolazione della sezione “Storia della Città” del Museo Civico a Pietro Fabris.
Illustrato dal sindaco e approvato all’unanimità, come avevo previsto in un precedente articolo e come volevasi dimostrare.
Sono le 20 circa e devo rientrare a casa, ma faccio ancora in tempo ad assistere ad un nuovo “corto circuito” in seno alla maggioranza.
La consigliera e capogruppo di Impegno per Bassano Marina Bizzotto propone infatti di anticipare il quindicesimo e ultimo punto all’ordine del giorno.
Il punto riguarda l’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale. Riguardo al quale gli spifferi dal Brenta fanno già da tempo riecheggiare il nome del capogruppo della Lega Roberto Gerin. Ma è proprio Gerin ad opporsi alla richiesta della Bizzotto, dichiarando la sua contrarietà. La proposta viene messa ai voti: respinta con 11 voti favorevoli e 13 voti contrari.
Se ne riparlerà in orario più tardo, quando le carrozze si ritrasformano in zucche.

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