Ultimora
21 Jan 2026 16:39
Liceo nel Veneziano vince 45mila euro per potenziare il laboratorio
21 Jan 2026 15:32
A Cortina anteprima di "Rosso Volante" film Rai su Eugenio Monti
21 Jan 2026 14:45
The Human Safety Net lancia una collaborazione con Marinella Senatore
21 Jan 2026 13:58
Cgil, 'Venezi arrogante e sprezzante con i lavoratori della Fenice'
21 Jan 2026 13:22
Università di Padova, in Veneto 3 donne su quattro vittime di molestie
21 Jan 2026 17:50
Il marito di Federica Torzullo confessa il femminicidio. 'Non volevo perdere l'affidamento di mio fi
21 Jan 2026 17:54
Lagarde ha abbandonato la cena con Lutnick dopo le critiche all'Europa
21 Jan 2026 17:24
Sciatore di 21 anni sbatte contro un albero e muore a Courmayeur
21 Jan 2026 16:25
Il Parlamento europeo sospende l'intesa sui dazi con gli Usa
“Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.”
È quanto scrive Italo Calvino nel suo celebre romanzo Le città invisibili.
Anche le città visibili, e soprattutto direi, hanno un patrimonio di memoria e di segni d’un linguaggio senza la cui conoscenza è impossibile capirne e carpirne l’autentico spirito, quello che trasforma una visita, nell’andarle a scoprire, in un’esperienza.
Daniela Feltrin e Alessandro Comin alla presentazione del libro presso la libreria caffè Cuore d’Inchiostro (foto Alessandro Tich)
È il caso di Treviso, raccontata nel libro “Treviso Meravigliosa” (sottotitolo: “Storie quotidiane della città gioiosa”) di Alessandro Comin.
Ne scrivo con piacere perché nelle mie precedenti vite Treviso è stata una città che ho frequentato spesso, nelle gite domenicali di famiglia. Abitavamo a Mestre e per andare nel capoluogo della Marca bastava percorrere il lungo e largo rettilineo del Terraglio, costeggiato per chilometri da alberi e da ville e lungo il quale alcuni anni più tardi, a Mogliano Veneto, avrei anche frequentato il liceo scientifico, sezione staccata del liceo “Da Vinci” di Treviso. Volente o nolente, finivo sempre là.
Pensavo di conoscere Treviso, o perlomeno di essere abbastanza esperto dei suoi angoli di centro storico e itinerari. Finché un giorno ho scoperto che non conosci una città se non trovi qualcuno che te ne faccia scoprire il vero volto.
È accaduto un giorno quando lavoravo per Telealto Veneto e col mio cameraman mi sono recato a Treviso per realizzare un reportage dal titolo che era tutto un programma: “Andar per ombre”. Lì mi attendeva un cicerone d’eccezione, anche se non trevigiano di nascita: Marco Paolini. Già attore noto, ma era ancora un Paolini precedente al suo boom del Vajont che lo ha trasformato in un mito nazionale del palcoscenico. Con lui ho trascorso quasi un’intera giornata, davvero piacevole, percorrendo il giro classico dei locali e delle osterie frequentate abitualmente dagli autoctoni. E tra ombre e cicchetti, compresi i nervetti che abbiamo assaggiato e che mi ricordo ancora, Paolini mi raccontava al microfono aneddoti, storie, curiosità, leggende e tradizioni legate alla città e alla sua gente.
Quella volta ho avuto l’impressione (eccola qua, la visita che si trasforma in esperienza) di sentirmi “trevigiano per un giorno”, condividendo i rituali della Treviso gaudente, uno dei diversi volti della città felicemente descritti nel libro di Comin.
Alessandro Comin, giornalista, è un nome e un volto notissimo a Bassano del Grappa.
È infatti il responsabile dell’area bassanese del Giornale di Vicenza, oltre a scrivere per le pagine culturali dei quotidiani del gruppo Athesis.
È però nato e cresciuto a Treviso, città che ama sin da bambino, e qui ha trascorso buona parte del suo quasi quarantennale percorso professionale che lo ha portato ad essere, tra le altre cose, capo della redazione cittadina del Gazzettino, prima di diventare caporedattore del fascicolo nazionale.
“Treviso Meravigliosa” è il suo libro di esordio, uscito per i tipi delle Edizioni della Sera e compreso in una collana di “storie emozionali” della casa editrice che raccontano le città italiane in modo diverso dalle consuete pubblicazioni dedicate ai capoluoghi del Bel Paese.
È come se ci venisse chiesto di addentrarci alla scoperta di Treviso disattivando il navigatore satellitare e attivando il navigatore dei ricordi e delle emozioni, trasferite dall’autore al lettore.
Comin riesce a farlo con una prosa scorrevole e accattivante, scomponendo i tanti volti della città in capitoli brevi che producono l’effetto ciliegia: uno tira l’altro.
E partendo dai quattro elementi che di Treviso costituiscono l’anima: l’acqua (che a Treviso è ovunque), l’aria (in una città che va scoperta col naso all’insù), la terra (simbolo delle sue origini contadine) e il fuoco (quello della più grande ferita della storia: il bombardamento americano del Venerdì Santo 7 aprile 1944, ricordato ogni 7 aprile dai rintocchi della campana della Torre Civica).
Il libro prosegue quindi con una guida sentimentale sui più diversi aspetti della storia e della quotidianità cittadina e in 190 pagine emerge un affresco fatto di rapide pennellate della Treviso più autentica, con le sue storie, i suoi personaggi e i suoi segni d’un linguaggio, capitale non solo gioiosa ma assai più composita della Marca Gioiosa, fin che la Marca va.
“Fare un libro per questa collana vuol dire scrivere un atto d’amore per la città con un contributo personale, spiegando qual è il modo di vivere e di essere trevisani, in questo caso”, spiega Alessandro Comin in un incontro di presentazione del suo libro che si tiene presso la libreria caffè Cuore d’Inchiostro in Villa Cà Rezzonico a Bassano.
A intervistarlo è la contitolare di Cuore d’Inchiostro Daniela Feltrin, trevigiana anche lei (o trevisana? il fatto di non saperlo tradisce le mie origini “foreste”) per parte di padre.
Nella prima fila del pubblico sembra quasi di assistere a una riunione del gruppo di maggioranza: ci sono l’assessore alla Cultura Giovannella Cabion, che porge il saluto anche a nome del sindaco Pavan, l’assessore al sociale Mavì Zanata, il presidente del consiglio comunale Stefano Facchin, la presidente di commissione Lucia Fincato.
Nelle retrovie della platea siede invece, più distaccato, il sindaco di Tezze sul Brenta Luigi Pellanda.
La chiacchierata con l’autore, supportata dalle slides proiettate su uno schermo, ripercorre alcuni temi e curiosità contenute nel libro.
Ne cito alcune a caso: il primo dipinto al mondo che raffigura una persona con gli occhiali (nella Sala del Capitolo del convento domenicano di San Nicolò), i retroscena del film “Signore e Signori”, la pescheria realizzata su un’isola artificiale, la collezione dei manifesti pubblicitari Salce, il “perché” del nome Treviso.
Di particolare impatto il racconto del tragico bombardamento sulla città del Venerdì Santo del ’44, che causò un migliaio di morti e distrusse l’ottanta per cento degli edifici.
Comin, riferendosi a suo padre, si dice orgoglioso di essere figlio di quella generazione che ha saputo risorgere da quelle macerie, ricostruendo non solo la città ma anche lo spirito di comunità.
E ancora altre curiosità non mancano: dalla celebre “fontana delle tette” che ai tempi della Serenissima, alla nomina di ogni nuovo podestà, faceva zampillare vino bianco da un seno e vino rosso dall'altro, fino alla storia delle mitiche carte da gioco trevisane Dal Negro, con le quali personalmente chi vi scrive - e chissà quanti altri - ha giocato da giovane centinaia di partite a scopa e a briscola.
Sono i tanti pezzetti di un colorito mosaico che si chiama Treviso e che viene composto da Alessandro Comin tassello per tassello, invitando però il lettore a costruire l’immagine complessiva.
È un libro che va dunque gustato e goduto a sorsi, come una buona ombra all’ombra del Palazzo dei Trecento.
Il 21 gennaio
- 21-01-2025Ordini tassativi
- 21-01-2025In Fietta e furia
- 21-01-2024Wonder Pavan
- 21-01-2023Premiato Ristorante Da Morena
- 21-01-2022Riapriamo il discorso
- 21-01-2022L’ascensore comunale
- 21-01-2021Ci mancava Radetzky
- 21-01-2020Giro giro tondo
- 21-01-2019A tutti i costi
- 21-01-2019Skatewar
- 21-01-2019Nel giallo dipinto di blu
- 21-01-2018Il sindaco e l'ospedale
- 21-01-2017Arrestato e denunciato nigeriano per possesso di droga
- 21-01-2015“La senatrice invisibile”
- 21-01-2015Zaia: “Bene che Carabinieri restino a Bassano, ma terremo guardia alta”
- 21-01-2015Il Papa in jeans
- 21-01-2015Nuova Valsugana, “Dilettanti allo sbaraglio”
- 21-01-2013Liste Lega Nord: Todaro nei piani alti. In bilico la rielezione della Lanzarin
- 21-01-2013Elezioni, FLI candida Giunta
- 21-01-2012Mezzo miliardo al Veneto. Filippin: “Dove sono i meriti della Lega?”
- 21-01-2012Restauro San Giovanni: “Nessuna risorsa dall'8x1000”
- 21-01-2011I conti in rosso del Museo Civico
- 21-01-2011Bassano Fiere: l'uscita di scena dei Pasinato
- 21-01-2009Filarmonica Bassanese: nuovo logo e una nuova composizione per Bassano
- 21-01-2009L'ambulatorio per clandestini esiste già da un anno e mezzo
Più visti
Attualità
16-01-2026
Il 'The Times' incorona il Veneto: siamo noi la regione da visitare (impalcature comprese)
Visto 17.015 volte
Attualità
16-01-2026
La Fiamma Olimpica a Bassano: mercoledì 21 il passaggio sul Ponte Vecchio
Visto 13.504 volte
Geopolitica
17-01-2026
Italia – Giappone: collaborazione nel settore della difesa e non solo
Visto 8.831 volte
Attualità
16-01-2026
Il 'The Times' incorona il Veneto: siamo noi la regione da visitare (impalcature comprese)
Visto 17.015 volte
Attualità
16-01-2026
La Fiamma Olimpica a Bassano: mercoledì 21 il passaggio sul Ponte Vecchio
Visto 13.504 volte
Geopolitica
05-01-2026
La Danimarca acquista missili dagli Stati Uniti nonostante le pretese di Trump sulla Groenlandia
Visto 11.133 volte
Geopolitica
22-12-2025
L’India beneficia della guerra in Ucraina acquistando petrolio russo a prezzi scontati
Visto 9.759 volte
Geopolitica
29-12-2025
Pyongyang potenzia le operazioni di pirateria informatica legate alle criptovalute
Visto 9.376 volte



