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La città di Piero
Grave lutto per la comunità bassanese: è morto il senatore Pietro Fabris
Pubblicato il 03 ott 2022
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Grave lutto per la comunità bassanese: oggi è mancato il senatore Pietro Fabris. Aveva 87 anni.
Come accade per tutti gli illustri, la triste notizia si è subito diffusa da un telefonino all’altro, suscitando un sincero cordoglio.
Perché Piero, come lo chiamavano i suoi concittadini, era una persona che ha saputo catalizzare la stima di tutti, indipendentemente dalle idee di parte o dall’orientamento politico.
Il senatore Pietro Fabris (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
A seguito della sua scomparsa è giunto in redazione nel pomeriggio un comunicato del sindaco Elena Pavan.
“La scomparsa di Pietro Fabris, il Senatore Fabris - scrive il sindaco di Bassano del Grappa - ci addolora profondamente perché ci lascia una persona saggia, autorevole, prodiga di consigli particolarmente preziosi, sia per la sua lunga esperienza politica che per la conoscenza e l’amore per la sua e nostra città.” “A Bassano, a Venezia, a Roma, in ogni luogo che lo ha visto rappresentare il nostro territorio e nelle tante associazioni in cui si è impegnato - prosegue la nota -, ha saputo coniugare sapere e pragmatismo.”
“Sempre disponibile all’ascolto di tutti, fautore di progetti che hanno contribuito a delineare la comunità che siamo oggi e a tramandarne la storia - conclude Elena Pavan -, lascia un esempio unico di impegno civico. Il suo ricordo si accompagni alla nostra gratitudine. Ci mancherà.”
La carriera politica del senatore è stata contraddistinta da un crescendo di incarichi nell’epoca d’oro della Democrazia Cristiana, nel segno di un consenso personale, quando alle politiche si dava ancora il voto di preferenza, davvero altissimo, con percentuali oggi inarrivabili.
Sindaco di Bassano del Grappa dal 1967 al 1975, dopo essere stato consigliere e assessore comunale, fu anche consigliere e assessore regionale e quindi senatore, eletto per tre mandati consecutivi a Palazzo Madama dal 1987 al 1996, prima con la DC e poi, dopo la fine dell’era della Balena Bianca, col Partito Popolare Italiano e quindi col CdU.
Sono stati tanti i politici eletti al Senato nelle varie legislature nel collegio di Bassano, ma “il senatore” per antonomasia era solamente lui.
Questo anche perché la sua aura di figura di riferimento della comunità bassanese e di memoria storica della città ha continuato ad irradiarsi anche dopo il suo ritiro dalla scena politica, cosa che non viene riconosciuta a tutti.
Negli anni successivi alla sua partecipazione attiva in politica Pietro Fabris ha proseguito nel suo impegno e disponibilità nei confronti della sua città, sia come presidente della Casa di Riposo che, tra le altre cose, come presidente del Comitato per la Storia di Bassano e come socio onorario dell'Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano.
Della città era anzi diventato negli anni un’inconfondibile icona.
Lo si incrociava spessissimo mentre passeggiava per le vie del centro, con il suo classico loden e il suo berretto in testa nei mesi freddi, assieme all’inseparabile moglie Rosella oppure alle tre figlie Maria Elena, Antonella e Francesca, esponenti di una fruttuosa prole che comprende anche il figlio maschio Luigi, oppure tutti insieme, regalando sempre il modello di una bella famiglia solida e unita. Salutava sempre tutti, me compreso, e concedeva sempre una battuta e una buona parola.
Non è retorica e non è assolutamente una frase fatta affermare che Piero amava profondamente la sua città. Persona saggia e equilibrata, semplicemente lui “era Bassano” e ne incarnava i valori, il modo di essere e la storia degli ultimi sessant’anni.
Una capacità di analisi del presente, di partecipazione all’attualità del territorio e di cognizione di causa sui grandi temi della città che ha dimostrato anche nella sua ultima intervista a Bassanonet, rilasciata al collega Luigi Marcadella il 16 novembre dell’anno scorso, in occasione del suo 87simo compleanno.
Come giornalista ovviamente ho avuto molte occasioni di incontrarlo e di parlare di lui, soprattutto negli anni in cui era assessore alla Regione Veneto e quindi senatore della Repubblica. Di lui conservo e cito spesso il netto ricordo di quello che considero un riconoscimento tra i più belli della mia carriera giornalistica, perché sincero e disinteressato. Ed è una lunga lettera, scritta a mano, che Piero mi inviò in televisione nel momento in cui aveva deciso di ritirarsi dalla politica attiva e nella quale mi ringraziava per l’interesse e l’attenzione che negli anni avevo riposto come giornalista nei suoi confronti.
Da due sole persone ho ricevuto un attestato di ringraziamento al termine dei loro incarichi pubblici: il senatore Fabris e il sindaco Stefano Cimatti. Perché signori si nasce.
In tempi assai più recenti ho avuto modo di avere nuovamente riprova della stima - sentimento autentico e reciproco - che Piero Fabris provava per me.
Ed è stato in occasione dell’uscita del libro “L’economia bassanese. Imprese e protagonisti nella storia del territorio”, edito da quel Comitato per la Storia di Bassano di cui era il presidente. Me ne aveva lasciato una copia in omaggio presso la sede della Pro Bassano e si era sincerato che la Pro Bassano me lo consegnasse perché, come mi avevano riferito, “ci teneva moltissimo”. Ora quel libro, che conservo a casa, diventa una testimonianza storica che va ben oltre il suo contenuto.
Tra le tante cose che ne tramanderanno il ricordo, il senatore è stato anche una delle anime principali dei gemellaggi della città di Bassano. L’ultra quarantennale gemellaggio con la città tedesca di Mühlacker era stato infatti preceduto dal Patto di Amicizia siglato nel 1975 proprio da Pietro Fabris, nella sua veste di sindaco di Bassano, e dall’allora borgomastro di Mühlacker Gerhard Knapp.
Nel prossimo fine settimana è in programma in città la Fiera Franca e nella circostanza arriveranno le delegazioni delle due città gemellate di Mühlacker e Voiron e anche di Mostar, la città del “gemellaggio tra i due Ponti”. Venerdì sera ci sarà un grande incontro fra le tre delegazioni assieme all’amministrazione di Bassano, finalizzato a delineare i programmi comuni per il futuro, e tra i partecipanti avrebbe dovuto esserci anche il senatore, riconosciuto faro di esperienza e di saggezza anche per un’occasione come questa.
Ma la cosa, purtroppo, non avverrà.
Ora la città di Piero, nel momento dell’ultimo saluto, che si terrà mercoledì 5 ottobre alle ore 15 nella chiesa di San Francesco, saprà stringersi attorno alla sua famiglia e ricambiare tutto l’affetto da lui rivolto a Bassano nel corso della sua vita.
E questa volta la lettera di ringraziamento nei suoi confronti, idealmente, dovremo scriverla tutti noi.
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