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Un’ora e tre quarti incollati ai posti a sedere pre-assegnati e distanziati della Sala Da Ponte, super green pass controllato all’ingresso, occhiali appannati per chi li porta e mascherina FFP2 che lascia liberi solo gli occhi e le orecchie per vedere e ascoltare la cerimonia. Non è il massimo per un giorno di festa, ma c’è di peggio nella vita.
E non vorrei essere nei panni dei tre vigili della Polizia Locale che se ne stanno ritti in piedi ed immobili sul palcoscenico, per tutto il tempo, con il gonfalone della Città di Bassano da tenere fermo e la saracinesca certificata chiusa sopra naso e bocca.
Ma dopo i festeggiamenti online dell’anno scorso, quest’anno perlomeno siamo “in presenza” e la celebrazione civica della festività di San Bassiano si sforza di assomigliare a quelle dell’era pre-Covid, quando gli assembramenti - oggi non permessi - altro non erano che il segno della grande partecipazione dei bassanesi a questo appuntamento sempre uguale a sé stesso, per quanto ad ogni edizione cambino i destinatari dei premi attribuiti dall’amministrazione comunale ai concittadini benemeriti.
Alberto Luca e Giandomenico Cortese, del Museo Hemingway e della Grande Guerra - Fondazione Luca, ricevono il Premio Cultura Città di Bassano del Grappa (foto Alessandro Tich)
La cerimonia di San Bassiano è anche il momento privilegiato della pubblica passerella dei governanti cittadini: lo è sempre stato e lo è anche quest’anno.
Giovannella Cabion, assessore alla Cultura e al Turismo, ripercorre “un anno di cultura” focalizzandosi sulle principali attività dei Musei Civici (che “hanno consentito il riaccendersi dell’attenzione del mondo culturale nazionale nei confronti della nostra città”), della Biblioteca Civica, dell’Archivio e di Operaestate. La Cabion parla anche di turismo: “è un’altra delle mie competenze, ampiamente penalizzata nel 2020 ha visto un deciso recupero di arrivi e presenze nel 2021 soprattutto nei mesi di settembre e ottobre in occasione dell’inaugurazione del Ponte.” Eh, se non avessimo il Ponte…
Conclusione ecumenica dell’assessore, che nel ringraziare sindaco, giunta e consiglieri comunali “per la fiducia concessa” si rivolge infine al pubblico, vale a dire “a voi tutti che insieme a noi state vivendo giorni impegnativi di resistenza, con grande capacità di resilienza per amore di Bassano, “Città di Luce”.” E speriamo che la bolletta dell’Enel non sia troppo cara.
San Bassiano 2022 è anche il momento della prima apparizione “in presenza”, sul palco della cerimonia più importante dell’anno, della direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi.
La sua è una relazione pratica, concreta, asciutta: tutt’altra cosa rispetto agli atteggiamenti spettacolarizzanti della sua predecessora. Tra le altre cose, la dottoressa Guidi fornisce alcune importanti anticipazioni per il corrente anno del Bicentenario Canoviano.
“Grazie alla strutturazione di una proficua rete di rapporti con musei e studiosi di altissimo profilo - annuncia - si sta procedendo a concretizzare il programma dell’anno canoviano che vedrà, oltre alla mostra celebrativa Canova e l’Europa, un importante convegno internazionale di studi, realizzato in collaborazione con la Gypsotheca di Possagno, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e Gallerie d’Italia-Banca Intesa, che porterà a Bassano i massimi studiosi al mondo del grande scultore e del neoclassicismo e che costituirà anche un’occasione di alta formazione per il mondo universitario che verrà coinvolto.” “Verranno inoltre realizzate - aggiunge -, iniziative espositive e performative dedicate alla creatività contemporanea con fotografia, ceramica e danza, grazie alla collaborazione con Operaestate.”
La prima parte del suo intervento, come vuole la prassi, è dedicata al tradizionale elenco delle donazioni ai Musei Civici (opere d’arte, oggetti e documenti) ricevute nell’anno passato da parte di privati benefattori e concittadini generosi. Fra gli altri, la direttrice Guidi cita anche i “due frammenti” - ovvero i famosi “due volti” - attribuiti a Jacopo Bassano e donati al Museo Civico dall’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti, tramite raccolta fondi, al termine di una estenuante e discussa vicenda: ma compie il capolavoro tattico di parlarne brevemente, mescolandoli alle altre donazioni, senza dare troppa enfasi alla cosa.
Quando alla cerimonia di San Bassiano, nel suo momento clou prima delle premiazioni, parla il sindaco pro tempore di Bassano del Grappa escono fuori tante di quelle informazioni che non basterebbero, per approfondirle tutte, dieci articoli.
Elena Pavan, come ogni primo cittadino che è intervenuto in passato su questo e sugli altri palchi della cerimonia, ricorda le cose fatte nell’anno trascorso e anticipa quelle programmate per l’anno in corso. Molte cose, peraltro, sono state già scritte su questo portale e non serve enuclearle nuovamente in questo articolo. Sul taccuino del vostro cronista è rimasto comunque impresso un passaggio “politico”, quando la Pavan parla “di nuovi e vecchi progetti attesi dalla nostra comunità”.
“Non ho timore di parlare di progetti “vecchi”, pensati da altri - dichiara il sindaco -, perché la nostra vuole essere l’amministrazione del fare, e se ad integrare la nostra programmazione ci sono idee valide che in questi anni non sono riuscite a vedere la luce, trovo sia poco saggio non farle uscire dal cassetto.” “Non temo critiche in questo senso - aggiunge -, perché quello che conta è una visione complessiva della città che migliori la qualità della vita tenendo conto delle buone idee di tutti.”
Ecumenica 2: nella giornata del Santo Patrono, ci sta.
Non posso non dare due accenni, dal discorso della Pavan, su altrettante questioni-tormentone dell’attualità locale. La prima è la candidatura al Patrimonio Mondiale UNESCO per il Ponte di Bassano: “È avviato l’iter per l’inserimento del Ponte nella Tentative List UNESCO. Il percorso è lungo e complesso, ma siamo pronti ad affrontarlo. Abbiamo ricevuto attestati di sostegno importanti, ad iniziare dalla Regione Veneto, e ci sono già stati contatti con il Ministero della Cultura per stabilire un metodo e capire quali sono i vari passi da compiere.” “Siamo fiduciosi - continua - anche perché conosciamo il valore del nostro simbolo cittadino, la sua forza.”
Il secondo è la storia infinita del Teatro Astra: “Negli ultimi mesi, dopo il grave cedimento del tetto del Teatro, si sono intensificati i contatti con la proprietà. A dicembre abbiamo iniziato a ragionare su un nuovo percorso che mi sembra foriero di una soluzione concreta e spero che il 2022 sia l’anno della possibile svolta per riportare a Bassano quello che è unanimemente riconosciuto come il “suo” teatro.” “Abbiamo aspettato tanto - è l’appello lanciato dalla sindaca -, chiedo ancora un po’ di pazienza e di fiducia.”
A proposito, dall’intervento del primo cittadino ci sono anche news sulla questione del momento: il futuro dell’area a sud dell’Ospedale. Parco o non parco?
“Ricordo in questa sede - dichiara - anche la realizzazione del nuovo Distretto sanitario, un importante investimento che la Regione Veneto, che ringraziamo, ha deciso di fare a Bassano e che andrà di pari passo con la realizzazione del nuovo parco cittadino nell’area sud dell’ospedale San Bassiano.”
Così parlò, tra le altre cose, Elena Pavan prima della cerimonia di consegna del riconoscimento ai premiati: non più la storicissima statuetta di San Bassiano, l’Oscar de noialtri, ma un piatto in modern style realizzato dall’illustratrice Elena Xausa, protagonista di una delle mostre allestite al Museo Civico nel 2021.
Per ciascun premiato, invitato a dire qualche parola al microfono, il riconoscimento ricevuto assume un significato particolare e diverso.
“Non un traguardo, ma un trampolino di lancio verso nuovi progetti”, dice sul palco Fulvio Bicego, l’uomo dei calendari a scopo benefico, a cui viene assegnato il riconoscimento “Un gesto per la città”. Fabio Mariotto, presidente della sezione Calcio della ASD Santa Croce, destinataria del Premio San Bassiano per il settore sport, vuole condividere il merito del premio non solo con i dirigenti del passato ma anche con le centinaia di persone che nei sessant’anni di storia del sodalizio sportivo ne hanno portato avanti l’attività “senza a volte ricevere neanche un grazie”.
Quest’anno il Premio San Bassiano per il sociale può invece essere ribattezzato “Premio Un Sasso Nella Scarpa”. Il premiato Roberto Volpe, che da trent’anni esatti presiede l’URIPA, Unione Regionale Istituti per Anziani, coglie infatti l’occasione per sottolineare al microfono quanto il mondo delle case di riposo durante la pandemia, e in particolare nel primo anno dell’emergenza Covid, non sia stato quello dipinto dai mezzi di comunicazione, ringraziando il personale e le famiglie, fatta eccezione per quelle che andavano in televisione ad additare gli istituti per anziani come “luoghi di morte”.
Oggi il vaccino ha rovesciato totalmente la situazione e l’unico rammarico, per il presidente URIPA, è che non sia stato trovato e diffuso prima.
Oscar Pozzobon, l’imprenditore che dà del tu alla NASA, leader dell’azienda bassanese del settore Aerospazio e Difesa Qascom, nel ricevere il Premio San Bassiano per il lavoro si rivolge ai giovani invitandoli a seguire la propria strada e le proprie aspirazioni senza paura, cogliendo le opportunità offerte anche dal nostro territorio. Sembrano parole di circostanza: non lo sono, dette da chi queste parole le ha messe in pratica nella sua vita. “Da giovane - spiega - avevo due obiettivi: fare quello che volevo e farlo dove volevo.”
E lo ha fatto. E adesso, con la sua azienda di Bassano, contribuirà alla dotazione dei sistemi per la prima missione spaziale europea sulla Luna prevista nel 2023.
Un filo diretto, dunque, tra la città del Grappa e il nostro satellite. Anche se c’è comunque da dire - e l’assessore Cabion sarà certamente d’accordo - che nel 2020 Bassanonet ha precorso i tempi: www.bassanonet.it/news/28702-la_prima_giovannella_sulla_luna.html.
Sembra invece quasi un’assemblea scolastica il Premio Città di Bassano del Grappa, assegnato quest’anno al mondo della scuola ovvero, per l’esattezza, ai dirigenti, ai professori, agli studenti e agli operatori scolastici del Bassanese, premiati per il loro impegno quotidiano nell’affrontare e nel gestire la situazione pandemica.
Prima sale sul palco, a nome di tutti, la dirigente scolastica Luisa Chenet; poi, a turno e a gruppi distinti, seguono le rappresentanze dei docenti e degli studenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. È il momento più lungo della cerimonia di premiazione, ma per un premio collettivo come questo non se ne può fare a meno.
Alberto Luca e il giornalista e curatore scientifico Giandomenico Cortese, referenti del Museo Hemingway e della Grande Guerra - Fondazione Luca, ricevono infine il piatto e la pergamena dedicati al Premio Cultura Città di Bassano del Grappa. Alberto Luca ricorda come il premio arrivi ad un mese dalla scomparsa del padre, Renato Luca, alla cui intuizione di fondare il Museo dedicato alla Grande Guerra, allora in vista del Centenario del ‘15-’18, e al mito di Ernest Hemingway va “l’intero merito” del riconoscimento. Un premio che per Fondazione Luca rappresenta uno sprone “per continuare ed aprirsi ancora di più alla città “.
San Bassiano, dall’alto della sua colonna in piazza Libertà, strizza l’occhiolino e mette like.
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