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“Noi ci t®eniamo!”
Il coordinamento del PD del Bassanese lancia un'iniziativa per l'ammodernamento della linea ferroviaria Trento-Bassano-Padova. Il consigliere regionale Fracasso: “Il Veneto è “maglia nera” per gli investimenti ferroviari in Italia”
Pubblicato il 12-02-2011
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Per lanciare l'iniziativa, hanno scelto la stazione ferroviaria dimenticata dal Signore: quella di Rossano Veneto, lungo la linea Bassano - Padova, dove i pendolari - in gran parte studenti universitari - sperimentano tutti i giorni una situazione di abbandono a dir poco da Terzo Mondo. Un vero e proprio simbolo del degrado inarrestabile dei servizi ferroviari locali.
Ma quei servizi si possono - e si devono - migliorare e ammodernare. Ne è convinto il coordinamento dei circoli del Partito Democratico della zona del Bassanese, che ha promosso l'azione congiunta “Noi ci t®eniamo!”, condivisa dai circoli del partito del comprensorio e anche della vicina Cittadella.
Progetto che vede in prima linea alcuni giovani amministratori del PD, tutti ex-pendolari che hanno provato sulla loro pelle l'ebbrezza dei viaggi FS per recarsi a Padova - in tempo utile - per andare a lezione o dare un esame.
I promotori dell'iniziativa davanti alla stazione di Rossano Veneto
L'iniziativa prevede la presentazione di una mozione a tutti i consigli comunali della zona per il coinvolgimento diretto degli stessi “nell'ammodernamento della linea ferroviaria Trento-Bassano-Padova”.
Il documento chiederà ai singoli Comuni di aderire a una commissione sovracomunale che rappresenti un “interlocutore unico” con la Regione e che si impegni a “individuare le soluzioni più opportune per lo sviluppo ferroviario nel territorio”, a “ottenere che nei futuri interventi sulle infrastrutture della Valsugana sia contemplato anche il riammodernamento della linea ferroviaria”, a “ridurre i tempi di percorrenza portandoli a standard europei”, a “risanare le stazioni” e “ad aumentare la frequenza del servizio in particolar modo nelle ore di punta”.
La mozione chiederà inoltre ai singoli consigli comunali di impegnare i rispettivi sindaci a trasmettere il documento “ai Comuni direttamente interessati dalla linea in oggetto” e al consiglio regionale.
“Nel mio Comune io sono anche consigliere comunale - ha spiegato Daniele Cuccarollo, coordinatore del PD di Tezze sul Brenta - e ho assistito alla diatriba sulla Bretella ovest. In tutti questi dibattiti e scontri sulla viabilità, in tutto il comprensorio, i nostri amministratori non hanno mai preso in considerazione la ferrovia come soluzione ai problemi di mobilità dei cittadini. Fanno eccezione solo il Comune di Bassano e le categorie economiche, che hanno posto la questione ferroviaria tra gli argomenti della loro agenda”.
E il grande paradosso è proprio in questa zona.
“A pochi metri da qui - ha osservato Cuccarollo - abbiamo una strada statale congestionata e una linea ferroviaria scarica. Lasciare la ferrovia in questo stato è un'occasione sprecata per risolvere i problemi viabilistici. Sviluppando la ferrovia non facciamo del facile ambientalismo né inseguiamo sogni, ma vogliamo adeguarci agli standard degli altri Paesi europei e migliorare la qualità di vita dei cittadini del Comuni lungo la Statale 47.”
“Non è un'iniziativa estemporanea - ha rimarcato Elisa Cavalli, consigliere comunale del PD di Bassano del Grappa -. Il PD è da tempo impegnato sulle questioni della mobilità. Questioni su cui ha posto attenzione anche il mio Comune.
Il sindaco Cimatti ha inviato un'email ai 32 sindaci del Comuni attraversati dalle linee ferroviarie Trento-Bassano-Padova e Bassano-Venezia per istituire un tavolo di discussione su questa tematica. Il Veneto è una regione ingorda di strade, ma in dieta per le ferrovie. Ed è assurdo, nel 2011, che si impieghi più di 20 minuti in automobile dallo svincolo di Bassano della superstrada a Rossano Veneto, senza indicazioni chiare su come raggiungere la stazione ferroviaria.”
“Il Veneto è “maglia nera” per gli investimenti ferroviari in Italia - ha rivelato, con un'immagine ciclistica, il consigliere regionale PD Stefano Fracasso -. Appena lo 0,04% del bilancio regionale è impiegato nelle ferrovie, la Lombardia investe dieci volte di più. Il sistema ferroviario veneto muove 200mila pendolari al giorno, con circa 600 treni al giorno. E la media delle cancellazioni, e quindi di convogli che non partono, è di 50 treni al giorno.”
“Ho guardato la tabella degli orari di questa stazione - ha aggiunto -. Qui per più di due ore, dalle 10.37 alle 12.50, non passa nessun treno. Bisogna cambiare passo. Il Sistema Ferroviario Metropolitano del Veneto è al palo da più di dieci anni. Il primo treno della prima tranche della rete metropolitana dovrebbe partire quest'anno. Ma per avere la metropolitana a Bassano bisognerà aspettare fino al 2020, e a Verona fino al 2030.”
“Come PD abbiamo presentato un emendamento al bilancio della Regione - ha detto ancora Fracasso - per salvare, da una parte, i fondi per il trasporto pubblico locale che mettono a rischio le stesse linee delle FTV e per chiedere, dall'altra, un'accelerazione decisa sulla Metropolitana regionale”.
“Tutte le aree metropolitane europee hanno dei sistemi metropolitani regionali - ha evidenziato l'ex sindaco di Arzignano -. Per andare dall'aeroporto di Gatwick a Londra, per una distanza pari a quella tra Vicenza e Verona, si impiegano 20 minuti, con treni che partono ogni 20 minuti. Io vi sfido ad andare con i mezzi pubblici da Vicenza all'aeroporto di Verona Catullo.”
“Bisogna far sentire la voce dei cittadini e dei pendolari - ha concluso Fracasso -. In una regione con un'economia europea e con ferrovie da Terzo Mondo, è giusto andare a Vicenza, Bassano, Verona e Padova in metrò. Noi non siamo un comitato “contro”, siamo un compitato “pro” Metropolitana.”
La parola, sull'argomento, passa adesso ai consigli comunali.
“E' il primo esempio di un'iniziativa condivisa dai Comuni della zona, che è segno di unità e di intenti comuni - ha sottolineato il coordinatore di zona del PD Gianfranco Cipresso -. Sarà la prima di una serie di iniziative per fare massa critica sui problemi del territorio.”
L'incontro con la stampa si è concluso con un “giro turistico” all'interno della stazione di Rossano, con i suoi eterni e immutabili disservizi: le obliteratrici (tutte) rotte, l'orologio fermo, la toilette inesistente e la leggendaria sala d'attesa senza sedie e con la porta sempre aperta.
Succede anche questo, nella “locomotiva d'Italia” che non ha più locomotive.
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