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La Giustizia secondo Matteo
Matteo Salvini a Bassano al gazebo leghista di raccolta firme per il referendum sulla giustizia. Il resoconto del vostro umile cronista
Pubblicato il 17 lug 2021
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Al gazebo della Lega in viale delle Fosse a Bassano l’attesa di Matteo Salvini è a dir poco spasmodica. Il capitano, proveniente da San Giovanni Lupatoto nel Veronese, arriverà con mezz’ora abbondante di ritardo ma a lui tutto si perdona. Fedeli e simpatizzanti circondano la postazione con gli smartphone carichi per immortalare il momento.
Il GCG (Gran Coordinatore di Gazebo) è il presidente del consiglio comunale Stefano Facchin che impartisce ordini e direttive alle sue truppe su come organizzare e gestire al meglio l’eccitato assembramento. Che stia per arrivare un grosso calibro lo capirebbe anche un bambino, alla vista di così tanti poliziotti e carabinieri di presidio nel viale.
Come accade sempre in questi casi, arrivano tutti i pezzi da 90, da 60 e da 30 della Lega non solo bassanese. Spicca la presenza del ministro Erika Stefani, ma oltre a lei è presente all’appello l’intera nomenklatura leghista territoriale, con innesti anche da Vicenza e Cittadella. C’è ovviamente il sindaco Pavan, oggi in mise blu di Prussia e sorriso smagliante, e ci sono i sindaci dei Comuni del comprensorio governati dalla Lega, gli onorevoli della circoscrizione, l’assessore regionale, il vicepresidente del consiglio regionale, assessori e consiglieri comunali di Bassano e dintorni e compagnia bella. L’incontro con il líder máximo è anche una prova di fedeltà per i neo-leghisti come il sindaco di Rossano Veneto Morena Martini o l’assessore bassanese Claudio Mazzocco. Per l’occasione riappare a Bassano persino l’europarlamentare Mara Bizzotto: la prova scientifica che il nome di Matteo Salvini produce effetti davvero miracolosi.
Foto Alessandro Tich
Il gazebo della Lega, nel trambusto del sabato di mercato, è stato allestito per una ragione ben precisa: la raccolta delle firme dei cittadini per la proposta di referendum sulla giustizia o per meglio dire sulla “giustizia giusta”, promossa dai congiuntamente dai Radicali - cui va riconosciuta la paternità originaria dell’iniziativa - e dalla Lega Salvini. Sei quesiti in tutto, sui quali emerge la proposta dell’introduzione della responsabilità civile per i magistrati. Nella fattispecie il quesito chiede di abrogare la legge vigente in materia e di istituire la rivalsa diretta degli imputati sulle toghe responsabili di errori giudiziari.
Ed è questo lo spunto dell’intervento di Salvini, dopo che a mezzogiorno e un quarto, finalmente, fa la sua applaudita comparsa con la maglietta a tema del giorno: una polo bianca con lo stemma del Leon della Brigata Marina San Marco.
“Tutti i lavoratori se sbagliano pagano, chiunque se sbaglia paga tranne chi sbaglia sulla vita dei cittadini - afferma Salvini -. Quindi con questa firma andiamo a portare l’Italia ad essere un paese veramente libero. Anche un giudice, se sbaglia, deve pagare come tutti gli altri lavoratori.” “Da trent’anni - aggiunge - il parlamento promette questa riforma e fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. Noi lavoriamo dentro il parlamento per fare la riforma, ma siccome in maggioranza ci sono PD e 5 Stelle che diciamo non hanno gran voglia di approvarla, sarete voi, prima con la firma e poi col voto in primavera, a fare la riforma della giustizia.”
Tra i passaggi cronisticamente degni di nota del discorso salviniano, anche quattro-parole-quattro sullo Jus Soli (“non se ne parla”) e una digressione sul Ddl Zan, riferita al segretario del PD Enrico Letta. “Ho appena inviato tre righe di nota stampa alle agenzie, invitando a un incontro Letta, perché martedì si va allo scontro in parlamento - rivela il líder máximo -. Mettiamoci insieme per evitare di perdere altri sei mesi. Approviamo gli articoli di una norma che puniscono, come è giusto che sia, quelli che offendono, che insultano, che aggrediscono due ragazzi o due ragazze che si amano, perché ognuno è libero di amare chi vuole e come vuole. Ma togliamo dallo scontro politico i bambini e l’educazione dei bambini, che spettano alla mamma e al papà, non allo Stato o a qualche associazione privata. Chiediamo buon senso.” Standing ovation dei presenti.
E può mancare il Covid fra i temi caldi della giornata? Certo che no. Salvini sottolinea la necessità di proteggere la popolazione sopra i 70 anni, ma anche - e per contro - di non “tartassare” i giovani. “I ragazzi - dichiara - vogliono andare a farsi due giorni a Jesolo e gli fanno pagare 400 euro di multa. Ma stiamo scherzando? Anche perché la variante delta è più contagiosa? Sì. Provoca più morti? No. Provoca più ricoverati negli ospedali? No.” “Quindi - prosegue - mettere in sicurezza i nostri genitori e i nostri nonni senza punire milioni di giovani che hanno diritto a tornare a scuola, a tornare all’università, a tornare a incontrare ragazzi e ragazze. Quindi diciamo “no” a multe e obblighi che non servono assolutamente a niente se non a complicare la vita degli italiani.”
In realtà l’intervento di Salvini è piuttosto breve. Ma il leader della Lega non deve correre via verso altri impegni più o meno concomitanti. Anzi, oggi di tempo ne ha da vendere, ma per il rituale successivo al discorso, già visto in piazza Libertà in campagna elettorale per le amministrative: la fila degli aficionados, fra i tigli del viale davanti al Caffè Fontana, per farsi fotografare o farsi i selfie con lui. È Salvini in persona, certamente abituato alla cosa, a prendere in mano gli smartphone dei suoi ammiratori e a fare clic per gli emozionanti autoscatti, mentre il Dj del gazebo leghista fa partire a palla dall’altoparlante la canzone “Un’Estate Italiana” (“Notti Magiche”) di Bennato e della Nannini. EuroSalvini 2020.
Ma non finisce qui, perché arriva anche il momento della passerella del segretario e di tutto il seguito in centro storico tra le bancarelle del mercato e fino al Ponte, questa volta soprattutto a beneficio degli entusiastici autoscatti di Elena Pavan & Friends.
Gran finale dalla Rosina, a Marostica, con pranzo leghista assieme al capitano e surplus di foto e selfie da diffondere nei social, per oltre un centinaio di persone.
Giornata indimenticabile per i pezzi da 90, da 60 e da 30 della Lega del territorio?
Ci metterei la firma.
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