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Rulla la Betulla
Svolta nell'infinita vicenda urbanistica del complesso edilizio “Le Betulle” in quartiere Margnan: il Comune acquisisce percorsi pedonali e area verde, costituita la destinazione perpetua ad uso pubblico del parcheggio
Pubblicato il 22 apr 2021
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La sindrome di Tafazzi, che mi assale periodicamente a tradimento, colpisce ancora.
Come ho avuto già modo di scrivere più volte, quasi tutti i giorni consulto quel pozzo di informazioni che è l'albo pretorio online del Comune di Bassano del Grappa. Per farlo con regolarità bisogna avere una ragguardevole dose di curiosità combinata tuttavia con una altrettanto ragguardevole dose di autolesionismo, per il linguaggio spesso (volutamente?) ostico degli atti comunali. Ci sono poi degli argomenti per i quali le arcane formule del burocratese raggiungono il top. E quanto più si tratta di argomenti di interesse per l'attualità cittadina, tanto più chi vi scrive è costretto a cercare di tradurli in lingua italiana per poi tentare a sua volta di spiegarli comprensibilmente a chi ci legge.
È il caso della determinazione dirigenziale, attualmente online nell'albo pretorio, intitolata:
Foto Alessandro Tich
“PPE Settore 2/A del Centro Storico in Margnan (P.U.A. n. 263) - Ditta Betulla Srl - Approvazione schema d'atto di cessione a titolo gratuito di aree a favore del Comune di Bassano del Grappa ed approvazione di schema d'atto di costituzione di vincolo di uso pubblico in esecuzione di Atto Unilaterale d'Obbligo”.
Già il titolo fa girare la testa e come avete ben capito l'ambito di interesse è quello dell'Urbanistica, autentico spauracchio - tra P.P.E., P.U.A., P.I.P., P.I. e altre sigle del genere - per l'umile cronista locale. Ma è stato il nome della ditta, Betulla Srl, a richiamare la mia attenzione. La questione riguarda infatti il noto complesso edilizio “Le Betulle”, eretto sulla fascia prospiciente la riva del Brenta in quartiere Margnan, eredità di un periodo storico in cui il consumo di suolo non era un tabù e l'edilizia urbana - per così dire - pensava in grande, in vista di chissà quale sviluppo demografico della città.
Le novità che si riferiscono a questo che rimane comunque un discusso intervento di edificazione nel cuore del quartiere, in contrasto con il paesaggio architettonico circostante e a pochi passi dall'antico convento dei Frati Cappuccini, non sono però relative al complesso edilizio in sé. Al centro del provvedimento comunale ci sono infatti gli spazi ad uso pubblico della lottizzazione.
Ed ecco quindi, egregi lettori, il mio tentativo di riassunto della questione in ballo, dopo aver letto tafazzianamente la determinazione comunale e, ahimè, anche i suoi allegati.
La storia delle “Betulle” affonda le sue radici nei fantasmagorici Anni Ottanta del secolo scorso. La convenzione preliminare stipulata tra Betulla Srl e Comune di Bassano per la realizzazione del piano di edificazione del complesso risale difatti al 1986, anno in cui è stata anche rilasciata la concessione edilizia. Vi risparmio tutti gli infiniti passaggi successivi della vicenda urbanistica - tra variante di concessione edilizia e varianti in corso d'opera, autorizzazioni varie, progetti di opere di urbanizzazione, permessi di costruire in sanatoria, abusi edilizi nel seminterrato e richieste di condoni, contenziosi e ricorsi al Tar - e arriviamo subito ai giorni nostri. Dopo tanti anni di carte amministrative e di carte bollate rimaneva infatti ancora aperta una questione primaria: il non ancora raggiunto accordo per l'usufrutto reale da parte dell'amministrazione comunale, e quindi della città, delle parti dell'area “Betulle” destinate ad uso pubblico. Si tratta in primis del parcheggio ad uso pubblico con entrata da via San Sebastiano, arrivando da via Margnan, che viene già da tempo utilizzato da molti automobilisti per parcheggiare gratis alle porte del centro storico.
Un'area di sosta “free” che tuttavia - pur soggetta a “vincolo perpetuo di uso pubblico”, come stabilito da un “Atto Unilaterale d'Obbligo” sottoscritto presso un notaio nel 1997 - non rientrava ancora nella disponibilità “ufficiale” della collettività bassanese.
Poi la questione aperta delle porzioni dell'area privata che dovrebbero essere di fruizione pubblica ma non erano ancora tali riguarda anche una parte della riva del Brenta compresa nella lottizzazione, nel tratto altresì noto come “il percorso del pescatore”.
L'Amministrazione di Bassano ha tagliato quindi la testa al toro: dopo il collaudo delle opere di urbanizzazione effettuato dal tecnico incaricato (l'ing. Eugenio Rinaldi di Bassano del Grappa) il Comune ha individuato le aree che il privato deve cedere gratuitamente all'ente pubblico e quelle che vanno soggette definitivamente a vincolo perpetuo di uso pubblico. Nel primo caso si tratta delle aree a spazi pubblici (percorsi pedonali e verde primario) vicino al Brenta, per una superficie di 1423 mq. Nel secondo si tratta invece del parcheggio pubblico, di 1611 mq di superficie.
L'acquisizione delle aree da parte del Comune e la destinazione ad uso pubblico perpetuo del parcheggio vengono stabilite da due distinti atti notarili che saranno sottoscritti dalla società Betulla Srl, rappresentata dall'amministratore unico e legale rappresentante Alessandro Chiappetta, e dal Comune di Bassano del Grappa, rappresentato dal dirigente dell'Area 5° Urbanistica Daniele Fiore. Col primo atto la proprietà privata cede gratuitamente al patrimonio comunale le opere di “urbanizzazione primaria” (percorsi pedonali e verde primario) che diventano così di possesso giuridico del Comune. Col secondo atto si costituisce invece il “vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico” del parcheggio dell'area privata, per la sua intera superficie. Il parcheggio non può rientrare tra i beni cedibili all'ente pubblico perché sotto di esso sono collocati i garage e rimane pertanto di proprietà di Betulla Srl. La parte privata si obbliga a mantenere l'area aperta alla pubblica utilizzazione e ad effettuarne la manutenzione ordinaria e straordinaria. Il Comune si assume invece l'onere della fornitura dell'energia elettrica e della manutenzione dell'impianto di illuminazione pubblica del parcheggio.
Ci sarebbero altri dettagli da aggiungere, ma penso che possa bastare. Come sintesi definitiva dell'accordo raggiunto tra pubblico e privato, rimando alla foto pubblicata in calce al presente articolo, ripresa dagli allegati della determina comunale: l'area colorata in verde è quella del parcheggio, l'area colorata in giallo è quella dei percorsi pedonali e del verde primario. In mezzo, di colore grigio, si nota infine il perimetro “a forma di orecchia” dell'esteso complesso edilizio.
“Sono molto soddisfatto che si chiuda questa questione che si trascinava da anni - dichiara a Bassanonet l'assessore comunale all'Urbanistica Andrea Viero -, per il fatto che c'era un parcheggio sul quale noi abbiamo adesso diritto di utilizzo e che il “percorso del pescatore” viene aperto alla cittadinanza.” “La partita che stiamo chiudendo adesso - prosegue l'assessore - si aggiunge ad un'altra partita che abbiamo chiuso di recente: quella della lottizzazione “Travettore Est”. Anche in questo caso abbiamo acquisito le aree ad uso pubblico e con delibera abbiamo incaricato la Sis di sistemare il verde. A Bassano di “lottizzazioni mai chiuse” ce ne sono ancora, una alla volta le chiudiamo.”
“Riguardo alle “Betulle” - conclude Viero -, nei vari accordi è previsto anche l'uso gratuito di una sala delle cosiddette “Casette Margnan”, che fanno parte della stessa area privata. La sala sarà messa a disposizione del quartiere. L'utilizzo gratuito del locale sarà convenzionato a parte.”
Dunque, dopo decenni di iter urbanistico e dopo anni di sostanziale silenzio sullo stato delle cose, giungono dal Margnan improvvise novità. Squillino le trombe, rulla la Betulla.
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