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Cronaca

Alpini in lutto per Matteo Miotto

Domani a Thiene i funerali privati del caporal maggiore degli alpini ucciso da un cecchino in Afghanistan. Alle esequie anche 70 penne nere della sezione ANA Montegrappa con il gonfalone della città di Bassano

Pubblicato il 03-01-2011
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Il Corpo degli Alpini si stringe attorno alla famiglia di Matteo Miotto, il caporal maggiore delle penne nere ucciso da un cecchino in Afghanistan la mattina del 31 dicembre scorso.
Dopo i funerali solenni celebrati questa mattina nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, il feretro del giovane militare è partito verso Thiene, la sua città natale, dove è stato dichiarato il lutto cittadino e dove domani alle 10.30 si terranno i funerali in forma privata, ai quali parteciperanno comunque, tra gli altri, i ministri Ignazio La Russa e Umberto Bossi.
A Thiene, nella sala del consiglio comunale, la salma di Miotto sarà vegliata per tutta la notte. La camera ardente sarà aperta in serata e verrà chiusa al pubblico alle 24 per poi riaprire domani alle 8.30. Tuttavia durante tutta la notte gli alpini rimarranno a rotazione all'interno della sala, garantendo la presenza di almeno due soldati accanto alla bara del commilitone ucciso.

Una delle ultime foto del caporal maggiore Matteo Miotto, ucciso in Afghanistan per mano di un cecchino

Alle esequie private di domani mattina è annunciata un'importante presenza degli alpini della nostra provincia. Tra questi, parteciperanno alla mesta cerimonia anche circa 70 penne nere della sezione alpina ANA Montegrappa di Bassano con il vessillo, i gagliardetti dei gruppi e il gonfalone della Città di Bassano del Grappa. Gli alpini bassanesi partiranno in pullman alle 8.30 alla volta di Thiene.
Il vicepresidente nazionale dell'ANA Sebastiano Favero, socio dell'ANA Montegrappa, parteciperà alle esequie a nome del presidente nazionale Pirona impossibilitato a intervenire.
Il caporal maggiore Miotto, 24 anni, faceva parte del 7° reggimento Alpini di Belluno e della Task Force South East che da settembre opera nell'area al confine con la difficile provincia di Helmand.
L'alpino è stato colpito mentre era di guardia a una torretta in una base avanzata nel distretto di Gulistan, nell'Ovest del Paese, nella parte sud dell'area di competenza italiana. La sua morte, causata da un cecchino con un solo colpo di arma da fuoco, ha portato a 35 il numero dei caduti italiani in Afghanistan in questi anni, 23 dei quali in attentati e scontri a fuoco e uno suicida.
Matteo Miotto aveva chiesto nel proprio testamento di essere sepolto con i caduti di guerra, nell’area loro riservata nel cimitero di Thiene.
Nel camposanto della città esiste infatti un’area riservata agli eroi di guerra caduti, contraddistinta dal monumento alla Brigata Mazzini.
Le autorità cittadine garantiscono: “Stiamo già lavorando per poter esaudire questo suo desiderio”.

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