Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 11-05-2019 00:00
in Politica | Visto 2.074 volte
 

Allo spuntar dell'albo

Documenti “spariti” dall'albo pretorio online del Comune: i consiglieri uscenti e candidati con la lista Pavan Savona e Zonta attaccano l'Amministrazione. E accusano: “Centrosinistra poco trasparente, usa spazi pubblici per gli amici”

Allo spuntar dell'albo

Foto Alessandro Tich

“Mistero” a Palazzo. Nell'albo pretorio online del Comune di Bassano del Grappa, che contiene l'elenco delle delibere e delle determine dell'Amministrazione comunale che restano pubblicate per un certo periodo di tempo, mancherebbero diversi atti amministrativi riferiti a questi ultimi mesi. È l'accusa che viene lanciata congiuntamente dai due consiglieri comunali uscenti di centrodestra, e ricandidati per la lista civica “#Pavan Sindaco”, Alessio Savona e Andrea Zonta.
“Non ci sono varie determine e delibere da gennaio in poi - afferma Savona -. Nella libera consultazione non si trova ad esempio la determina di incarico per l'azione legale annunciata nei giorni scorsi sulla stampa dall'Amministrazione contro quattro utenti dei social, non c'è la determina sull'agenzia Quorum che segue la campagna elettorale, non è possibile recuperare gli atti sul volume di fine mandato dell'Amministrazione.”
“Vogliamo capire - dichiarano i due consiglieri - perché l’Amministrazione di centrosinistra nasconda delibere e atti, cancellandoli dal sito istituzionale che per obbligo dovrebbe rendere conto a tutti i cittadini, non solo agli addetti ai lavori.”
Ma per i due esponenti di opposizione sono anche altre “le tante anomalie politiche che stanno caratterizzando queste ultime settimane di mandato della giunta di centrosinistra, alcune delle quali richiederanno precisi chiarimenti nelle sedi opportune”.
Savona e Zonta ritengono che la campagna elettorale sia “viziata da comportamenti come la passerella di assessori con il “non-candidato-sindaco”, che hanno scelto proprio questi giorni per la consegna delle case popolari”. “Roba da far impallidire la prima, primissima Repubblica, quando si usava dare case per voti”, commentano. Secondo i due consiglieri comunali “questa è una violazione evidente della normativa, che vieta alcune specifiche azioni amministrative nel periodo elettorale, proprio per evitare che ci possa essere, direttamente o indirettamente, una coercizione della libertà di voto”.
“Peraltro - aggiungono -, Poletto e i suoi devono chiarire perché alcuni spazi comunali siano stati vietati agli esponenti del centrodestra e permessi al centrosinistra, come accaduto per Calenda a Palazzo Sturm.”
I due consiglieri nonché candidati si chiedono inoltre “con che criterio siano state date le sedi comunali a soggetti che poco rispetto hanno dei luoghi istituzionali o delle cariche istituzionali”. Il riferimento è al “deprecabile atto dello sputo ai danni dell’autovettura dell’assessore regionale Elena Donazzan nella serata del 26 aprile ultimo scorso, da parte di un gruppetto di persone che usciva da una sede comunale, data in uso ad alcune associazioni e nella quale si stava svolgendo una mostra, per la quale chiederemo le modalità di autorizzazione”.
“Si aggiunge anche l'episodio avvenuto alla presentazione della nostra lista”, specifica Andrea Zonta in merito al canto di “Bella Ciao” intonato proprio in quel momento da alcune frequentatrici della Casa della Danza di Operaestate in piazzetta Guadagnin.
“Una ammenda pubblica della parte avversaria ci sarebbe voluta”, conclude.
Scossoni che preavvisano il rush finale di campagna elettorale, mentre mancano oramai una quindicina di giorni all'albo. Pardon: all'alba.