Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 29-05-2018 14:37
in Attualità | Visto 3.098 volte

Asta la vista

Asta Vicenza Calcio, aperta la busta con l'offerta di Renzo Rosso. A Bassano restano la rabbia dei tifosi del Bassano Virtus, che lanciano un Piano B, e una nuova grana per l'Amministrazione comunale

Asta la vista

Foto Alessandro Tich

Prima di scrivere queste righe ho atteso che arrivasse la data di oggi, senza addentrarmi su tutto quello che è stato detto, scritto e anche fatto nei giorni scorsi a Bassano.
Per tre motivi. In primo luogo perché delle vicende, sportive e non solo, del Bassano Virtus si occupa su questo portale il collega Marco Polo che ad ogni articolo fa trasparire il suo ardente e appassionato cuore giallorosso. Secondariamente perché prima di oggi qualsiasi affermazione o congettura sul futuro del Bassano Calcio incorporato nel Vicenza sarebbe rientrata nella sfera dei se, dei ma e dei forse. Infine perché solo dopo la notizia certa di oggi chi vi scrive può affrontare l'argomento smarcandolo dall'ambito puramente sportivo e inquadrandolo nelle prospettive generali della città.
Dunque oggi a mezzogiorno, alla cancelleria del tribunale fallimentare di Vicenza, è stata aperta l'unica busta pervenuta all'asta per l'acquisto del Vicenza Calcio. Ed è la busta contenente l'offerta presentata alla scadenza di ieri da Renzo Rosso tramite la sua holding Otb Spa. Tutti i rumors della vigilia, che ipotizzavano la partecipazione all'asta anche di altre cordate concorrenti, si sono rivelati degli inconsistenti bla bla.
Il signor Diesel è arrivato uno e, solo soletto, ha imbustato la sua proposta per la scalata a quello che il figlio Stefano, presidente del Bassano Virtus, ha già ribattezzato “Lane Virtus Vicenza” fomentando ulteriormente il risentimento della tifoseria organizzata in riva al Brenta. Ma intanto la busta è aperta e dunque il dado è tratto.
All'interno del plico, assegni circolari che ammonterebbero a 1 milione e 100mila euro oltre alla documentazione necessaria per l'acquisto della società fallita, escluso l'acquisto del titolo sportivo che viene rilevato da quello del Bassano. Il collegio dei giudici si è riunito in camera di consiglio per esaminare l'intero fascicolo e la decisione, che sarà quella dell'aggiudicazione dell'asta, sarà depositata entro le prossime 48 ore.
Una volta che il tribunale avrà sancito la regolarità dell'offerta presentata, si aprirà ufficialmente il nuovo capitolo di questa storia. Quello che, nelle intenzioni della nuova proprietà in pectore del Vicenza e contemporaneamente anche proprietaria del Bassano, prevede la fusione per incorporazione di quello che ancora oggi si chiama Bassano Virtus 55 Soccer Team, rilevandone appunto il titolo sportivo e mantenendo la sede delle partite casalinghe allo stadio Menti nel capoluogo berico.
Dopo oltre un secolo di storia il Bassano Virtus scomparirebbe dalla faccia del pallone e il Mercante verrebbe relegato al ruolo di stadio-satellite per le squadre giovanili della nuova società berico-bassanese, le amichevoli e altri eventi calcistici secondari.
Bassano Stadium ciao ciao: addio sogni di gloria.
Mancata anche quest'anno la promozione in Serie B, la quale - visti gli sviluppi - sarebbe stata per il Bassano una beffa clamorosa, scatta intanto nella nostra città un trafelato Piano B. Non è la stessa cosa, anche se è la stessa lettera.
Ieri l'irriducibile Gian Antonio Bertoncello, capo e voce (nel vero senso della parola) dei “Fedelissimi” giallorossi, ha trasmesso un appello al sindaco Riccardo Poletto e all'assessore comunale allo Sport Oscar Mazzocchin nel quale afferma di intervenire anche “in rappresentanza di tutti i tifosi e cittadini di Bassano del Grappa”.
“Visti e sentiti gli ultimi sviluppi sulla acquisizione del Vicenza Calcio da parte del nostro attuale patron del Bassano Virtus 55 S.T., Renzo Rosso - scrive la lettera del capo tifoso -, chiediamo a questa nostra amministrazione e all'assessorato allo Sport di prendere in prima persona in mano la tutela dei nostri diritti, incaricando un professionista a difendere e tutelare presso le autorità civili e in Federazione Italiana Gioco Calcio i nostri diritti di cittadini a evitare che l'attuale proprietà del Bassano traslochi “in tutti i sensi” a Vicenza, lasciandoci senza titolo sportivo.” “Abbiamo perso il Tribunale, ci stanno creando enormi problemi al Ponte Vecio - conclude Bertoncello -, ora salvaguardare più di cento anni di storia del nostro calcio è doveroso e noi lo faremo in tutte le forme legali che saranno possibili.”
La richiesta ufficiale al Comune del responsabile dei “Fedelissimi” - scritta sicuramente a botta calda dopo che ieri si è saputo che l'unica offerta per il Vicenza era quella di Rosso - crea tuttavia un precedente, per così dire, insolito. Si chiede infatti a un'Amministrazione pubblica di incaricare un professionista (avvocato), pagato quindi coi nostri soldi, per tutelare i cittadini dalle conseguenze essenzialmente sportive di un'operazione privata.
Il Comune c'entra con il calcio professionistico e con i suoi riassetti societari come i cavoli a merenda, tuttavia Poletto e i suoi sanno bene che a un anno dalle elezioni amministrative questa è una storia molto sensibile in termini di consenso.
Da qui le dichiarazioni del sindaco che riferisce di essere in stretto contatto con la tifoseria giallorossa per ricercare “soluzioni alternative” per fare in modo “che non vengano annullati oltre cento anni di storia, che vengano preservati i colori giallorossi e che rimanga una squadra a giocare a Bassano”. Fin qui ci può stare, compreso anche il potere - che è nelle mani del Comune di Bassano - di non concedere al Lane Virtus Vicenza, o come cavolo si chiamerà, il rinnovo della convenzione per l'utilizzo dello stadio Mercante. Ma da qui a incaricare persino un avvocato per “tutelare la città” dalle conseguenze del “trasloco” del titolo sportivo del Bassano a Vicenza, ce ne vuole. L'Amministrazione comunale si troverebbe una grana in più da gestire, e con una controparte non certo “morbida” da affrontare, come se non le bastasse - in merito ad altre vicende - il suo già cospicuo ruolo di bancomat per gli studi legali. L'argomento fusione Vicenza-Bassano sarà comunque al primo punto all'ordine del giorno della giunta comunale di questo pomeriggio.
Intanto sul Corriere del Veneto, rilanciato da trivenetogoal.it, spunta la notizia (che, visti i precedenti relativi a possibili altri pretendenti per l'asta del Vicenza, è da prendere con le molle) secondo la quale sarebbe già pronta una cordata intenzionata a rilevare il Bassano creando una nuova società che ripartirebbe giocoforza dalla Terza Categoria, a meno che non si riesca a iscriverla “in sovrannumero” in serie D o in Eccellenza per meriti e blasone sportivo. La cordata, nella fattispecie, sarebbe composta da tre imprenditori: uno friulano, uno lombardo e uno calabrese. Comunque sia, e in attesa che i nuovi rumors si trasformino in eventuali atti concreti, non c'è un imprenditore bassanese.
Fa male scriverlo, ma sarebbe la conferma che il Bassano Calcio, fatta eccezione per l'enorme cuore giallorosso dei suoi magnifici tifosi, oggi a Bassano non interessa nessuno. Asta la vista.

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