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Un grande Fabio Aru nel giorno di Quintana

Il campione sardo del team Astana, 3° in classifica generale, aveva vinto nel 2011 la Bassano-Montegrappa da dilettante under 23. Nella cronotappa Bassano-Cima Grappa sfiora l'impresa e finisce secondo a 17” dalla maglia rosa

Pubblicato il 30 mag 2014
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E' la maglia rosa Nairo Quintana il re di Cima Grappa, spettacolare traguardo della 19° tappa a cronometro individuale del Giro d'Italia partita da Bassano.
Ma dietro a lui emerge Fabio Aru, il campione sardo affezionato al Grappa avendo vinto nel 2011 la Bassano-Montegrappa da under 23, sua prima vittoria da dilettante: la punta di diamante del team Astana finisce secondo a 17” di distacco.
E' il confronto cronometrico a distanza tra Quintana e Aru ad infiammare lo svolgimento della tappa: l'italiano pedala in scioltezza, raggiungendo e superando il polacco Rafal Majka partito 3 minuti prima di lui e dando più volte l'impressione di poter anche salire sul gradino più alto del podio.

Il passaggio di Fabio Aru a Romano d'Ezzelino nella foto di Roberto Bosca

Ma il colombiano della Movistar, pur perdendo qualche prezioso secondo per il cambio della bicicletta e del casco, innesta il turbo e fa registrare alla fine il tempo migliore: 1h05'37" alla media di 24,505 km/h.
Terzo posto per il colombiano Rigoberto Uran Uran del team Omega-Quick Step a 1'26”, seguito dal francese Pierre Rolland a 5’26” e da Domenico Pozzovivo, ottimo quinto, a 2'24”.
Con la vittoria ai piedi del Sacrario, Nairo Quintana consolida la maglia rosa e ipoteca il successo finale del Giro: tra l'impresa di oggi sul Grappa e l'arrivo conclusivo in Piazza Unità d'Italia a Trieste c'è tuttavia di mezzo, domani, l'ascesa al temibile Monte Zoncolan, la tesi di laurea delle salite ciclistiche.
La maglia rosa l'affronterà partendo da Maniago del Friuli con 3'07” di vantaggio su Uran e con 3'48" di vantaggio su Aru. Seguono, nei primi dieci posti in classifica generale: Rolland (Fra) a 5'26"; Pozzovivo a 6'16"; Majka (Pol) a 6'59"; Evans (Aus) a 9'25"; Kelderman (Ola) a 9'29"; Hesjedal (Can) a 10'11" e Kiserlovski (Cro) a 13'59".
A proposito: la photogallery correlata a questo articolo, con gli scatti di Roberto Bosca, è da non perdere.

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