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Gli ecomostri? “Polo Museale e Acquapark”

Lo sviluppo urbanistico visto dai giovani: nel primo incontro del ciclo “Cinema e Costituzione” un gruppo di studenti del Brocchi, prendendo spunto dal film “Le mani sulla città”, apre gli occhi sui cattivi esempi della tutela del paesaggio

Pubblicato il 22 nov 2012
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Si sono preparati bene, guardando un film a scuola - “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, del 1963, spietata denuncia sulla corruzione e la speculazione edilizia dell'Italia del boom economico - dal quale hanno tratto gli spunti per un confronto con i problemi della gestione del territorio ai giorni nostri.
Hanno quindi presentato in pubblico la loro sintesi e la loro analisi, per un interessante dibattito su alcune tra le più attuali questioni riguardanti la tutela del territorio e lo sviluppo urbanistico della città.
Tanto di cappello agli studenti della classe V Aca del Liceo Brocchi di Bassano del Grappa, protagonisti del primo appuntamento di “Cinema e Costituzione”, ciclo di incontri con la cittadinanza promosso dal circolo di Vicenza e Bassano dell'associazione di impegno civile “Libertà e Giustizia”.

L'intervento di una studentessa al primo incontro di "Cinema e Costituzione"

Una rassegna - organizzata in collaborazione col Liceo Brocchi, e con il contributo del Comitato Genitori - che si prefigge il nobile obiettivo di sensibilizzare i giovani sul significato di alcuni articoli basic della Costituzione Italiana attraverso la visione di un film correlato e l'elaborazione di commenti e osservazioni, da proporre come punto di partenza di un pubblico confronto sull'argomento.
E così è stato martedì 20 novembre nella sala della biblioteca di Villa Fanzago (la sede del Brocchi di viale XI Febbraio), nell'incontro di esordio di “Cinema e Costituzione” dedicato all'articolo 9 della Carta Fondamentale: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
L'obiettivo dei ragazzi si è concentrato sull'aspetto della “tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione”: un tesoro ambientale e architettonico unico al mondo per il quale in realtà le politiche di espansione urbanistica del Belpaese, negli ultimi decenni, hanno rappresentato spesso un danno e una minaccia.
Introdotto dalla presidente di “Libertà e Giustizia” di Vicenza e Bassano Enrica Visintainer e quindi dall'intervento degli studenti, il successivo dibattito col pubblico - moderato da chi vi scrive - ha visto la partecipazione di Domenico Patassini, urbanista e preside della Facoltà di Pianificazione del Territorio dello IUAV di Venezia; di Mario Baruchello, consigliere e storico referente della sezione di Bassano del Grappa associazione Italia Nostra e - gettonatissima dagli stimoli e dalle domande dirette del pubblico, visto il suo referato - dell'assessore comunale all'Urbanistica Rosanna Filippin.
Partendo dai concetti di fondo del film di Rosi - incentrato sulla figura dello spregiudicato assessore comunale all'Edilizia e costruttore edile Edoardo Nottola, interpretato da Rod Steiger, precursore delle moderne tematiche del conflitto di interessi -, gli studenti hanno detto la loro, e a modo loro, sui “fondamentali” dell'eterno contrasto tra sviluppo urbanistico e ambiente.
Ed è stato interessante vedere all'opera e capire la percezione e la sensibilità dei ragazzi nei confronti di un argomento, come la pianificazione del territorio, che di solito si pensa - erroneamente - “riservato ad un pubblico adulto”.
La speculazione edilizia, gli ecomostri, il dissesto idrogeologico (attualissimo, ahinoi, ancora oggi) e l'etica della responsabilità: sono stati i quattro punti cardinali della loro concreta e disincantata trattazione del tema.
Degno di nota, sul piano locale, il capitolo dedicato dai giovani agli “ecomostri in Veneto”. Accanto a alcuni noti mega-progetti “sbucati” nel territorio regionale - primo fra tutti il Palais Lumière, la torre di Pierre Cardin di oltre 250 metri di altezza prevista a Marghera (Venezia) e sulla cui costruzione vicino all'aeroporto di Tessera l'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) ha dato il via libera nei giorni scorsi -, gli “urbanisti” del Brocchi hanno inserito nella loro lista nera dei cattivi esempi nel Veneto anche due complessi edilizi del territorio bassanese. Si tratta del Polo Museale Santa Chiara - la cui edificazione, iniziata nel primo stralcio all'ex caserma Cimberle Ferrari, “coprirà” per dimensioni le abitazioni confinanti - e dell'Acquapark, la grande incompiuta e cattedrale nel deserto di Borgo Isola a Cassola.
La presentazione degli studenti si è conclusa con la proiezione di un graffiante e applauditissimo video di un minuto, in grafica animata, nel quale la scritta “Articolo 9” si trasforma in una caotica e rumorosa selva di palazzi e di asfalto.
Da parte dei tre relatori, al termine del dibattito, è partito unanime l'invito ai ragazzi a continuare con il loro impegno sui temi della città e a vivere il territorio con spirito critico e propositivo. Un invito da estendere anche a noi adulti, non sempre capaci - in fatto di cittadinanza attiva - di dare il buon esempio.

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