Industria

Chiude la Siltal, 200 lavoratori a casa

Per i 197 dipendenti dello stabilimento di Bassano del gruppo fallito scatta domani il licenziamento. Il segretario Fim Cisl Pantano: “Ora a Bassano restano 200 disoccupati in più e un grande capannone di cui non conosciamo il destino"

Pubblicato il 24 set 2012
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E' l'ultimo capitolo della storia infinita della Siltal di Bassano del Grappa, ex Iar Siltal, l'azienda del settore del freddo che dopo il fallimento del gruppo Siltal decretato il 25 marzo 2011 dal tribunale di Casale Monferrato - al termine di una lunga, complessa e controversa crisi aziendale - chiude definitivamente lo stabilimento di via Trozzetti in città.
Sull'epilogo della vicenda Siltal di Bassano, che ha come conseguenza il licenziamento di 197 dipendenti, interviene oggi con una nota il segretario Fim Cisl di Bassano del Grappa Massimo Pantano, con una nota trasmessa in redazione che pubblichiamo di seguito:

Lo stabilimento della Siltal di via Trozzetti a Bassano (foto: Archivio Bassanonet)

COMUNICATO

Oggi 24 settembre è l’ultimo da dipendenti dei 197 lavoratori ancora in forza alla Siltal fallita lo scorso anno.
In tutta italia sono 715 i dipendenti che da domani saranno licenziati e posti in mobilità.
L’indennità di Mobilità coprirà i redditi dei lavoratori per uno due o tre anni in base alla loro età.
In questo periodo dovranno cercarsi una nuova occupazione approfittando degli incentivi che la mobilità garantisce a chi assume questi lavoratori.
Nei prossimi giorni i lavoratori si recheranno al centro per l’impiego per avviare le pratiche di iscrizione alle liste di mobilità
È l’epilogo di una vicenda amara che rappresenta l’incapacità del nostro paese di affrontare le crisi strutturali con l’obbiettivo di risanare/riconvertire le imprese. Anche in questo caso si è arricchito un imprenditore e impoverita una comunità, svilito dei lavoratori, disperso risorse.
Serve volontà politica diversa, e risorse umane ed economiche per investire sul lavoro manifatturiero.
Ora a Bassano restano 200 disoccupati in più e un grande capannone di cui non conosciamo il destino. Non mi pare un grande risultato.
Infine abbiamo registrato l’ennesima divisione tra sindacati incomprensibile, con la CGIL che ha deciso di fare l’ultima assemblea da sola nonostante la richiesta di CISL per farla unitaria. Ci dispiace che la china presa da CGIL sia quella di fare da soli evitando il confronto anche su temi semplici ancorché drammatici.
Evitare di confrontarsi o non riconoscere gli altri sindacati come interlocutori non penalizza la CISL ma tutti i lavoratori. Ce ne dispiace ma è una scelta di CGIL.

Massimo Pantano

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