Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 28-05-2012 21:42
in Cronaca | Visto 3.784 volte

Don Guido, i Caraibi e Formigoni

Il faccendiere Daccò sostiene davanti ai magistrati di aver pagato al governatore Formigoni una vacanza ai Caraibi con altre persone tra cui “un amico di Bassano, don Guido Randon”. Proviamo a contattarlo, ma don Guido “non riceve giornalisti"

Don Guido, i Caraibi e Formigoni
Spunta anche un nome bassanese nelle deposizioni ai magistrati di Milano del faccendiere Pierangelo Daccò - in carcere dallo scorso 15 novembre per il caso San Raffaele e destinatario di un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare per la vicenda dei fondi neri della fondazione Maugeri -, relative ai presunti benefit, sotto forma di viaggi e vacanze extralusso, a favore del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e a fronte dell'altrettanto presunta attività di lobbying e di pubbliche relazioni dell'indagato.
Deposizioni che il governatore della Lombardia continua a bollare come “falsità” e “attacchi e ricatti destinati a fallire come sono falliti finora”, dichiarandosi disposto a fare un passo indietro “se qualcuno proverà che Daccò ha ricevuto favori dalla Regione” e ricordando che “nessun procedimento è stato aperto su di lui dopo un anno di indagini della magistratura.”
Il nome bassanese è quello di don Guido Randon, direttore delle scuole paritarie “San Giuseppe” agli Scalabrini. Secondo le dichiarazioni rese da Daccò ai magistrati, in una vacanza ai Caraibi che sarebbe stata offerta dal faccendiere al governatore lombardo nel 2011 (circostanza anche questa smentita dal diretto interessato, che ha dichiarato di essere andato due volte ai Caraibi e sempre a sue spese) avrebbe partecipato anche un gruppo di amici di Formigoni, tra cui il fedele “memores domini” della comunità di Cl Alberto Perego, altre due persone e appunto “un amico di Bassano, don Guido Randon”.
Per l'occasione, sempre secondo quanto affermato da Daccò, sarebbero stati spesi 100mila euro solo per il volo di andata e ritorno su un jet privato appositamente noleggiato per le vacanze esotiche del governatore e dei suoi compagni di viaggio.
Affermazioni che rappresentano soltanto una delle numerose “rivelazioni” del faccendiere incarcerato che Formigoni definisce “speculazioni e attacchi politici senza precedenti” che avrebbero lo scopo “di minare la credibilità della Regione Lombardia e di chi la guida”.
Per questo motivo, abbiamo voluto chiedere a don Guido Randon di poterci incontrare e di renderci la sua versione dei fatti, a maggior ragione se i fatti in questione possono essere in qualsiasi modo contestati, rispetto alla credibilità della fonte e al grande rilievo riservato alla notizia dalle agenzie di stampa nazionali.
Lo abbiamo contattato al telefono, ma non abbiamo avuto risposta. Siamo quindi andati di persona nella scuola da lui diretta, all'interno del complesso degli Scalabrini, chiedendo di potergli parlare. Una collaboratrice della direzione scolastica, gentilmente, ci ha detto: “Ai giornalisti diciamo “no” in questi giorni”.
Alle nostre insistenze, si è quindi recata nello studio del direttore da cui è uscita poco dopo dicendoci: “Don Guido non riceve giornalisti”.

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