Attualità

Soldi del Comune alla banca dello Stato: anche Romano dice “no”

Il Comune firma una delibera che blocca l'esecuzione del trasferimento delle risorse comunali alla tesoreria unica statale. Il sindaco Rossella Olivo: “Ritengo che sia una grande truffa. Sono risorse economiche tolte al nostro territorio”

Pubblicato il 29 feb 2012
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Verrà firmata domani dal sindaco Rossella Olivo la delibera che dice “no” al Decreto Legge del 24 gennaio che prevede che tesorieri o cassieri degli enti e organismi pubblici provvedano a versare le disponibilità liquide comunali sulle rispettive contabilità speciali aperte alla tesoreria unica statale: tutto questo, secondo il provvedimento dell'Esecutivo, ai “fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica.”
Secondo invece la delibera comunale, il trasferimento alla tesoreria viola una serie di norme della Costituzione, rispetto ai temi dell’autonomia finanziaria e del decentramento amministrativo.
“Ritengo che si tratti di una grande truffa - spiega il primo cittadino -. Sono risorse economiche che vengono tolte al nostro territorio. Le banche fino ad oggi con questi fondi hanno potuto finanziare le nostre imprese, le nostre aziende, i nostri cittadini. Si tratta di risorse che rimanevano a noi e che se ora verranno spostate andranno a rendere ancora più critica una situazione già resa precaria dalla crisi.”

Il sindaco di Romano d'Ezzelino Rossella Olivo: "Dopo l'Imu si tratta dell'ennesimo attacco alle autonomie locali"

“Siamo sempre alle solite - puntualizza il sindaco Olivo -. I fondi erano già bloccati dal patto di stabilità, tenendoli nelle tesorerie locali almeno ci davano la possibilità di poter erogare qualche servizio, ad esempio il finanziamento del notiziario amministrativo o altre iniziative per la collettività. Per non parlare del debito altrui che questi soldi andranno a sanare se finiranno nella banca statale. Dopo l’Imu si tratta dell’ennesimo attacco alle autonomie locali.”
Assieme a Rosà, Gallio e Vicenza quindi, anche l’Amministrazione di Romano d’Ezzelino dice “no” all’azzerare delle entrate derivanti dagli interessi attivi sulle giacenze di cassa e al vedere azzerati al minimo gli altri benefici erogati ai Comuni dagli istituti bancari.

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