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Lavoro in Comune
“Progetto lavoro” di Etra: costituito un fondo per favorire la temporanea occupazione di disoccupati o esodati del territorio presso i Comuni soci della multiutility. Le persone già avviate al lavoro sono 92, entro aprile saranno 310
Pubblicato il 18 mar 2013
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“Creeremo 310 posti di lavoro”. Non era una promessa elettorale, ma l’impegno di Etra ad alleviare un problema che, pur non essendo di sua stretta competenza, riguarda il territorio servito dalla multiutility.
“I soci di Etra - aveva detto il presidente Stefano Svegliado - sono i 75 Comuni che hanno dato vita alla società per assicurarsi una gestione sana e controllata di servizi essenziali come l’acqua e l’ambiente. I veri soci, però, sono i 600 mila cittadini che usufruiscono dei nostri servizi. E se la crisi colpisce loro, è come se colpisse direttamente anche noi. Non possiamo che dare il nostro massimo contributo.”
Etra, quindi, ha destinato 800 mila euro per il Progetto lavoro (più 200 mila euro per chi ha difficoltà a pagare le bollette dei rifiuti), cifra alla quale si sono aggiunti 750 mila euro erogati dalla Fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo e 250 mila messi a disposizione dalla Regione. Questa dotazione costituisce un fondo grazie al quale possono essere formate e assunte 310 persone senza lavoro e prive di altri sussidi o ammortizzatori sociali.
Foto: archivio Bassanonet
“Quando siamo venuti a conoscenza del Progetto lavoro - osserva Matteo Segafredo, presidente del Comitato per il Fondo Straordinario di Solidarietà promosso dalla Fondazione Cariparo, con la Caritas diocesana, la Camera di Commercio e la Provincia di Padova, la Fondazione Antonveneta -, abbiamo aderito con entusiasmo perché le finalità del “Progetto” coincidevano con quelle del “Fondo Straordinario” e la crisi sollecita moralmente e concretamente quanti hanno responsabilità verso il territorio. Del resto, la missione della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo è chiara: promuovere la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile. Ispirati da una visione di comunità aperta, solidale e incline all’innovazione, sosteniamo per questo motivo progetti e iniziative realizzati da istituzioni pubbliche e organizzazioni non profit con le risorse messe a disposizione dalla Fondazione e da tutti coloro che si sentono sollecitati alla solidarietà.”
“Abbiamo chiesto - spiega Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra - ai Comuni, e nello specifico ai Servizi sociali che ben conoscono le specifiche situazioni locali, di segnalarci i casi più bisognosi e meritevoli. Abbiamo preso contatto con 438 persone, un numero maggiore dei posti disponibili in modo da supplire a inidoneità dei candidati o a loro rinunce. Si sono presentati al colloquio di valutazione in 396. Le procedure completate riguardano 326 persone, 282 delle quali hanno già superato la visita medica pre-assuntiva; 265 hanno anche frequentato la formazione obbligatoria. Le persone avviate finora al lavoro sono 92, ed entro aprile tutte le 310 saranno operative. A loro vanno aggiunte quelle attivate autonomamente dai Comuni “sfruttando” il Progetto lavoro per ottimizzare le spese generali: 30 a Enego, 8 a Veggiano, 1 a Piazzola sul Brenta.”
Ai neo lavoratori, stipendiati per 6 mesi con 630 euro al mese, vengono affidati compiti finalizzati alla realizzazione dei progetti indicati dai Comuni per sopperire a lavori fermi da tempo e non eseguiti per mancanza di risorse, come la cura del verde pubblico, le dipinture di edifici, la gestione di archivi comunali.
“Il nostro intento - aggiunge Svegliado - non era puramente quello di fornire un sussidio temporaneo a chi è senza reddito, quanto insegnare una professionalità o comunque riqualificare lavoratori esclusi dal mercato. Per questo nel Progetto lavoro è inserito un percorso formativo, su misura per ciascuno, di 5 ore alla settimana per 6 mesi. Noi siamo molto felici per le persone che hanno interrotto il progetto avendo nel frattempo trovato un lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato per un periodo più lungo, poiché il reinserimento lavorativo è il nostro obiettivo. Segnalo inoltre che il Progetto lavoro è rivolto a chi ha più di 30 anni ma Etra si è impegnata personalmente ad assumere una decina di giovani under 30.”
Il progetto sta riuscendo grazie all’apporto di molti soggetti: da Confcooperative-Federsolidarietà, che gestisce le varie fasi, ai sindacati, che hanno sottoscritto l’accordo per il reinserimento lavorativo, fino alle Ulss 3 e 15, che hanno svolto gratuitamente le visite mediche dei lavoratori, evitando costi che sarebbero andati a intaccare il fondo.
“Vogliamo dare una possibilità a chi è al momento escluso dal mercato del lavoro per colpa della situazione economica non felice - conclude Manuela Lanzarin -. Anche questo è lavorare per e sul territorio. Si parla spesso della responsabilità sociale delle imprese; come società pubblica, Etra sente fortemente questo impegno. Oltre ad aiutare molti ex lavoratori a trovare lo stimolo per rimettersi in piedi, col nostro progetto vengono realizzate opere utili alla cittadinanza e i Comuni possono finalmente portare a compimento lavori per i quali non hanno più soldi.”
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