ADS
ADS

Musica

Giù al nord

Il piccolo capolavoro dei Darkstar

Pubblicato il 08 nov 2010
Visto 3.135 volte

ADS

I fan del dubstep si ricorderanno certamente dei Darkstar, dietro il cui nome (iperconosciuto della scena urbana londinese e balzato alle cronache per il singolo Aidy's Girl is a Computer) si celano gli inglesi James Young e Aiden Whalley. Questo album, il primo attesissimo lavoro della band, pur contenendo il pezzo citato, stupirà senz'altro i puristi del genere dubstep. In piena crisi creativa dopo l'uscita e il successo di Aidy's Girl..., Young e Whalley decidono di ritirarsi nel nord dell'Inghilterra, in cerca di stimoli e ispirazione che indichino loro la traccia da seguire nell'album di debutto. Con l'ingresso del vocalist James Buttery a pieno titolo nelle file della band, il risultato, North, è un disco che prima spiazza e poi incanta, una vera perla che illumina il panorama electro mondiale al livello – senza troppo esagerare – di Moon Safari degli Air, Dig your own hole dei Chemical Brothers, Discovery dei Daft Punk. North convince perchè prende uno schema – quello tipico del ritmo sincopato e del dark mood del dubstep – e lo rivolta a piacere, perché in quaranta minuti di ascolto distilla melancolia allo stato puro, e perché propone un suono unico, minimale, dall'inizio alla fine.

I pezzi, quasi una sorta di manifesto digitale a metà tra il lamento e la contemplazione della solitudine, scivolano via senza particolari cambi di umore: unico appunto, forse, ad un album che proprio nella minuziosa descrizione di un'emozione precisa ha però la sua forza. L'apertura, affidata ai 3 minuti scarsi di In the way, è scandita da un incidere lento e delicato di piano: i temi del disco sono tutti qui, e preparano già il culmine dell'album, immediatamente raggiunto con Gold, difficilmente riconoscibile come cover degli Human League, You remind me of gold. È senza alcuna ombra di dubbio la cosa più cool che si possa sentire in questi mesi: ripresi la linea vocale e gli accordi principali dall'originale, i bpm sono diminuiti vertiginosamente e i suoni sono aggiornati al 2010. Una specie di squarcio depresso sul futuro.

La copertina di North

Il disco prosegue nel tracciato segnato già dai primi brani, fino al momento di tensione più alto, raggiunto con Two chords, in cui la voce è sospesa su un synth arpeggiato ossessivo e ipnotico, e con la title-track North, costruita su un incedere ritmico lento e invasivo. Ostkruez è soltanto un intervallo prima della chiusura con la bellissima ballata del quarto millennio Dear heartbeat e con l'endovenosa When it's gone.

Sconsigliatissimo (o consigliatissimo?) ai malati di cuore cronici, North è l'incrocio perfetto tra un'elettronica postmoderna e un'emozione strappalacrime.

Scopri di più su questi argomenti

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

ADS
ADS

Più visti

2

Politica

28 ago 2026

Se si votasse oggi, come voterebbe Bassano?

Visto 3.381 volte

3

Lettere in Redazione

25 ago 2026

Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia

Visto 3.316 volte

4

Musica

24 ago 2026

Derive: un ascolto, un'atmosfera collettiva, un disco

Visto 601 volte

5

Incontri

29 ago 2026

Un settembre rosa-autrice, per Palazzo Roberti

Visto 527 volte

7

Radici

28 ago 2026

I «Porteghi Longhi» e il Porto di Brenta

Visto 446 volte

8

Geopolitica

26 ago 2026

Thailandia, sfuma il progetto del “ponte terrestre”

Visto 423 volte

9

Geopolitica

30 ago 2026

L’Indo-Pacifico oltre Trump

Visto 356 volte

10

Trasporti e Mobilità

28 ago 2026

Carburanti, il Codacons lancia il Comitato "Giù le accise"

Visto 335 volte