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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
In viaggio nella fotografia
Chiuderà domenica 31 luglio, a Palazzo Sturm, la mostra che racconta per immagini il lungo e felice Viaggio sentimentale di Cesare Gerolimetto
Pubblicato il 25 lug 2022
Visto 6.327 volte
Chiuderà i battenti domenica 31 luglio, a Palazzo Sturm, la bella mostra che racconta per immagini il lungo e felice Viaggio sentimentale che Cesare Gerolimetto ha intrapreso, e continua a intraprendere, in compagnia della fotografia. La piccola antologica ospitata nelle sale del palazzo, un assaggio rispetto alle possibili mostre “a tema” a venire, vista l’attenzione che la città e le istituzioni dedicano negli ultimi anni al mondo della fotografia, ha aperto i battenti lo scorso 13 maggio ed è stata realizzata a seguito della generosa, prodiga donazione di un’opera monumentale racchiusa in oltre 450.000 scatti e dell’intero archivio del fotografo bassanese al Comune e ai suoi Musei. L’esposizione è stata organizzata con il sostegno del Rotary Club locale e quello di Cittadella col Distretto Rotary 2060.
Sono quasi 2000, a una settimana dalla chiusura, coloro che hanno scelto di visitarla, molte le presenze registrate nelle notti bianche di luglio e centinaia i Bassanesi che hanno potuto apprezzarla.
Il viaggio sentimentale di Gerolimetto è narrato per tappe, oltre che a scatti a parole, in un catalogo edito da Antiga, volume che costituisce parte integrante dell’esposizione, a chiusura della quale saranno raccolti i proventi delle copie vendute e delle stampe in mostra acquistate dai visitatori per finanziare la catalogazione del corposo patrimonio fotografico donato al Comune. L’antologica ospita una cinquantina di pannelli che regalano sguardi come finestre sul mondo e che raccontano quasi cinquant’anni di attività. Accoglie scatti in pellicola e diapositiva accanto a clic eseguiti in digitale, perché l’attualità e il futuro parlano il linguaggio del digitale, visti i progressi compiuti dalla tecnologia negli ultimi anni, ha affermato in più occasioni Gerolimetto. Che si sia di fronte a un “colorista” è evidente anche a chi osservi qui per la prima volta l’opera del pluripremiato fotografo bassanese: è il colore a farla da padrone, con l’arte del contrasto e la maestria a dirigere assonanze messe in tensione, che i soggetti siano architetture, paesaggi o persone ritratte.
una visita alla mostra di Palazzo Sturm guidata dal fotografo Cesare Gerolimetto
L’amore per il viaggio è impresso nei riferimenti geografici che riportano le didascalie, e l’orizzonte è ampio e mondiale, ma è impagabile l’opportunità di ascoltare dal vivo i racconti dell’autore degli scatti, che oltre a ragguagli tecnici introduce nella narrazione particolari che guardano alla composizione o all’occasione presa al volo, il “cogli l’attimo” che ha consentito di realizzare una fotografia che è diventata testimonianza o documento, che parla con nitidezza di un luogo e di un’epoca, e diventa spesso opera d’arte. Ci sono le città del Veneto — tra le altre, obbligo amoroso, c’è Venezia, catturata nei suoi giochi di riflessi sull’acqua, e poi Padova, con la basilica di Santa Giustina, una delle più grandi della cristianità, che gioca con gli effetti di luce prodotti da una giostra; la Basilica di Vicenza appare in una foggia inedita, lontane le consuete pose da cartolina; Bassano in particolare fa la sua comparsa in una fotografia che immortala il portone del Duomo vestito a festa con dei palloncini azzurri. Oltre ai centri abitati, è poi il volto cangiante dei panorami del territorio a esibire il suo profilo migliore, con i pascoli verdi dell’Altopiano inquadrati dall’alto e “tagliati” da fili della luce e i profili delle vette scolpite a ricamo nella dolomia, più avanti con le acque della laguna fermate in colori da fiaba. Ma il viaggio approda e parte altrove, protagonista di sicuro quel giro del mondo in camion durato due anni che Gerolimetto con Daniele Pellegrini compì nel 1976, in percorsi che hanno attraversato i cinque continenti.
Tra le sale, si fa tappa tra i chiaroscuri di una New York coperta di neve come tra i sorrisi “rubati” alle donne dell’Oman; si osservano giochi d’ombre al muro del pianto di Gerusalemme e si passeggia a piedi nudi tra i vapori addomesticati creati da una fontana a pavimentazione di Bordeaux; si sta un po’ scomodi anche noi con gli invitati in tiro a un matrimonio scozzese e si guarda ammirati il fiore “straziante” di un agave riflesso in uno specchio rotto… Come accade se si ha occasione di fare un tour nel suo sito personale www.cesaregerolimetto.com/, scorrendo le carrellate di fotografie si smette presto di leggere le didascalie, che sono tra l’altro poco presenti, per immergersi a fondo nelle immagini e apprezzarne forme e colori — sempre in sapiente dosaggio quelli primari — linee e geometrie, originalità di sguardo e capacità di visone che rendono anche semplici particolari familiari elementi inediti e di primo acchito irriconoscibili, quindi ogni volta nuovi.
Che siano colte al volo o posate; più ricercate, arricchite da espedienti tecnici, che Gerolimetto ha sempre dichiarato essere frutto di effetti del tutto naturali, o immagini estemporanee, le fotografie in mostra inquadrano soprattutto la capacità di chi guarda di vedere e di apprezzare il bello che lo circonda, soprattutto nella natura, e un amore cresciuto ad arte per il dettaglio.
La mostra a Palazzo Sturm è aperta e visitabile nei seguenti orari: tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 19 (per i Bassanesi l’ingresso è gratuito).
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