Pubblicità

Radici FutureRadici Future
Pubblicato il 15-09-2021 19:10
in Danza | Visto 3.088 volte

A Venezia, la danza tra i ghiacci di Witness

Da venerdì 16 settembre fino al 3 ottobre, approda a Venezia un progetto artistico-scientifico che ha visto coinvolto il CSC bassanese

A Venezia, la danza tra i ghiacci di <em>Witness</em>

da Witness, alla Biennale di Venezia

Approda a Venezia, dal 16 settembre al 3 ottobre, un progetto iniziato nel 2019 che vede il CSC (Centro per la Scena Contemporanea) come partner artistico: si tratta del film/installazione Witness della regista e artista visiva Emma Critchley, presente al padiglione virtuale italiano CityX Venice della Biennale Architettura 2021.
Visibile nella Sala del Camino di Fondazione Bevilacqua La Masa, Witness è stato realizzato nell’ambito della sua residenza artistica alla Science Gallery di Venezia-Università Ca’ Foscari intitolata “Earth Water Sky”, sostenuta dalla Fondazione Didier and Martine Primat e dedicata al dialogo tra arte e scienze ambientali.
Nell’autunno 2019, il CSC ha accolto il team formato da Emma Critchley e dalla producer Ariane Koek e ospitato a Bassano le due giornate di workshop e audizione per i danzatori del territorio: una prima fase di selezione che è poi proseguita a Y40 – The Deep Joy, la piscina termale più profonda del mondo che si trova a Montegrotto Terme, dove gli artisti selezionati avrebbero poi anche seguito un corso di formazione sull’apnea e il free diving.
La sfida per le tre artiste coinvolte, Grace Okebugwu, Giovanna Garzotto e Ayako Inanami, è stata quella di danzare sott’acqua in apnea, ed è stata realizzata con il supporto della dramaturg locale Greta Pieropan per la drammaturgia di danza, a partire dalle fonti scientifiche raccolte da Emma Critchley e dall’immaginario che voleva costruire.
Le riprese hanno portato a un primo streaming del film realizzato nell’ambito del padiglione virtuale italiano CityX Venice lo scorso luglio, e infine all’installazione ufficiale.
Il film è stato creato a doppio schermo e realizzato con la collaborazione di Carlo Barbante, docente di Ca’ Foscari e direttore del CNR ISP-Istituto di Scienze Polari, che ha contribuito col suo team di ricercatori scelti appositamente dalla curatrice del programma Earth Water Sky, Ariane Koek, per il progetto "Ice Memory" (un’iniziativa globale per creare un archivio in Antartide di carotaggi di ghiaccio estratti da ghiacciai che stanno rapidamente scomparendo dal pianeta), l'opera che considera il ghiacciaio come testimone degli eventi che hanno portato al suo crescente declino e ciascuno di noi un witness dell’emergenza climatica sempre più palese e urgente.
Le sequenze subacquee che hanno avuto come protagoniste le danzatrici sono ispirate alle storie custodite dal ghiaccio e ai modelli delle correnti termiche subacquee. L'installazione offre una meditazione sulle molteplici narrazioni che nascono dal ghiaccio a partire dall'esame di una sua carota, una biopsia che riconduce al tutto del ghiacciaio, in un forte parallelismo tra corpo umano e corpo di ghiaccio, e il prodotto finale racconta eventi storici individuati all'interno delle bolle d'aria conservate nell'acqua solidificata che risalgono fino a 2,7 milioni di anni fa.

Pubblicità

MostraOpera EstateCelebrazioni Ponte

Più visti