Pubblicato il 26-01-2021 08:11
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Tre storie per la Memoria

Mercoledì 27 gennaio, la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza proporrà in streaming il docu-film “Tre Storie. La memoria tra consapevolezza e oblio” realizzato dalla Comunità Ebraica di Padova

Tre storie per la Memoria

Mercoledì 27 gennaio, Giornata della Memoria, la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza proporrà la presentazione in anteprima del docu-film “Tre Storie. La memoria tra consapevolezza e oblio” realizzato dalla Comunità Ebraica di Padova.
L’evento live sarà trasmesso in streaming sul sito e sui canali social del teatro a partire dalle ore 12. A presentare il filmato realizzato con Zelda Teatro sarà Gina Cavalieri, vice presidente della Comunità Ebraica di Padova che ne ha curato la supervisione.
Nei trenta minuti del filmato si dipanano le vicende di tre famiglie disgregate dalle leggi razziali, narrate con emozione da Anna Lisa Sacerdoti, Lia Sacerdoti e Sara Parenzo: ricordi dolorosi, storie personali e conseguenze del tragico genocidio si intrecciano nelle “tre storie” del titolo. Aperto da una citazione di Hannah Arendt a cui dà voce l’attrice Ottavia Piccolo, il video è stato realizzato con i finanziamenti della Legge regionale n.5/2020 sulla Memoria della Shoah, per la regia di Filippo Tognazzo e Raffaella Rivi con le musiche di Sergio Marchesini/New Landscapes.
Come precisa la Comunità ebraica patavina, il docu-film si inserisce in una più ampia riflessione sul concetto stesso di “memoria” individuale e collettiva a distanza di ventuno anni dalla legge n.211 del 2000 che ha istituito questo Giorno speciale in Italia. Il filmato è rivolto in particolar modo alle giovani generazioni e al mondo della scuola, e vuol essere un punto di partenza per capire e approfondire quanto avvenuto nel nostro Paese tra il 1938 ed il 1945. Proprio per le scuole è stata predisposta oltre al video una importante documentazione d’archivio che gli insegnanti potranno utilizzare per approfondire gli argomenti che vengono citati nelle interviste.
Sono ormai pochi i testimoni delle persecuzioni nazifasciste ancora in vita, alcuni di loro di recente poco rispettati platealmente e proprio in sede istituzionale, la responsabilità della memoria passa ora nelle mani dei “testimoni dei testimoni”.

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