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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Teatro

Teatronet

Una maratona in streaming, mercoledì 4 marzo, per uno spettacolo che non c'è intitolato "A porte chiuse"

Pubblicato il 06 mar 2020
Visto 2.182 volte

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Una maratona in streaming, mercoledì 4 marzo, che ha visto coinvolte tante compagnie, artisti e gruppi del territorio che a distanza di due settimane dall’imposizione di chiusura dei teatri ha messo in piedi una serata “A porte chiuse”, ospitata dal Teatro filarmonico di Piove di Sacco.
Organizzata da un gruppo di associazioni e di compagnie in concerto col Comune e col Teatro, la serata è stata aperta agli utenti del web. Diversi artisti hanno accettato l’invito a partecipare, tra questi Andrea Pennacchi, Vasco Mirandola, Marco Tizianel e Stefano Razzolini della padovana Carichi sospesi, Giorgio Gobbo, Sergio Marchesini, Erica Boschiero, Andrea Dellai e molti altri. Tutti si sono alternati sul palcoscenico con pillole di spettacolo e di canzone con l’intento finale di portare all’attenzione del pubblico il disagio e le difficoltà che stanno vivendo tanti lavoratori professionisti del mondo dello spettacolo. Nessuna lamentazione da dibattito con opinionisti da salotto però, nessuna rivendicazione urlata, il linguaggio della protesta educata messa in campo, o meglio, in palco, è del tutto quello del teatro: perciò in questo “spettacolo che non c’è” incalza un alternarsi di scene che propongono frammenti degli spettacoli a cui attori e musicisti, registi e tecnici stavano lavorando prima del fermo imposto dai decreti per le misure di contenimento del Covid-19, e poi momenti di musica, letture e performance e tra questi anche creazioni originali ispirate all’attualità e alla situazione vigente che tutti stiamo vivendo, proposte attraverso sketch divertentissimi, dai risvolti tragicomici, come quello ideato da due attori di Stivalaccio Teatro (allo scadere dell’ora al minuto 1:00:00, per chi vorrà anche in differita guardare lo spettacolo sulla pagina Facebook del Teatro Filarmonico).
I componenti della Compagnia vicentina che era attesa anche a Bassano con lo spettacolo intitolato Sèmi hanno reso "virale" in questi giorni sui loro social un invito ai colleghi a postare e a far girare una storia, una canzone, un monologo per affermare che i lavoratori dello spettacolo “esistono”, e che le restrizioni imposte al settore li stanno colpendo duramente.

i protagonisti di A porte chiuse (fonte FB)

Un Teatronet non è esattamente quello che si vorrebbe e che piace, neanche a chi lo vive da protagonista che non vuole finire per bussare da dietro qualche schermo somigliante a un prodotto per la tv, perché il teatro non vive, affoga, in un acquario.

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