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Gioco pericoloso

I consiglieri di “Un'altra Bassano” interpellano il sindaco sulla proliferazione in città di casinò e affini e chiedono l'adozione di un “Regolamento comunale delle sale giochi” per i gravi rischi di dipendenza da gioco nella popolazione

Pubblicato il 22 nov 2011
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Spuntano come funghi, favorite dalla sfrenata liberalizzazione del settore.
Prendono per la gola le tantissime persone che - alla ricerca di una facile scorciatoia per uscire dalla crisi economica - non resistono al canto delle loro sirene e si affidano all'illusione di azzeccare il colpo grosso, rischiando di diventarne dipendenti.
Parliamo di sale giochi: casinò, slot machines, sale scommesse. Un settore in vorticoso aumento anche a Bassano del Grappa. Aumento vorticoso, e vorremmo dire anche incontrollato. L'iniziativa privata, si sa, non si può arginare. Ma regolamentare sì, nel momento in cui l'attività in questione può trasformarsi in una pericolosa chimera per il portafogli dei cittadini e, nei casi di dipendenza da gioco, per la serenità delle famiglie.

Il problema, finalmente, viene messo alla luce. Invitando il Comune di Bassano ad esprimersi formalmente al riguardo. L'iniziativa è del gruppo consiliare di minoranza “Un'altra Bassano” che in un'interpellanza - inserita all'ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale del 29 e 30 novembre, a firma dei consiglieri Paola Facchinello e Riccardo Poletto - chiede all'Amministrazione di prendere posizione sull'argomento, “considerata la recente ed ampia diffusione di sale giochi nel territorio comunale, in seguito all'introduzione di una favorevole normativa nazionale, e visti i regolamenti emanati da altri Comuni”.
In particolare, i due consiglieri interpellano il sindaco Cimatti per sapere “le ragioni per cui, finora, l'Amministrazione non abbia provveduto alla redazione ed adozione di un Regolamento delle sale giochi” e “se vi sia l'intenzione di procedere in tal senso.”
“E' da parecchi anni - spiega il consigliere Riccardo Poletto - che i governi, a corto di denari, hanno facilitato la proliferazione di nuove forme di lotterie ed altre attività che spingono ad investire sulla fortuna.”
“C'è stato, parallelamente - aggiunge -, un aumento significativo di disturbi del comportamento chiamati “ludopatie”, assimilabili in tutto e per tutto a vere e proprie dipendenze. Così, come se non bastassero i problemi generati dalla classiche dipendenze da droghe, il nostro Paese si trova ad affrontare questa nuova piaga sociale, le cifre parlano di 500.000 casi di patologie vere e proprie. Sarebbe da chiedersi se il gioco vale la candela, ossia se gli incassi in termini di tasse giustifichino i costi sociali e sanitari delle dipendenze che aumentano.”
“Ma questi - prosegue l'esponente di Un'altra Bassano - non sono gli unici problemi generati dallo sviluppo incontrollato di questi locali di svago, ce ne sono altri legati alla loro localizzazione, agli orari di esercizio ed altro.
A livello locale qualcosa si può fare ed infatti molti sono i Comuni che hanno cercato di gestire queste nuove situazioni con regolamenti precisi e spesso efficaci.
Come? Ad esempio ponendo il divieto di inserire locali di gioco o scommesse in prossimità di scuole, parchi giochi ed altre strutture educative o comunque frequentate da minori, ritenendo che anche solo la vicinanza ai luoghi maggiormente frequentati sia un fattore di rischio.”
“Molti regolamenti già attuativi, ad esempio quello di Padova - sottolinea Poletto -, vietano anche l'utilizzo di insegne recanti la parola “Casinò”. Una sala da gioco di Bassano utilizza un'insegna luminosa con questa parola.
Inoltre viene imposto di apporre all'interno dei locali dei manifesti che mettano in guardia dai rischi di dipendenza da gioco, un po‚ come si fa sui pacchetti di sigarette rispetto ai danni per la salute.”
“Il comune di Desenzano sul Garda - conclude il consigliere comunale - ha usato lo strumento della programmazione urbanistica, vietando in zone residenziali l'insediamento di varie attività (sale scommesse, discoteche, sale Bingo ecc.), decisione molto discussa, ma che ha avuto la legittimazione del Consiglio di Stato.
Con l'interpellanza chiediamo quindi, se esista un regolamento comunale anche a Bassano, e se no, per quale motivo non ci si sia mossi per tempo, pur nei limiti che le norme definiscono.”

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