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L'Italia del tè e della mela
Assemblea pubblica della CGIL a Bassano su crisi e manovra finanziaria. La segretaria generale di Vicenza Marina Bergamin: “Se non riattiviamo la crescita non saremo in grado di produrre ricchezza da ridistribuire nel welfare”
Pubblicato il 25 ott 2011
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C'è anche un'Italia, rappresentata dal caso di una pensionata con 750 euro al mese, che tira avanti tutti i giorni “con un tè e una mela”.
O come il caso di una lavoratrice cassintegrata della Siltal di Bassano, che invita i presenti a recarsi il martedì e il giovedì davanti allo sportello bassanese della Caritas che distribuisce viveri di prima necessità nel vecchio Ospedale per rendersi conto di quanta gente faccia la fila per ritirare il pane o una scatola di pasta.
“Ci sono andata anch'io - aggiunge la lavoratrice - e non me ne vergogno.”
Da sinistra: Gino Ferraresso, del Dipartimento Stato Sociale CGIL, la segretaria CGIL VIcenza Fabiola Carletto, la segretaria generale CGIL Vicenza Marina Bergamin e Lino Zilio del Sindacato Pensionati CGIL Bassano all'assemblea in Sala Tolio
Sono le piccole storie invisibili - ma sempre più diffuse - di un Paese in crisi ma anche in grande contraddizione, che presenta da una parte una povertà in sensibile aumento e dall'altra una ricchezza lorda complessiva, e cioè patrimoniale, delle famiglie di 9.732 miliardi di euro.
“Allora di quella ricchezza lorda faccio parte anch'io - commenta un altro lavoratore di un'azienda bassanese -. Peccato che il capitale immobile sia della banca, finché non gli pago il debito. In famiglia lavoriamo sia io che mia moglie, abbiamo due figli, e non sappiamo come fare se per caso si rompe la macchina che mi serve per andare a lavorare.”
Di crisi e manovra si parla tutti i giorni, a partire dai giornali. Un tunnel che non ha ancora trovato una via di uscita e su cui le analisi, le interviste e le dichiarazioni continuano a bombardarci. Ma quando a parlarne sono le persone direttamente toccate dai problemi della quotidianità, gettando la maschera, la vera entità del problema emerge senza “se” e senza “ma” e impone la necessità di condensare le energie sul territorio per fare massa critica e ricercare urgentemente una via di soluzione.
E' proprio questo lo scopo delle assemblee pubbliche sul tema “Crisi e manovra” che CGIL e CGIL-Spi (Sindacato Pensionati Italiani) di Vicenza stanno promuovendo in queste settimane nei principali Comuni della provincia per un confronto diretto con la cittadinanza sulle ricadute delle misure finanziarie del governo per lavoratori, pensionati, cittadini e enti locali.
L'incontro di Bassano del Grappa è convocato in Sala Tolio ed è stata invitata anche l'Amministrazione locale. La sala è piena, ma in rappresentanza del Comune di Bassano ci sono solo il sindaco Stefano Cimatti, l'assessore Annalisa Toniolo e il capogruppo di “Un'altra Bassano” Paola Facchinello.
“Sono amareggiata - afferma Fabiola Carletto, segretaria CGIL Vicenza -. A questa serata avevo invitato tutti i capigruppo consiliari, ma ne vedo soltanto uno. Volevo che ci fossero e che capissero cosa succede in questa città. Questa città deve uscire dall'oblio.”
L'assemblea pubblica - ma è soltanto una coincidenza - si svolge mentre a Roma si sta concludendo, peraltro senza esito, la riunione del Consiglio dei Ministri sulla riforma delle pensioni. Quello che si dice “stare sul pezzo”.
La Bassano che fa fatica ad arrivare a fine mese si concretizza nei dati che la segretaria Carletto rende noti dal tavolo dei relatori: una famiglia su quattro si dichiara “non in grado di sostenere una spesa improvvisa”, al patronato INCA da aprile a ottobre sono giunte 786 domande di disoccupazione sociale e mobilità e i disoccupati iscritti al Centro per l'Impiego di Bassano sono saliti nel 2011 a 975, sui 3652 complessivi del comprensorio bassanese. Nei primi nove mesi dell'anno in provincia di Vicenza (dati Veneto Lavoro) si è ridotto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e alla mobilità, ma sono cresciuti del 27% i licenziamenti collettivi.
Al Caaf CGIL si sono invece ridotte, rispetto al 2008, le domande di contribuzione sociale. Ma si tratta della conseguenza dei tagli della Regione Veneto “che ha ridotto il numero e la soglia di reddito per accedere alle contribuzioni, oltre ai tagli ai trasporti, alle mense scolastiche e ad altri servizi.”
“E' una crisi strutturale - commenta Fabiola Carletto - che la manovra del governo, incapace a rispondere ai bisogni del Paese, fa pesare sempre di più sui ceti meno abbienti, con l'aumento delle diseguaglianze e il rischio di rottura della coesione sociale.”
Ancora più allarmanti i numeri presentati da Gino Ferraresso, del Dipartimento Stato Sociale CGIL Vicenza.
La voce più consistente della manovra finanziaria 2011, per 60 miliardi complessivi, è la “delega assistenziale e fiscale” che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 16 miliardi. “Se non passa la riforma delle pensioni - avverte Ferraresso - i 16 miliardi saranno ricavati con tagli alle agevolazioni, deduzioni e detrazioni che riguardano in primo luogo il lavoro dipendente e le pensioni stesse. Il taglio alle agevolazioni fiscali, previsto al 5% nel 2012, salirà al 20% nel 2013. Si passerà inoltre dalla tassazione sulle persone (Irpef) all'aumento della tassazione sulle cose (Iva, accise, benzina), che avrà ovviamente più peso per i redditi più bassi.”
“I tagli previsti per i conti pubblici - prosegue il sindacalista - riguarderanno in maniera percentuale e lineare il pubblico impiego, con il blocco dei contratti e delle assunzioni; gli enti locali, che dovranno tagliare i servizi oppure aumentare le imposte comunali e la sanità, con la possibile abolizione dell'Irap che finanzia il sistema sanitario e la possibile introduzione dei ticket sulla degenza ospedaliera.”
“Lo stesso piano sociosanitario approvato dalla Regione Veneto - puntualizza Ferraresso - prevede un'ipotesi di contributo alle spese per alcuni servizi e alcune categorie di cittadini.”
Tra i diversi argomenti trattati dalla chiara relazione di Ferraresso - di cui il sindaco Cimatti e la consigliera Facchinello hanno espressamente richiesto una copia - c'è anche la ricaduta della scure finanziaria per i Comuni del nostro territorio, basata su dati ufficiali del Ministero dell'Interno. Nel 2011 per il Comune di Bassano del Grappa erano previsti minori trasferimenti dallo Stato, rispetto al 2010, per 740mila euro. Ma l'entità reale dei tagli, per l'Amministrazione bassanese, ammonta a più 1 milione e 379mila euro, ovvero quasi il doppio. Nonostante ciò, come rilevato dalla stessa CGIL, il Comune di Bassano non ha ridotto le spese nel sociale, che rappresentano da sole il 15% della spesa corrente.
La segretaria generale CGIL Vicenza Marina Bergamin conclude i lavori dopo la relazione di Lino Zilio, del Sindacato Pensionati CGIL Bassano e gli interventi del pubblico.
“Se non riattiviamo la crescita - afferma la segretaria generale - non saremo in grado di rimettere in pista risorse da ridistribuire. La manovra non si preoccupa di dare impulso economico e occupazione, fondamentali anche per ridistribuire ricchezza sotto forma di welfare.”
“Il nostro territorio oggi - sottolinea Marina Bergamin - è a un grande bivio. La decrescita in provincia di Vicenza non nasce oggi ma parte dal 1992, e noi lo dicevamo in tempi non sospetti. Il tema della produttività non compete solo alle aziende ma è anche sindacale, per recuperare attraverso il lavoro equo la produttività che ci permetta di competere.”
“Siamo sempre stati una provincia vocata all'export - ammonisce la dirigente sindacale - ma nel vicentino aumentano le importazioni di prodotti molto sofisticati. Nel comparto high tech l'export di Vicenza, nel Veneto, è il più basso di tutti. Ci siamo attardati, se non ragioniamo di questo avremo problemi anche col welfare.”
“Confindustria - conclude la segretaria Bergamin - oggi sprona il governo, ma si dimentica che in dieci anni 7 punti di Pil da lavoro delle aziende non sono stati investiti in ricerca e innovazione, ma in operazioni immobiliari, finanziarie e nell'economia di carta. Non sono le aziende, ma sono i sistemi che competono. Dobbiamo capire assieme, con tutto il territorio, se fare il passo avanti.”
E' l'appello finale che parte da Bassano del Grappa, città emblematica del laborioso e contraddittorio Nordest, economicamente ancora vitale eppure pienamente inserita nell'Italia del tè e della mela.
Un tè che per molte persone ormai è amaro, e la mela bacata.
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