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Non c’è Rosà senza spine

Impianto agrivoltaico a Travettore. Riparte Rosà lamenta la mancanza di dialogo dell’amministrazione con cittadini e minoranza. “Solo unendo le forze sarà possibile garantire la salvaguardia del “polmone verde” della Civiltà delle Rogge”

Pubblicato il 21-09-2025
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Rieccolo qua: il classico argomento di attualità che si presenta in modalità “fiume carsico”, scorrendo sotterraneo per settimane per poi riaffiorare all’improvviso alla superficie, prima di tornare a scorrere nuovamente sottoterra.
È la questione - assurta per la prima volta agli onori della cronaca a fine luglio - del progetto del maxi impianto agrivoltaico della potenza di 51,81 MWp (megawatt di picco), con l’installazione di quasi 80.000 moduli fotovoltaici su strutture con inseguitori solari, che l’azienda privata Tonello Energie Srl vorrebbe realizzare su una superficie di circa 73 ettari di terreni agricoli in via Capitello, a Travettore in Comune di Rosà, in un’area compresa nell’ambito del parco rurale Civiltà delle Rogge.
Riassumo velocemente, di seguito, i “fondamentali” della vicenda, saltando necessariamente diversi passaggi.

L'area interessata dal progetto dell'impianto agrivoltaico

L’iter di autorizzazione dell’impianto agrivoltaico è stato avviato presso la Regione Veneto.
La notizia è stata resa pubblicamente nota lo scorso 30 luglio, per l’appunto, dalla lista di minoranza Riparte Rosà, che nell’occasione aveva espresso il timore di un “primo passo verso lo smantellamento del parco rurale”.
Prima di Ferragosto, l’amministrazione comunale di Rosà ha comunicato di aver espresso formalmente alla Regione Veneto “legittimi e fondati dubbi sull’ammissibilità del progetto, richiamando l’attenzione sulla tutela di un’area di elevato valore ambientale, paesaggistico e identitario per l’intero territorio bassanese”.
E questo perché, come da comunicato stampa, l’amministrazione comunale ha informato “di essersi attivata con tempestività e determinazione per attuare tutte le iniziative in sua facoltà al fine di manifestare e motivare parere negativo” rispetto al progetto.
Dopodiché - ed è già trascorso più di un mese - il fiume di attualità e cioè di notizie effettive sull’iter dell’impianto agrivoltaico è ritornato a nascondersi nel suo corso sotterraneo.
Ieri però, dopo essere già intervenuta il 18 agosto in replica alle dichiarazioni della sindaca Elena Mezzalira, ha ripreso a farsi viva la lista di minoranza Riparte Rosà, tramite un comunicato stampa trasmesso in redazione dalla consigliera comunale Giulia Vanin, che pubblichiamo di seguito.

COMUNICATO

Parco Agrivoltaico a Travettore: manca il confronto con cittadini e minoranza

Il Gruppo consiliare Riparte Rosà esprime forte preoccupazione per l’assenza di confronto pubblico sul progetto del maxi impianto agrivoltaico da 73 ettari previsto a Travettore. A oltre un mese dalla nostra richiesta formale (19 agosto), non è stata ancora convocata alcuna commissione consiliare per discutere la proposta, né è pervenuta una risposta scritta.
Abbiamo pertanto scritto al Prefetto, chiedendo di intervenire e di adottare
ogni iniziativa ritenuta necessaria per garantire il rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali e il corretto funzionamento degli organi consiliari, ai sensi della normativa vigente.

Con l’interrogazione presentata nel mese di luglio avevamo chiesto all’amministrazione rosatese di attivarsi con i Comuni vicini - Bassano del Grappa e Cartigliano - per costruire un fronte comune a difesa del Parco Rurale Comprensoriale. Le recenti dichiarazioni alla stampa confermano che questo percorso è stato avviato:

Il Sindaco di Cartigliano ha annunciato che porterà in Consiglio comunale una delibera per esprimere formalmente la contrarietà al progetto, sottolineando che “il Parco delle Rogge è sempre stato un posto da tutelare… ora sarebbe vergognoso avere una struttura così impattante”.

Anche il Sindaco di Bassano ha ribadito la posizione netta contro i pannelli fotovoltaici sul suolo agricolo, dichiarando la disponibilità a sostenere Rosà in questa battaglia.

Pur accogliendo con favore i contatti avviati con i Comuni vicini, denunciamo una grave lacuna: l’amministrazione ha coinvolto gli altri Comuni, ma ha escluso la minoranza consiliare e, soprattutto, i cittadini.

Riteniamo che questa scelta sia un errore. Crediamo che il coinvolgimento della cittadinanza sia fondamentale: una raccolta firme o altre forme di partecipazione attiva possono dare maggiore forza e legittimità alla posizione contraria espressa dal Consiglio comunale. Su un tema di questa portata, non bastano le decisioni calate dall’alto: serve la voce dei cittadini, i veri custodi del nostro territorio.

Riparte Rosà continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, convinto che solo unendo le forze sarà possibile garantire la salvaguardia del “polmone verde” della Civiltà delle Rogge.

L’amministrazione rosatese ha assunto una posizione formale contro il progetto, ma ci chiediamo se il rifiuto di incontrare i cittadini non nasconda la volontà di non esporsi e proteggere interessi economici. Non voler coinvolgere i cittadini e mantenere stretto riserbo su ciò che si fa è un modo per restare tiepidi… non si sa mai come andrà a finire.

Per il Gruppo consiliare Riparte Rosà
la consigliera Giulia Vanin

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