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L’ambasciatrice della Norvegia?
È l’assessore comunale uscente alla Cultura e all’Economia del turismo Giovannella Cabion, giunta direttamente da MarOslo, che nella foto di gruppo che vedete pubblicata sotto regge orgogliosamente una bandiera norvegese.
Siamo in riva al Brenta, sul balcone panoramico delle stanze segrete della loggia della Grapperia Nardini, e sullo sfondo c’è immancabilmente il Ponte di Bassano, co-protagonista ideale della manifestazione che viene qui presentata.
Foto Alessandro Tich
La manifestazione si chiama infatti “Stockbridge 2024” e il suo nome è l’unione tra le due parole inglesi “stockfish”, stoccafisso, e “bridge”, ponte.
Per tre giorni di seguito, venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 maggio - e quindi esattamente in mezzo al weekend dell’Adunata Nazionale degli Alpini di Vicenza e al weekend dell’arrivo di tappa del Giro d’Italia a Bassano del Grappa - la nostra città diventerà la capitale internazionale dello stoccafisso, o del merluzzo nordico, o del baccalà, o del bacalà con una “c” oppure del Gadus morhua, come da suo nome scientifico, che dir si voglia.
In realtà, “Stockbridge 2024” ha anche il suo nome ufficiale tutto per esteso: “International Meeting for Stockfish Heritage”.
E cioè “Incontro Internazionale per il Patrimonio dello Stoccafisso”.
Un programma di eventi che sarà proposto “per valutare, studiare e sostenere la candidatura dello stoccafisso a Patrimonio Immateriale UNESCO”.
Stoccafisso dell’Umanità.
Chi fa gli onori di casa alla presentazione degli Stoccadays non può che essere Otello Fabris, esperto di storia della gastronomia, l’uomo che sussurra ai baccalà.
Era già stato lui, una dozzina di anni orsono, ad organizzare il tratto bassanese della “Via Querinissima”: l’itinerario rievocativo della Confraternita del Bacalà in onore del nobile e capitano veneziano Pietro Querini che nel 1432, secondo le scritture, sopravvissuto ad un naufragio nei gelidi mari del Nord, fu trasportato dalla corrente alle Isole Lofoten, da cui riprese la via per Venezia lungo i fiumi d’Europa, Brenta compreso, con un carico-omaggio di 60 stoccafissi, facendo conoscere per la prima volta quei pescioni essiccati nella Repubblica del Leon.
Ed è ancora Otello Fabris il gran maestro di cerimonie dell’incontro con la stampa per l’annuncio della manifestazione.
“La proposta dello stoccafisso Patrimonio Mondiale Immateriale è nata l’anno scorso a Cittanova Calabra - spiega Fabris -. Il percorso è avviato, sebbene sappiamo già in partenza che è molto difficile.”
A Cittanova Calabra è stata infatti siglata la “Dichiarazione del Patrimonio dello Stoccafisso”: ne attesta la “notevole importanza storica e culturale transnazionale” e sottolinea l’unicità delle “tecniche di lavorazione, conservazione e preparazione”.
Per i promotori dell’istanza, l’iscrizione dello stoccafisso nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO rappresenta pertanto “un’opportunità per celebrare la nostra cultura e preservare questa preziosa tradizione per le generazioni future”.
La proposta per il riconoscimento UNESCO del pesce del nord tanto amato anche al sud è stata sostenuta da 25 firmatari: tra questi la International Stockfish Society, l’Università norvegese di Bergen, Slow Food Bergen, l’Università Magna Grecia di Catanzaro, il Macaronicorum Ristoratorum Baxanensium Collegium, l’Accademia dello Stoccafisso di Calabria e ancora altre Accademie, Confraternite e Associazioni nazionali ed estere.
Tutti costoro si ritroveranno, tutti insieme appassionatamente, nei tre giorni dello “Stockbridge” bassanese.
“A Bassano - anticipa Otello Fabris - si aggiungeranno ancora adesioni a questo progetto, a partire dalla Lapponia e anche dalla Nigeria che è il più importante consumatore mondiale delle teste di stoccafisso.”
Bassano del Grappa, dunque, al centro del mondo dello stockfish che si estende dalla terra di Babbo Natale fino al cuore dell’Africa: questo sì che è un comprensorio di Area Vasta.
La manifestazione bassanese “Stockbridge 2024” sarà dunque dedicata allo stoccafisso ma - per restare in tema di creature marine - dal punto di vista organizzativo ricorda piuttosto un polipo, tanto tentacolare sarà il suo programma.
Per limitarci solamente agli eventi principali, la giornata di venerdì 17 maggio inizierà col raduno della Commissione di Cittanova 2023, delle Confraternite e delle Accademie della Federazione Italiana dei Circoli Enogastronomici.
Alle 17.30, nella sala Chilesotti del Museo Civico, l’incontro di saluto della città di Bassano e di aggiornamento sul progetto UNESCO per lo stoccafisso: interverranno, fra gli altri, i rappresentanti delle delegazioni Sami (Lapponia, Norvegia), della Nigeria e della Germania.
In serata, al ristorante Trevisani, cena a tema su prenotazione “Saggio sulla tradizione enogastronomica bassanese” con brindisi alla delegazione norvegese per la festa nazionale del Regno di Norvegia.
Tra gli appuntamenti in agenda per sabato 18, invece, sono previste le visite delle delegazioni sul Ponte, in centro storico e a Villa Ca’ Erizzo Luca.
Qui si terrà un pranzo a cura di Sergio Dussin, sempre in modalità di “Saggio sulla tradizione enogastronomica bassanese”.
Nel pomeriggio, all’Istituto Scalabrini, riunione di lavoro (ma aperta al pubblico) della Commissione di Cittanova 2023.
Gran finale per sabato, al ristorante Ca’ Nardello per lo Slow Food Day, la cena a tema “Menù Querinissimo”: proposta gastronomica sulla storia del viaggio dello stoccafisso in Europa con gemellaggio tra le delegazioni italiane, norvegesi e nigeriane di Slow Food International.
Ma la giornata clou sarà domenica 19 maggio.
In mattinata, sfilata attraverso il centro storico delle delegazioni ospiti e alle 11.30 l’incontro solenne sul Ponte di Bassano “Stockbridge 2024, un Ponte per lo stoccafisso candidato a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO”.
Seguirà alle 13 il principale momento gastronomico del programma con accesso sempre su prenotazione: il “Gran Buffet dei piatti tipici di stoccafisso, il pesce che unisce” nel cortile dell’Istituto Scalabrini, con gli chef delle Accademie e delle Confraternite enogastronomiche da Italia, Norvegia e Nigeria.
Contribuirà al nutrito menù del Gran Buffet anche l’Enaip di Bassano del Grappa, rappresentato in conferenza stampa dal dirigente scolastico nonché scrittore di successo Loris Giuriatti: i ragazzi dell’istituto di formazione professionale proporranno il “Baccalà young”.
Il programma di domenica sarà concluso alle 18 dal passaggio sul Brenta di una zattera storica con un carico di stoccafisso, portato dagli Zattieri del Brenta.
“Sarà una zattera storica di 11 metri per 2 metri e 20, ma le antiche zattere potevano arrivare anche a 22 e a 35 metri - racconta Romeo Lazzarotto del castaldo Zattieri del Brenta di Valstagna -. Sarà formata con tronchi di 4 metri e da tre zattere messe assieme. Lo scopo della discesa della zattera è quello di sostenere la cultura dello stoccafisso che rischia di scomparire a causa del cambio del clima e del cambio del mercato.”
“Anche per la fluitazione del legname - continua Lazzarotto - già sei Paesi europei hanno presentato domanda all’UNESCO per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. Per l’Italia la domanda riguarda i fiumi Brenta, Adige e Piave.”
Caspita, quanta UNESCO: tra gli aspiranti candidati Ponte di Bassano, stoccafisso e fluitazione del legname, più il Monte Grappa già nominato Riserva della Biosfera MaB UNESCO, non riESCO più a tenere il conto.
E attenzione, cari amici vicentini che ci leggete: non c’è solo il Tribunale della Pedemontana Veneta a togliervi il sonno.
Tra le specialità di stoccafisso che saranno proposte in occasione di “Stockbridge” c’è infatti anche il “Baccalà alla Bassanese”: un “baccalà in bianco, in casseruola”, con ricetta pubblicata dai Remondini dal 1783 al 1820, che veniva servito a Bassano nel locale “Alle Scalette da Gregori al Macello Nuovo” dal 1896 al 1899.
Un piatto riscoperto, dunque, minaccia il primato vicentino: lo Stoccafisso della Pedemontana Veneta.
In occasione degli Stoccadays sarà inoltre esposta agli Scalabrini la scultura di un grande pescione di legno, uno stoccafisso della lunghezza di 5,5 metri, realizzato in legno di cedro del Libano, “con la testa rivolta verso Venezia”.
“Lo stesso nome “stockfish” vuol dire “pesce di legno” e noi lo abbiniamo al nostro Ponte di legno”, sottolinea Otello Fabris.
Per la serie: Norwegian Wood, come la famosa canzone dei Beatles.
Alla conferenza stampa in loggia Nardini, “Stockfish 2024” riceve infine il plauso e le espressioni di compiacimento per l’organizzazione del grande appuntamento da parte del sindaco Elena Pavan e dell’assessore Giovannella Cabion, a nome del Comune di Bassano del Grappa che assieme alla Regione Veneto e della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici patrocina la manifestazione.
A proposito: se un giorno troveranno sulla Luna una bandiera norvegese, saprete chi l’ha messa.
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