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L’Iliade
Un’antenna dell’Iliad davanti al campo sportivo, l’autolavaggio e un campo nomadi: i nuovi tre problemi di San Lazzaro. Furibondo il consigliere comunale Stefano Facchin, che attacca frontalmente l’amministrazione
Pubblicato il 11 nov 2023
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Dopo l’Odissea di Rivabianca e Rambolina, adesso a San Lazzaro arriva anche l’Iliade.
Neppure Omero avrebbe potuto fare di meglio.
Una nuova antenna di radiotelefonia dell’Iliad che elimina i parcheggi del campo sportivo, l’autolavaggio sulla trafficata strada Cartigliana e la prospettiva di un campo nomadi: sono i tre capitoli della nuova epopea del quartiere.
Stefano Facchin davanti all’area di costruzione della stazione radiobase dell’Iliad (foto Alessandro Tich)
Elemento in comune fra le tre questioni: nessuna condivisione con la popolazione e nessuna informazione preventiva da parte dell’amministrazione comunale.
È la denuncia lanciata dal consigliere comunale del Gruppo Misto ed ex presidente del consiglio comunale Stefano Facchin, che convoca a San Lazzaro i media locali per una conferenza stampa “itinerante” fra i tre vertici del nuovo triangolo dei problemi.
Assieme a lui un gruppo di residenti, altrettanto sul piede di guerra.
Si parte da via Colombi, laterale di via Cartigliana.
Qui c’è il campo sportivo, ma adesso chi lo utilizza non può più parcheggiare.
L’area sul lato della strada dove prima c’erano dodici posti auto è transennata e in mezzo c’è un buco scavato dalle ruspe. Qui sorgerà una stazione radio base di telefonia mobile concessa alla società di gestione Iliad Italia Spa.
E, per tutti, è stata una sgradita sorpresa.
“L’antenna rientra nel Piano Antenne prodotto dall’amministrazione comunale e votato dal consiglio comunale con l’indicazione della maggior precauzione possibile - afferma Facchin -. Non contesto l’antenna, ma il metodo. Un’amministrazione seria non può pensare di dare il via ai lavori senza informare nessuno. Prima hanno recintato, e solo dopo hanno messo il cartello che scrive di che cosa si tratta. Al consiglio di quartiere non è stato detto nulla.”
“Un anno fa era stata fatta richiesta di un’antenna in piazza Paolo VI, quella delle poste centrali di Bassano - aggiunge -. In maggioranza abbiamo espresso le nostre perplessità e quell’antenna non è stata posizionata. Perché qui sì?”.
“Si potevano lasciare i parcheggi del campo sportivo, si poteva fare un ragionamento, spostando l’antenna qualche metro più in là. Non è stato fatto - continua Facchin -. Un’amministrazione dovrebbe condividere quello che fa. L’assessore Viero ha dichiarato che è tutto nella norma. Ma oltre alla norma serve anche il buon senso.”
“Qua ci sono tutte le sere ragazzi che giocano, tutti i sabati e domeniche ci sono partite - commenta il residente di San Lazzaro Girolamo Remonato, che abita in un’altra parte del quartiere ma in questa via ha dei campi -. Non so se le onde elettromagnetiche creano problemi, però i parcheggi sì. Quando ci saranno le partite, e qui è pieno di macchine che bloccano tutte le uscite, come residente sarò costretto a chiamare i vigili. Mi dispiace per i genitori, perché ora i parcheggi non ci sono. Forse la cosa non interessa più di tanto perché gli spogliatoi sono comunali, il campo è parrocchiale e allora nessuno capisce più niente.”
Interviene il giovane residente Manuel Remonato:
“Qua dobbiamo domandarci: ma quale società vogliamo costruire? Anche il Comune: una parte è di serie A e una parte di serie B? Un campo sportivo, in cui vengono a giocare dei ragazzi, è un posto di relazioni e noi ci andiamo a costruire un’antenna telefonica.”
“Se uno arriva qua, i genitori non hanno neanche dove parcheggiare, non si può creare neanche un posto di comunità all’interno di questo territorio - prosegue -. Diciamo allora che San Lazzaro è la zona in cui vogliamo mettere tutto lo schifo e dopo creiamo il posto dell’élite sempre a Bassano. “
“È una decisione in cui secondo me qualcuno sta andando e che però noi non vogliamo - conclude Remonato -. Perché qua la gente ci vive e la gente vuole vivere a San Lazzaro perché ci tiene a San Lazzaro. E la gente si sta muovendo per un motivo, e non perché è la gente del “no”.”
Seconda tappa del San Lazzaro Problem Tour: l’autolavaggio di strada Cartigliana, vicino alle case e di fronte alle altre case ubicate in via Due Ponti.
Anche quest’area è recintata e i lavori di costruzione dell’impianto sono già iniziati.
“Nessuno discute il diritto del privato - incalza Facchin -. Ma l’amministrazione non ha messo in campo tutte le possibilità che aveva per non creare malumori tra la gente. Questa è una strada trafficatissima, con l’autolavaggio avrà un incremento di traffico.”
Il consigliere comunale ribatte che “non è vero” che “il privato decide e non si può trattare”, citando un esempio accaduto in quartiere Merlo con la passata amministrazione. “L’amministrazione può mediare - conferma -. Perché qui non hanno pensato se era possibile fare qualcos’altro? Si è tentato un ragionamento per fare qualcosa che potesse creare meno problemi ai residenti?”.
“L’amministrazione, politicamente parlando, non ha messo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione - aggiunge Facchin -. Questa amministrazione ha già reso possibile lo spostamento di un’area edificabile da Marchesane a via Cristoforo Colombo. Perché ci sono zone idonee e zone non idonee a seconda di chi amministra?”.
Stefano Facchin riserva tuttavia i suoi colpi più pesanti per il terzo vertice del nuovo triangolo di San Lazzaro: il campo nomadi che verrà.
L’area interessata è quella del parcheggio di via Prè.
Dalla parte al di là del suo limite est c’è lo stabilimento di una conceria, dalla parte opposta l’ingresso automezzi del depuratore di San Lazzaro. Pochi metri più in là, scorre la SPV. Insomma, un paradiso terrestre.
Scherzi a parte, si tratta di un parcheggio a dir poco “imbucato” in un angolo estremo e poco visibile del quartiere.
Qui l’amministrazione comunale - come da delibera di giunta dello scorso 26 ottobre e conseguente determinazione del dirigente Area Lavori Pubblici - è intenzionata a ricavare un’area di sosta per i “carriaggi” di abitazione degli esercenti di attività di spettacolo viaggiante, attualmente collocati nell’area dell’ex caserma Fincato.
Il tutto con una spesa a carico delle casse comunali di 30.000 euro per l’adeguamento del parcheggio alla nuova funzione e gli allacciamenti elettrici e fognari. Quello che non sta scritto nelle carte è che qui dovrebbe trasferirsi una famiglia attualmente stanziata all’ex caserma Fincato.
“Mi dicono che questa famiglia è bene integrata a Bassano, vive qua da parecchi anni, lavorano, hanno i figli che vanno a scuola - dichiara Facchin -. Quindi perché non gli viene assegnata una casa popolare? Anzi, visto che sono integrati, hanno un lavoro e sono autosufficienti, perché non se la trovano?”.
“Il regolamento citato nella determina dice che bisogna costruire un posto dove si devono fermare i nomadi che girano con gli spettacoli viaggianti - continua -. Ma per lo stretto tempo necessario a svolgere la loro attività in quel Comune. In questo caso per me vuol dire che qui stanno costruendo un campo nomadi a tutti gli effetti, con persone che verranno a vivere qui tutto il tempo dell’anno, come stanno già facendo all’ex caserma Fincato.”
E ancora: “Quindici anni fa l’assessore di riferimento questa cosa non l’avrebbe mai tollerata. Che strano: adesso viene tollerata. Anzi, vengono spesi dei denari pubblici per realizzare quest’opera.”
Per la cronaca, non vengono fatti nomi. Ma “l’assessore di riferimento” è Claudio Mazzocco.
“Di queste vicende non se ne sapeva niente il consigliere comunale -. Dell’antenna ho avuto notizia l’altro giorno. Informazione alla gente: zero assoluto. Del campo nomadi sono venuto a sapere che era da un anno che ne stavano parlando. Hanno già ottenuto l’autorizzazione dal prefetto per portarli qui. Ma questo è il posto più idoneo? Proprio perché è nascosto e non si vedono, non è idoneo. Adesso arriva una famiglia. Chi arriva dopo? Chi controlla?”.
È a questo punto che, prendendo spunto dai nuovi problemi di San Lazzaro, parte un attacco politico frontale di Stefano Facchin all’amministrazione comunale.
“L’amministrazione secondo me, e purtroppo ne ho fatto parte fino a poco tempo fa, si è specializzata in una sola cosa: per risolvere un problema ne crea minimo due di nuovi - afferma -. Anche in questo caso servirebbe applicare il buon senso, oltre le norme.” “Quindi cosa devono pensare i residenti di San Lazzaro? Cosa ci porteranno ancora oltre alle criticità che già abbiamo? Non si possono ripartire le criticità tra i vari quartieri di Bassano? La mia sensazione è che ci siano quartieri di serie A e di serie B.”
“Alcuni esponenti della maggioranza dovrebbero fare un corso di senso civico, pensare a tutti i residenti e non solo ad alcuni - sbotta Facchin -. Se il sindaco pensa di riuscire a far diventare San Lazzaro il paese “infelice” come lo ha definito a gennaio, si sta sbagliando di grosso. Perché San Lazzaro ha sempre reagito, continuerà a reagire e continuerà a lottare perché queste cose non possano continuare.”
“Oggi pomeriggio - annuncia - ho già un incontro con la presidente di quartiere per trovare una strategia su quale muoverci. Perché se purtroppo gli altri due siti, l’antenna e l’autolavaggio, ormai sono andati, questo qua no. Qui, a costo di fare le barricate, si ferma il tutto.”
Poi parte l’artiglieria pesante:
“In amministrazione c’è qualcuno molto permaloso, che non accetta idee diverse per lesa maestà. Prima cercavano un colpevole per ogni errore commesso e i colpevoli sono finiti. Adesso cercano nemici da combattere. E io probabilmente sono diventato uno di questi. Perché? Perché non ho votato come imposizione? Il nemico non sono io, sono loro stessi che sono incapaci di governare nella maniera corretta.”
“Io ho avuto il coraggio - prosegue - di dimettermi dalla seconda carica della città di Bassano per seguire le mie idee, quello che ritenevo giusto, non solo per la mia zona ma anche per tutta Bassano.”
Il consigliere del Gruppo Misto è convinto che dopo il “no” all’accordo Baxi/Pengo e quindi al progetto Pengo a San Lazzaro, le tre novità che riguardano il quartiere “non siano cose fatte a caso”.
“Una volta si diceva che due indizi danno una prova - conclude Stefano Facchin -. Qui abbiamo tre indizi che danno una certezza. Non è passato un progetto che loro volevano a tutti i costi, quindi probabilmente ce lo stanno facendo pagare a caro prezzo. I bassanesi devono meditare su questo, meditare su chi li sta governando e su come lo stanno facendo.”
L’animata mattinata a San Lazzaro si conclude con il giovane residente Manuel Remonato che rinfaccia a Facchin davanti a tutti di essere uscito allo scoperto soltanto adesso che si avvicina la campagna elettorale e Facchin che gli risponde per le rime affermando che è stato sempre una voce libera all’interno della maggioranza ma che finché ricopriva il ruolo di presidente del consiglio comunale non poteva esternare le sue posizioni: “Dopo essermi dimesso da presidente, mi sono espresso come dovevo fare.”
Omero, dove sei? Tu sapresti descrivere queste cose molto meglio di me.
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