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Patrioti e anti-italiani

I buoni e i cattivi: su twitter Elena Donazzan segnala gli esempi dell'“Italia migliore” mentre sul “portale dei patrioti” lancia la lista degli anti-italiani. I primi “cattivi”: FIAT, Touring Club Italiano e l'on. Moretti

Pubblicato il 05-02-2014
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Non sappiamo se Sergio Marchionne dormirà ancora sonni tranquilli quando qualcuno gli dirà che Elena Donazzan, assessore regionale del Veneto, ha inventato la lista degli anti-italiani e ha indicato la FIAT quale primo esempio di anti-italianità. E questo perché la FIAT, come scrive Donazzan nel suo sito, “dopo aver preso tutto ciò che poteva nei decenni dall'Italia e dalle tasche degli italiani, dopo aver chiuso stabilimenti, spostato la produzione all'estero e messo in difficoltà il tessuto produttivo collegato prende e sposta sede legale e fiscale....per le tasse, altrove”.
Già: da qualche tempo, su twitter, l'assessore tricolore aveva incominciato una sua “personalissima elencazione quotidiana” di persone o fatti “di una Italia di cui si può e si deve parlare bene” con un proprio hashtag: #Italiamigliore.


Ora però Donazzan vuole mostrare anche il rovescio della medaglia, ovvero “il negativo della fotografia” dell'Italia migliore, e ha ben pensato di istituire la “lista degli anti-italiani”, da dare in pasto “alla pubblica indignazione” sulla Rete e aperta al contributo di tutti.

Elena Donazzan: "La lista servirà a sensibilizzare chi la pensa come noi"

Lo annuncia con una lettera pubblicata oggi sul suo sito internet e pagina facebook, nella quale formula l'invito a segnalare “la nostra indignazione verso i comportamenti che definiremo anti-italiani” che “servirà a sensibilizzare chi la pensa come noi, a non far sentire solo chi si indigna e so che siamo veramente in tanti a trovare frustrante l'indignazione senza una azione conseguente”.


Come si compila la lista dei cattivi? Semplice: si va sul sito posizione.org, ovvero il “portale dei patrioti”, e nello spazio dedicato potete scrive il nome di chi disonora la nazione, e il perché.
Una lista di cui la Donazzan ha già segnato le prime tre caselle: oltre alla FIAT, la prima segnalazione ex aequo di anti-italianità se l'è guadagnata il Touring Club Italiano (di cui l'assessore è socia), colpevole di aver dedicato un articolo del suo mensile allo Stato indiano del Kerala, proprio quello dove sono trattenuti i due marò italiani accusati di omicidio. I quali - come scrive nella lettera la politica povese - “sono ostaggio della follia da terzo mondo di questa gente e delle loro “istituzioni”, dove da due anni non c'è un capo di imputazione in barba ai diritti dell'uomo che piacciono tanto alle riviste patinate e ai radical chic che vi scrivono”. Ergo: disdetta dell'abbonamento alla rivista del TCI che conquista, contemporaneamente, l'ingresso nella lista degli anti-italiani.
Nella neonata bacheca degli “anti patrioti” c'è spazio anche per Alessandra Moretti, emergente e mediatica deputata vicentina del Pd.
“Ciascuno deve essere posto di fronte alla propria responsabilità, nelle azioni e nelle affermazioni specialmente quanto si ha la fortuna, magari immeritata, di avere posti visibili e avere l'onore della cronaca, anche se quella “leggera” o “rosa” - continua Donazzan -, quindi segnalo l'onorevole Moretti tra gli anti-italiani per una sua dichiarazione incredibile. Avrebbe affermato dalla Gruber che morire per la Patria è da fascisti.” (...) “Invito l'on. Moretti a sostenere coerentemente il suo ragionamento dichiarando fascista l'Inno d'Italia, tutti i caduti dalla prima guerra d'indipendenza alla prima guerra mondiale, l'altare della patria, i sacrari, ogni lapide o monumento presente in ogni più piccolo paese d'Italia dove c'è scritto: “Per la Patria.” (...) “Moretti mi indigna per l'offesa che reca ai nostri uomini migliori che hanno dato la vita per la Patria e mi fa vergognare di essere donna in politica perché il cliché di “donna bellina ma nulla di più” è purtroppo pienamente cosi rappresentato. Una ragione in più per essere contro le “quote rosa”.”
...Chi sarà il prossimo?

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